16 novembre 1771
Senefelder e la litografìa

Aloys Senefelder scriveva opere teatrali, ma era troppo povero per farle stampare. Era un ragazzo ostinato, pieno di fantasia.Aloys Senefelder

Nato a Praga il 16 novembre 1771, non aveva ancora venticinque anni quando gli venne in mente l'idea di fare a meno dei tipografi. Scrisse allora il testo su una lastra di rame mediante un pennello imbevuto di vernice. Terminata la sua "pagina scritta", attaccò la lastra con l'acido, in modo che i caratteri risultassero in rilievo. Il risultato non fu molto soddisfacente..

Senza scoraggiarsi, Senefelder sostituì la lastra di rame con una di calcare più liscia: ma nemmeno stavolta ottenne maggiore successo, e stava per rinunciare quando, un giorno del 1796, osservò che la scrittura su pietra assorbiva l'inchiostro allo stesso modo dei caratteri di stampa. Senefelder aveva scoperto la litografia, dal greco lithos che significa pietra. Questo procedimento in seguito fu adottato con grande successo per la riproduzione di opere d'arte.

La litografia comporta tre operazioni successive. In un primo tempo il disegnatore traccia la sua opera al rovescio, su una pietra calcarea, con l'aiuto di una penna impregnata d'uno speciale inchiostro grasso. Questa pietra viene lavata successivamente con una soluzione chimica che fissa i contorni del disegno. A questo punto la pietra viene spalmata d'inchiostro, e si effettua la stampa. I moderni procedimenti di stampa hanno inferto un colpo fatale alla litografia che oggigiorno viene utilizzata solamente per rare edizioni di lusso.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1895: II compositore Paul Hindemith nasce nei pressi di Francoforte sul Meno

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RICORDIAMOLI

PAUL HINDEMITH

Paul Hindemith nacque a Hanau nel 1895 e morì a Francoforte nel 1963. Studiò al Conservatorio di Francoforte e in tale città fu violinista e direttore d'orchestra all'Opera dal 1915 al 1923.Aloys Senefelder

Iniziò anche una fortunata attività di violista, di organizzatore presso il Festival di musica contemporanea di Donaueschingen e di compositore d'avanguardia.

Nel 1927 divenne professore di composizione alla Musikhochschule di Berlino e fino al 1935 fu impegnatissimo come concertista, studioso di teoria e di didattica musicale. Attaccato dal regime nazista perché autore di "musica degenerata", fu costretto a operare sempre meno in Germania e di più all'estero.

Organizzò nel 1935 un'importante scuola musicale ad Ankara, svolse tournées negli U.S.A. dal 1937 al 1939 e in varie città europee e, abbandonato l'incarico berlinese, dal 1937 si stabilì in Svizzera.

Nel 1940 si rifugiò negli Stati Uniti assumendo la cittadinanza americana e insegnando in varie università.

Finita la guerra, rientrò in Europa e fu docente all'Università di Zurigo dal 1948, mantenendo tuttavia stretti legami con gli U.S.A. fino al 1953, quando si stabilì definitivamente in Svizzera, sul lago di Ginevra. Fino alla morte continuò a comporre e a tenere concerti come solista o direttore.

Aloys SenefelderHindemith s’impose giovanissimo all'attenzione del mondo musicale per la provocatoria modernità del linguaggio, aperto ai contributi più diversi, dotato di impressionante vitalità ritmica, liberissimo nell'armonia, ma solidamente contrappuntistico e chiaramente legato alla grande tradizione barocca tedesca.

Tenacemente antiromantico e cultore convinto dell'oggettivismo musicale, con le sue opere teatrali, a volte scritte in collaborazione con Bertold Brecht, mise sarcasticamente alla berlina le convenzioni borghesi; nel genere strumentale creò la Gebrauchsmusik, cioè la cosiddetta musica d'uso, di facile realizzazione tecnica, dedicata esplicitamente ai dilettanti e con evidenti intenti pedagogici.

Nel corso degli anni Trenta, tuttavia, lo stile di Hindemith perse progressivamente la carica eversiva, evolvendosi verso una concezione più liricamente distesa e serena del linguaggio musicale basato su un'armonia meno aspra e su una concezione formale di carattere solidamente costruttivo.

