17 giugno 1998
Stralciata dal processo «All Iberian»
l'accusa di falso in bilancio imputata a Silvio Berlusconi

Il Tribunale di Milano decide di stralciare dal processo "All Iberian", che vede imputato Silvio Berlusconi, il reato di falso in bilancio, accogliendo in parte la richiesta presentata dai legali della Fininvest. Considera invece valida la parte del processo relativa all’illecito finanziamento dei partiti, ma occorrerà riformulare la richiesta di condanna.

In gran parte è da rifare il processo contro Silvio Berlusconi. Il giudice Marco Ghezzi ha dato, infatti, parzialmente ragione alla Fininvest che ha richiesto l'annullamento del dibattimento perché, pur essendo parte lesa, non le è stato notificato l'avvio del processo. Il tribunale di Milano, chiamato a giudicare sul caso All Iberian ha quindi deciso di stralciare quella parte del processo relativa al falso in bilancio, contestato a Silvio Berlusconi e ad altri manager della Fininvest, mentre ha considerato valida la parte riguardante, l’illecito finanziamento nei confronti di Bettino Craxi.Silvio Berlusconi

Il tribunale ha quindi accolto solo in parte la richiesta avanzata dai difensori di Berlusconi per omessa notifica del decreto di giudizio alla Fininvest in qualità di parte offesa, ma ha riconosciuto la necessità di separare in due tronconi il processo. A questo punto il processo si spacca in due: una parte, relativa al finanziamento illecito ai partiti e altri reati proseguirà regolarmente. Per l'imputazione di falso in bilancio il processo dovrà essere interamente rifatto, e la prima udienza è già stata fissata per il 27 ottobre prossimo.

Una decisione "errata" per il Procuratore Francesco Saverio Borrelli, che ha detto di parlare "come giurista" a differenza dei giorni scorsi, quando aveva precisato di parlare "come uomo della strada". "Non è per nulla condivisibile" ha dichiarato il Procuratore "l'individuazione della società come persona offesa. A mio avviso, la parte offesa è il soggetto il cui interesse è protetto in via primaria e diretta dalla norma penale. La norma che vieta le false comunicazioni sociali non è diretta a tutelare la società, ma la pubblica fede".

Gianfranco Fini non esita a definire lo stralcio del reato di falso in bilancio come "una mostruosità". "Condivido l'opinione di quanti nel Polo" ha dichiarato il leader di AN "l'hanno definito, con maggior competenza della mia in termini giuridici, come una mostruosità".
"Dopo le forzature e gli abusi procedurali liquidati con una spiritosaggine di Borrelli" è stato il commento del capogruppo di FI alla Camera, Beppe Pisanu "ora arriva lo spezzatino del suo tribunale a dar colore al processo politico". Secondo Pisanu, "stando così le cose, non c'è sicuramente bisogno di maghi, indovini, stregoni e veggenti per far sapere come andrà a finire il cosiddetto processo". Per Marcello Pera, senatore azzurro, "ancora una volta con un cavillo giuridico, si prova che i processi non occorrono: Berlusconi per i pubblici ministeri e agli aspiranti pubblici ministeri deve essere condannato comunque. A mezzo stampa".

Per il capogruppo Ccd, Carlo Giovanardi, "è come se fosse riconosciuta la nullità di un procedimento penale in cui si accusa Berlusconi di aver investito una persona, ma si continua a processarlo per essere fuggito dopo l'investimento".

