17 gennaio 1912
Scott raggiunge il polo Sud

Robert ScottIl 15 giugno 1910 l'esploratore Robert Scott lasciava l'Inghilterra a bordo della nave Terra Nova per tentare di raggiungere il polo Sud per la prima volta.

Era appena giunto nell'Antartico quando venne a sapere che nei paraggi era arrivata la Fram, la nave del norvegese Amundsen il quale aveva pure annunciato la sua intenzione di raggiungere il polo Sud.

L'esplorazione si trasformò cosi in una vera e propria competizione.

Il 1 novembre 1911 Scott si mise in viaggio con quindici uomini e dieci slitte trainate da pony siberiani abituati al freddo

Soffiava un vento terribile. Roald Amundsen's Norwegian teamUomini e animali avanzavano faticosamente sul ghiaccio. Gli esploratori festeggiarono il Natale a più di 400 chilometri dal polo. Ai primi di gennaio i viveri cominciarono a scarseggiare. Parecchi componenti dell'equipaggio decisero di tornare alla base di partenza. Scott prosegui con quattro compagni. Il 17 gennaio 1912 gli inglesi giunsero al polo Sud e trovarono la tenda di Amundsen che era già ripartito, lasciando un messaggio a Scott.

Quest'ultimo piantò la bandiera un po' più lontano e intraprese la via del ritorno. Dopo una marcia estenuante e sofferenze terribili a causa del gelo — c'erano 40 gradi sotto zero —, il 20 marzo Scott e i suoi ultimi due compagni piantarono la tenda e vi si stesero per morire. Erano a soli 20 chilometri dalla base... Oggi, grazie alla tecnica e agli equipaggiamenti moderni di cui dispongono nelle regioni antartiche, gli scienziati possono continuare senza ostacoli i loro studi e le loro osservazioni in quel deserto di ghiaccio, nonostante il freddo e l'isolamento.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1946: Il Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U. si riunisce per la prima volta.

1968: Lyndon Johnson nel suo rapporto sullo stato dell'Unione, annuncia che il dollaro cessa di essere garantito dall'oro.

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RICORDIAMOLI

LYNDON JOHNSON

Lyndon Johnson, presidente degli U.S.A. era nato a Stonewall, Texas, nel 1908, morì a San Antonio nel 1973. Lyndon JohnsonDopo aver conseguito un diploma di insegnante, entrò in politica come democratico, cominciando la sua carriera all'epoca del New Deal. Sostenitore di Roosevelt, si conquistò ben presto una base elettorale nel Texas.

Eletto deputato nel 1937, partecipò alla seconda guerra mondiale; eletto senatore nel 1949, divenne presto, dal 1953, leader del gruppo democratico, contrastando spesso con successo la politica di Eisenhower. Privo di un messaggio politico personale ma assai abile come moderatore e coordinatore, fu battuto da Kennedy alla Convenzione di Los Angeles del 1960.

I suoi legami col Sud e la sua abilità nei rapporti col Congresso gli valsero la scelta come candidato alla vicepresidenza. L'assassinio di Kennedy, il 22 novembre 1963, gli aprì la via alla presidenza, alla quale fu confermato dalle elezioni del 1964. In politica interna il provvedimento più importante sul piano sociale preso dalla sua amministrazione fu il Civil Rights Act del 1964, che mirava ad assicurare ai neri l'esercizio effettivo dei diritti civili e la fine della segregazione razziale nei rapporti sociali, ma che non valse a evitare l'esplodere del malcontento tra la popolazione di colore.

Il problema maggiore con cui si misurò l'amministrazione Johnson fu tuttavia quello del Vietnam, ereditato da Kennedy e aggravato dal crescente impegno assunto da Johnson. Nel 1968 i 16.500 "consiglieri militari" inviati da Kennedy erano cresciuti fino a diventare mezzo milione di combattenti impegnati in una guerra coloniale. L'opposizione e il disagio provocati anche all'interno degli U.S.A. dalla guerra vietnamita indussero Johnson a rinunciare a riproporre la propria candidatura alle elezioni del 1968.

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IL FATTO

Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti è considerato uno dei maggiori e più influenti poeti italiani del Novecento.

Giuseppe UngarettiTrascorse ad Alessandria d'Egitto, dov'era nato, gli anni dell'infanzia e della prima giovinezza. Nel 1912 si recò a Parigi per completare gli studi alla Sorbona. Qui si legò d'amicizia con i maggiori protagonisti dell'avanguardia letteraria e artistica: Apollinaire, Picasso, Jacob, Modigliani e de Chirico; conobbe Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi, che inviarono in Italia alcune sue poesie, apparse sulla rivista "Lacerba". Rientrato in Italia nel 1915, partecipò alla prima guerra mondiale. L'esperienza della trincea sul Carso fu decisiva per la sua vocazione di poeta. Proprio al fronte, nel 1916, apparvero le ottanta copie della prima raccolta, Il porto sepolto, confluita nel 1919 in Allegria di naufragi e poi nell'edizione definitiva, L'allegria nel 1931.