Appartengono a quest'ultima fase l'opera Mathis der Maler; da cui la celebre Sinfonia, la Sinfonia in mi bemolle maggiore, la Sinfonia Serena, l'opera Die Harmonie der Welt; da cui un'altra famosa sinfonia, il balletto Nobilissima visione, Metamorfosi sinfoniche su temi di von Weber e la maggior parte dei concerti per solista e orchestra: per pianoforte, violino, violoncello, clarinetto, organo, viola. Al periodo giovanile, e artisticamente anche più significativo, appartengono invece in parte le Sette Kammermusiken per complessi vari, le moltissime composizioni cameristiche. Scrisse inoltre un celebre trattato di armonia e un libro su Bach.

Bibliografia Th. W. Adorno, Impromptus, Francoforte, 1968

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

Aho, sei un essere impossibile! Ti abbiamo dato la chiave, e tu ti metti seduto sugli scalini davanti alla porta?
- Sono stato in pensiero, questa è un’ora che tu non ti muovi da casa, non trovando nessuno mille pensieri hanno cominciato a mulinare nel cervello…

- Perché tu, hai un cervello?

- Dai non fare così, sono stato in pensiero, veramente.

- Dì la verità. Subito hai pensato: è morto Reno!

- Tu non ci sei, tua moglie nemmeno; è un’ora in cui non esci nemmeno se ti offrono miliardi di euro, che debbo pensare?

- OOOOH! Chisto permanete ha pensato che ero morto! E tu sì n’amico?

- Nun me mortificà! Dai, anzi offrimi un cognac per tirarmi un poco su…

- Lo sai che in questa casa non ci sono alcolici.

- Dove siete andati, sono due ore che sto qui, c’aspetto.

- Che ti devo lasciare la piantina dei miei spostamenti? Magari ci segno anche l’orario, va bene? Sono stato dal medico, mi sono fatto vaccinare contro l’influenza.

- Me lo potevi dire, venivo con te.

- Già, abbiamo lo stesso medico! Ovviamente adesso rimani per cena, oppure sei invitato da qualcun altro?

- Visto che mi trovo ed è ora di cena… direi che sarebbe giusto m’invitassi.

- Tieni ‘na faccia ‘e vacca! Disgraziato che non sei altro, sono usciti i figli e sei entrato tu, con la differenza che loro non mi chiedevano mai soldi e tu lo fai. Da quando hai messo le radici in questa casa mi tocca lavorare anche di notte per far quadrare il bilancio.

- E ti lamenti pure? Ti porto fortuna, scrivi e pubblichi come nessun altro giornalista, scrivi critiche teatrali, artistiche, letterarie; tra prefazioni ai libri dei giovani, e critiche appena ti alzi già trovi sotto al cuscino un migliaio di euro…

- Boom! Ma che stai dicendo? Che staie ‘mbriaco? Si qualcuno ce crede veramente vado ‘ngalera per evasione fiscale. Faccio ‘a fine di Al Capone! Ma lo sai che in farmacia ieri sera, sono rimasto come un allampanato? Devo aver guardato ‘nfaccia il farmacista con un’espressione da ebete, perché lui mi teneva addosso gli occhi spalancati per la meraviglia; e tutto perché sui cerotti salvavita, che non ho mai pagato un centesimo, ho dovuto pagare quattro centesimi a scatola. Quando gli ho detto che non dovevo pagare niente, mi ha risposto che dalla mezzanotte del 15, cioè fa ieri è giunto l’ordine di far pagare la differenza di quattro centesimi, a poveri e ricchi senza distinzione di casta. Tu sei filosofo, considera questo stato di cose: un pensionato che riceve dall’INPS sei settecento euro al mese, con cui ci deve mangiare, pagare il telefono, il gas, la luce e pure la medicina se vuole continuare a campare…

- Allora il capo del governo, si è rimangiato tutte le promesse che aveva fatto, durante la campagna elettorale?

- Ma tu lo hai visto bene quando parla in pubblico? Hai notato il suo atteggiamento? Non ti ricorda proprio nessuno?

- Eppure, mi devi credere gli ho dato il voto perché lo credevo sincero… Non mi guardare in quel modo… adesso lo so da solo che sono stato uno…

- Lo stai dicendo tu, io non mi sarei mai permesso, ti avrei detto di più.

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LA POESIA DEL GIORNO

STRISCE DI ROSA SCARLATTO

Strisce di rosa scarlatto s'indorano
noi le guardiamo mentre
un brivido d'amore percorre il corpo.

Le labbra sussurrano parole senza suono.

Mia cara, l'attimo dell'amore
è senza canto, ma l'anima invola
tra archi barocchi il suo volere
verso il rosa scarlatto dell'alba,
mentre nelle cime dei cipressi
mette radice il cuore.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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