"A Milano, a Palazzo di Giustizia" ha dichiarato Maurizio Gasparri di AN "più che il rito ambrosiano si segue il rito "d'ambrosiano". Infatti, ciò che D'Ambrosio aveva previsto che si doveva verificare per il processo All Iberian si è puntualmente verificato. D'Ambrosio detta e i giudici eseguono, con una decisione sconcertante sul piano della giustizia volta a penalizzare la posizione di Silvio Berlusconi. Di fronte a tanta palese faziosità certamente la pubblica opinione valuterà". Per questo processo, che avrebbe dovuto concludersi la settimana prossima, il pubblico ministero Francesco Greco aveva chiesto la condanna di Silvio Berlusconi a 5 anni e 6 mesi di reclusione, più una multa di 12 miliardi, ipotizzando appunto sia il falso in bilancio che l'illecito finanziamento ai partiti. Berlusconi e gli altri leader di Forza Italia avevano protestato, sostenendo che la requisitoria del pubblico ministero Greco rispondeva solo a motivazioni politiche. L'ordinanza del Tribunale dice che l'eccezione presentata dalla Fininvest "è ritenuta fondata", ma solo per i reati relativi al bilancio, "poiché in ordine agli stessi non è stato regolarmente costituito il rapporto processuale con la Fininvest, alla quale va riconosciuta la qualifica di persona offesa". Per quel che riguarda il finanziamento illecito la Fininvest può ritenersi "esclusivamente parte eventualmente danneggiata". Il processo riguarda 10 miliardi passati nel 1991 dalla Fininvest attraverso la società offshore del gruppo All Iberian ai conti svizzeri che facevano capo all'ex segretario del Psi, Bettino Craxi.

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RICORDIAMOLI

DINO ZOFF "campione d’imbattibilità"

Per tutti gli anni Settanta, Dino Zoff è stato uno dei migliori portieri del mondo, se non il migliore. Oltre a quello di presenze, ha al suo attivo due record davvero notevoli. Con la Nazionale è rimasto imbattuto per 1.134 minuti, dal 20 settembre 1972 al 19 giugno 1974, quando fu battuto da Houseman al ventesimo minuto di Argentina-Italia finita 1 a 1 durante la Coppa del Mondo.Dino Zoff

In campionato ha mantenuto inviolata la porta per 903 minuti nella stagione 1972-73, record rimasto imbattuto per più di dieci anni e superato dal portiere del Milan Sebastiano Rossi nel 1994. La sicurezza, la sobrietà dei gesti, la sua impassibilità anche in stadi caldi come quello di Napoli, squadra con cui ha giocato 141 volte prima di passare alla Juventus, hanno fatto di lui un personaggio a sé nel mondo del calcio. Ovunque abbia giocato, l’ha sempre fatto con la discrezione tipica del suo temperamento di uomo del Friuli.

Per più di 20 anni Zoff ha ricoperto il ruolo di portiere ai più alti livelli. Ha debuttato in serie A il 24 settembre 1961 con l’Udinese. Il suo addio al calcio giocato avvenne nel 1983 al termine di un’annata che non fu certamente tra le più felici. Campione del mondo in carica, l’Italia giocò una stagione largamente al di sotto delle aspettative. Zoff lasciò la Nazionale proprio dopo la sconfitta contro la Svezia che costò agli azzurri la qualificazione agli Europei del 1984.

Solo quattro giorni prima la Juventus, largamente favorita, aveva perso contro l’Amburgo la finale di Coppa dei Campioni ad Atene. I cronisti, tuttavia, si premurarono di riconoscere che tanto a Göteborg che ad Atene Zoff non era responsabile dei gol subiti. Anche se non ha partecipato alla finale, Zoff ha comunque terminato la sua carriera con una vittoria nella Coppa Italia 1983. Dopo il ritiro è stato preparatore dei portieri nella Juventus, prima di essere chiamato ad allenare la Nazionale olimpica. E proprio in qualità di allenatore è tornato alla Juventus che ha guidato per due anni conquistando la Coppa UEFA e la Coppa Italia nel 1990. Dalla Juve è passato alla Lazio, dove ha rivestito il ruolo sia di allenatore che di dirigente. Dopo una parentesi di due anni con la Nazionale maggiore, dal 1998 al 2000, è tornato ai colori biancocelesti.

Dino Zoff è chiamato anche "l’uomo di tutti i record": Ha giocato 112 partite con la Nazionale, della quale è stato capitano per 59 volte.

È stato campione del mondo a 40 anni. Nato il 28 febbraio 1942, era ancora portiere della squadra azzurra quando questa conquistò il Titolo Mondiale l’11 luglio 1982 a Madrid battendo la Germania per 3 a 0 .