Stabilitosi a Roma, si guadagnò da vivere redigendo rassegne stampa per il ministero degli esteri e collaborando a giornali e riviste. Furono anni di ripiegamento interiore, che lo portarono nel 1933 alla nuova maturità stilistica espressa nei versi di Sentimento del tempo. Nel 1936 andò a insegnare letteratura italiana all'università di San Paolo del Brasile. Rientrato in Italia, nel 1942 fu eletto Accademico d'Italia e nominato professore di letteratura italiana all'università di Roma, incarico che mantenne fino al 1958. Nel 1947 uscì Il dolore, versi dedicati soprattutto alla guerra e alla morte del figlio Antonietto. Seguirono La terra promessa, Un grido e paesaggi, Il taccuino del vecchio. Giuseppe UngarettiNel 1961 apparvero le prose Il deserto e dopo, che raccoglie scritti di viaggio, ricordi e pensieri di varia ispirazione. Nel 1969, alla vigilia della morte, avvenuta a Milano, tutte le poesie furono riunite in volume, a cui lo stesso Ungaretti diede il titolo di Vita d'un uomo.

Nel 1916, in piena guerra e in un clima letterario saturo di dannunzianesimo e di "canzoni" inneggianti alle virtù guerriere e alle gesta d'oltremare, i versi di Porto sepolto ebbero un effetto sorprendente. In effetti quelle poesie, dai versi spesso brevissimi, talvolta composti di una sola parola, stravolgevano la tradizione, portando alle estreme conseguenze quanto aveva iniziato Pascoli. Nessun libro del Novecento poetico italiano è stato, da questo punto di vista, altrettanto rivoluzionario.

Nell'Allegria, dopo i ritocchi formali volti a scolpire ancor più la parola-materia, il verso libero, ma spesso si tratta di endecasillabi e settenari spezzati, dilata al massimo la sua forza espressiva. Il poeta, "uomo di pena", racconta il suo calvario di soldato come in un diario della sofferenza scandito dal luogo e dal giorno.

La solidarietà e la compassione si elevano sui cumuli di macerie; la metrica è frantumata, la parola è scarnificata, ridotta alla sua essenza pura, tanto più significativa perché sobria, frammento di vita che si staglia sul bianco della pagina. Giuseppe UngarettiE proprio questa voluta rarefazione, eredità del simbolismo estremo del francese Mallarmé, conferisce alle immagini il loro scabro e intenso lirismo, mentre il poeta, avvolto in "una corolla di tenebre", diventa "un grido unanime... un grumo di sogni". Nel dopoguerra, con Sentimento del tempo, che segna il personale "ritorno all'ordine" di Ungaretti, il paesaggio sarà la campagna romana, le immagini si faranno più morbide e sensuali, le forme più cantabili. La tradizione, prima scardinata, si riaffaccia ora nel confronto con i maestri del passato: il verso si ricompone, torna a celebrare i fasti delle misure classiche. Il grido dell'Allegria si fa racconto, la parola si dispiega in cadenze talora auliche.

Nel Dolore, le strazianti parole per il figlio perduto "In cielo cerco il tuo felice volto" accompagnano i versi su Roma occupata e sui disastri, soprattutto morali, della guerra Non gridate più, mentre, consumatasi la stagione delle smanie amorose, si affaccia ora quella più opaca dei ricordi. Con La terra promessa, Un grido e paesaggi, Il taccuino del vecchio, fino ai versi scritti ancora nel 1969, siamo alla poesia dell'inverno: accanto agli strumenti linguistici ormai consolidati di uno stile "barocco", manieristico: memore del paesaggio brasiliano, che guarda a Tasso e Leopardi, si accentuano i dubbi e i turbamenti sul destino dell'uomo; pur nel conforto rappresentato dalla religione, la vita è guardata con l'ironico distacco e la malinconica saggezza di chi ha molto vissuto e molto sofferto.

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LA POESIA DEL GIORNO

MESSAGGIO

Se ti dicono: «Nel deserto
piangente, giace mio cuore»,
non consolarmi
irrorare deserto
voglio con le mie lacrime.
Quando il deserto imbevuto
sarà di lacrime d'uomo
cammineremo mani nelle mani.
Quando l'olivo non si contorcerà
allora, amore, dirò che t'amo.

Reno Bromuro (da «Il vaso di cristallo»).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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