Ha esordito nella Nazionale all’età di 26 anni: era il 20 aprile 1968 e l’Italia sconfisse la Bulgaria per 2 a 0 sul terreno del San Paolo di Napoli. Sei settimane più tardi, Zoff si rivelò un giocatore determinante per la vittoriosa avventura italiana agli Europei.

Ha disputato il suo ultimo incontro per la squadra azzurra il 29 maggio 1983 a Göteborg, contro la Svezia. Nelle qualificazioni per gli Europei del 1984 l’Italia fu battuta per 2 a 0.

Tirando le somme vediamo che ha giocato 112 partite in maglia azzurra;

ha vinto la Coppa del Mondo: 1982;il Campionato europeo: 1968;il Campionato italiano: 1973, 1975, 1977, 1978, 1981 e 1982; la Coppa Italia: 1979 e 1983; la Coppa Uefa: 1977.

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IL FATTO

VINCENZO GIANDOMENICO

Vincenzo Giandomenico (Napoli, 16 maggio 1922 - 5 maggio 1993)

La vita artistica di Giandomenico è stata coronata da infiniti successi, ha vinto oltre ventitre premi letterari e in varie parti della Penisola.

Se si riguarda il tutto ecco che si fa largo una poesia che amplia la veduta… nel nostro caso dobbiamo affermare che, come afferma Giambattista Vico, Vincenzo Giandomenico ha anticipato i tempi essendo morto dieci anni fa, e in questa lirica vi è tanta reale solidarietà.

Per solidarietà in senso comune s’intende quella predisposizione innata a partecipare alle vicende umane del prossimo, la spinta che porta gli uomini ad aiutarsi reciprocamente e, dall'altro lato, la parola indica il bisogno di poter contare su qualcuno, il bisogno di poter avere l'appoggio di qualche mano amica. Quando si parla di solidarietà sociale si vuol far riferimento alla capacità di sentirsi parte integrante del proprio gruppo, della propria comunità, sia essa la famiglia, un'associazione, la comunità nazionale o addirittura l'umanità, provare interesse per essa, partecipare alla sua vita. Il termine ha anche un'altra accezione. Solidarietà sta anche a significare quel vincolo inscindibile che lega la sorte di tutti i cittadini ed ancora quel rapporto di interdipendenza che oggi esiste tra i vari avvenimenti del nostro piccolo mondo.

Questo stato di cose incide particolarmente sui giovani che, abbandonati a se stessi da genitori che hanno troppi impegni, corrono mille pericoli. Le nuove generazioni comunque, forse per reazione stanno riscoprendo di nuovo l'amicizia in una forma inedita finora, priva di formalismi e di remore di qualunque tipo. Non vi sono più limiti dovuti a differenziazione di classi sociali o a diversità di sesso, ed il rapporto che s’instaura tende soprattutto a procurare un aiuto scambievole per affrontare le avversità della vita. L'amicizia è l'unica base possibile per la famiglia, perché il nucleo familiare senza di lei tende a scompaginarsi per la disparità delle abitudini e dei gusti, per i contrasti tra le nuove e le vecchie generazioni.

La famiglia costituisce la forma più diretta di solidarietà sociale. In essa i figli apprendono i fondamentali modelli del vivere e fanno le loro prime esperienze.

L'istituto familiare, pur attraversando oggi una profonda crisi, continua a svolgere quelle funzioni che costituiscono la base della convivenza umana.

La causa di questa trasformazione dell'istituto familiare è da ricercarsi in un fenomeno che si sviluppa sempre di più al giorno d'oggi: l'associazionismo. Si sono infatti costituiti sistemi collettivi di solidarietà sociale come sindacati, mutue, associazioni politiche, culturali, sportive ecc. Tutte queste organizzazioni hanno i fini più vari, ma tutti fondamentalmente tendono a rafforzare rapporti umani, tendono a sviluppare varie manifestazioni di solidarietà. Fanno in modo da diffondere le nuove idee, sensibilizzando ad esse l'opinione pubblica, sollevano e portano a soluzione problemi, che i singoli non sarebbero in grado di affrontare, svolgono funzioni sociali essenziali. La loro opera è quanto mai necessaria in questa nostra società nella quale sembrano dominare la mancanza di partecipazione, la disaffezione sociale, l'idea dell'egoismo individuale. Occorre inculcare una nuova educazione che renda i cittadini consapevoli del dovere per ognuno di partecipare agli interessi vitali della comunità. Vi sono troppo spesso esempi di disumana indifferenza, d’inerzia immorale, dal pirata della strada che travolge e fugge, al ladro che non esita a sparare sperando di assicurarsi l'impunità.

Si assiste quindi ad un fenomeno, che potremmo dire di autonomia culturale dei figli rispetto alla famiglia, che costituisce un motivo di distacco profondo dalla famiglia stessa, con conseguente rifiuto dei modelli di vita da essa proposti e con la contemporanea ricerca di altre norme di condotta. Da ciò la difficoltà del dialogo e quindi la ribellione e l'isolamento. Inoltre la posizione dell'adolescente non è stata mai troppo agevole. Il suo comportamento è condizionato non solo dai mutamenti, che si verificano nella sfera psicologica e a loro volta connessi allo sviluppo fisico, ma anche dal trattamento che gli riserva la società, che spesso non lo considera più bambino, ma non lo ritiene nemmeno adulto. Anzi lo ritiene adulto quando esige da lui determinati comportamenti e lo considera immaturo quando intende imporgli alcune limitazioni.

'A PICCERELLA

Mariscià! Io so' Carmela Assante,
tengo nu soprannomme: 'a piccerella!
So' cunusciuto quase a tutte quante ;
io batte 'o marciappiede a' ruvanella.
M'ite pigliate per adescamento,
stanotte avite fatto 'na retata
e 'nmiez'a sti figliole malamente,
pure a Carmela Assante it'arrestate!
Io quanno sento 'e di': Chella fà 'a vita!
Vulesso tanto dicere a stà gente:
'A storia, 'a storia mia, nun ha sapite ...
Io cu' stà vita moro lentamente!
Io porto 'na familia sana annanze,
perdetto a papà mio cinch'anne fà,
povera mamma mia! Che Ddio m'ha scanza!
iette ha servì pe' nce putè sfamà!
'A sera a' casa, purtava 'na scudella,
era 'a marenna soia d''o miez'iuorno,
nun s'ho mangiava chella puverella ....
Cheste so' cose ca me fanno scuorno !
E quante mane stese 'int'o piatto,
ma chella 'e mamma mia, nun ha vedevo,
nun ha vedevo maie chella furchetta!
Comm'a na piccerella essa spereva!
A sidece anne, chest'era 'a vita mia!
Nun ce ha facetto chiù! P'a primma vota,
il lle cuntaie a stà santa na buscia!
P'a primma vota facetto nu peccato!
E lle dicetto : Mamma, mamma santa,
n'amico d"a bon'anema 'e papà,
m'ha truvato nu posto, assaie importante,
dimane parte, pirciò v'aggià lassà!
Venetto a Napole, io songhe d''o Celiento
e nu signore me mettette a fà,
stà vita, chesta vita malamente!
Papà d"o cielo m'addà perdunà !
Io m'ho ricordo!
Annanze all'uocchie 'o vedo,
'a primma vota dicetto: C'aggià fà?
Se ride sempe 'ncopp'o marciappiede!
E io stò redenno ancora, Mariscià!
Mò quanno vaco a casa 'e mamma mia,
esse me dice: Grazie figlia santa!
Chello ca faie pe' nuie t'ho rrenno Dio!
E io 'a surrido e m'annasconno 'o chianto!
Io porto 'a croce 'e ridere sultanto ...
Chiagnere mariscià, io vularrio,
pecchè me metto scuorno tanto tanto,
'nmiez'a na strada e annanze a mamma mia!
Nun m'ha facite murì mò 'e pucundrìa ,
so' chiù cuntento d'a fà lusingà,
si pure lle cuntato na buscia,
p'essa sò santa e santa aggià restà!

Vincenzo Giandomenico .

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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