16 luglio 1992
Arrestato Ligresti

Il costruttore Salvatore Ligresti è arrestato con l'accusa di concorso in corruzione aggravata. Il 18 saranno inquisiti Silvio Lega, vicesegretario della DC, e l'ex presidente della regione Lombardia Bruno Tabacci (DC).

Lo scorso anno in America i giornali affermano che "L’uomo nuovo della finanza italiana si chiama Salvatore Ligresti. È arrivato al centro del sistema assicurativo. Salvatore LigrestiÈ stato ad un passo dall’entrare nel salotto buono che controlla il Corriere della sera. E nei prossimi mesi sentiremo parlare molto di lui". Nuovo?

Ma Ligresti non è il vecchio protagonista di tante storie del passato, il finanziere siciliano dalle origini misteriose, l’uomo chiacchierato per i suoi presunti rapporti mafiosi, il palazzinaro travolto dagli scandali, l’imprenditore sull’orlo del fallimento salvato dalle banche, il pregiudicato di Tangentopoli affidato ai servizi sociali? Sì, è lui. Ma è anche la stessa persona che oggi è celebrata dal Sole 24 ore con un servizio di cinque pagine sul supplemento Plus e un titolo entusiasta: "Il nuovo Ingegnere".

E’ passato solo qualche giorno dopo il 16 luglio di dieci anni fa, che lunedì 9 settembre 2002 c’è stato il Ligresti day. La domanda che ha tenuto sveglio per le settimane precedenti il mondo della finanza, della politica, del potere era: riuscirà don Salvatore ad entrare nel patto di sindacato di Hdp, la finanziaria che controlla il Corriere? Di conseguenza, riuscirà ad imporre una linea più berlusconiana al primo quotidiano italiano? La risposta è stata un colpo di teatro, una mossa a sorpresa: niente Ligresti in Hdp, ma Franco Tatò nuovo presidente della società.

Eppure un fatto resta: Salvatore Ligresti, che per almeno un paio di volte negli ultimi quindici anni era stato dato per spacciato, finito, fallito, fuori dai grossi giri, è tornato invece alla grande sulla scena dei soldi e del potere. Don Salvatore, dunque, inizia ora una nuova vita. Il vecchio arnese è diventato nuovo di zecca grazie alla sua conquista, nel maggio scorso, della Fondiaria, solida compagnia assicurativa fiorentina. Il punto di svolta avrebbe dovuto poi essere l’ingresso nel Corriere della sera. Ligresti, secondo l’opposizione, è il cavallo di Troia di Berlusconi spinto dentro le mura di Via Solferino. Certo, il quotidiano non ha una linea antigovernativa e ospita spesso interventi fortemente critici nei confronti delle opposizioni, ma Berlusconi non riesce in ogni caso a sopportare che sulla più autorevole testata italiana compaiano anche gli editoriali di Giovanni Sartori sul conflitto d’interessi, i commenti pungenti e ironici di Enzo Biagi, i sondaggi di Renato Mannheimer che quando la popolarità del premier cala lo rilevano.

Insomma, per quanto moderato e pluralista, e qualche volta cerchiobottista, questo Corriere non piace a Berlusconi, che da tempo esercita pressioni per "normalizzare" Via Solferino. L’arma segreta? Salvatore Ligresti. Sì, perché il Corrierone è controllato al cento per cento da Hdp, la società di Cesare Romiti in cui sono rappresentati tanti autorevoli soci, e in cui è entrato, comprando poco meno del quattro per cento, anche don Salvatore. Per ora l’arma segreta non ha funzionato: gli autorevoli soci hanno lasciato Ligresti fuori dalla porta e Berlusconi a bocca asciutta. Romiti, Mittel, Banca Intesa, Pirelli, Fiat, Edison hanno costretto gli altri, Mediobanca, Generali, Lucchini, Pesenti, a non farne niente. Ma domani, si vedrà. Ligresti resta in piedi fuori dalla porta, è paziente e aspetta.

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RICORDIAMOLI
OMICIDIO CALVI: VISTO DAI GIORNALI 4

"Il mattone era un messaggio a Gelli"
Il fratello Leone Calvi, afferma: "Il mattone, l'ho messo io nella cassetta di sicurezza"

Un messaggio a Licio Gelli. Un avvertimento che aggiunge un nuovo mistero alla morte di Roberto Calvi, trovato impiccato a Londra nel giugno dell'ottantadue. Sarebbe questo il significato del mattone che era in una cassetta di sicurezza del vecchio Banco Ambrosiano, a Milano, avvolto in una prima pagina del Corriere della Sera del 29 maggio 1981.

L’articolo riferiva di un'inchiesta che aveva portato all'arresto di Roberto Calvi e al sequestro di alcuni documenti negli uffici dell'ex Gran Maestro della P2.Roberto Calvi

Il presidente dell'Ambrosiano sarebbe morto tredici mesi dopo e Gelli, per qualche tempo, sarebbe stato sospettato di aver avuto un ruolo nell'omicidio. I documenti, si sarebbe saputo in seguito, contenevano la famosa lista degli affiliati alla P2.

E' stato Leone Calvi, fratello del banchiere, a rivelare ai sostituti Maria Monteleone e Luca Tescaroli la verità sul mattone, scoperto a ottobre: "Siamo stati noi, per lanciare un messaggio a Licio Gelli".

Ma Leone Calvi è accusato dalla Procura di Roma di aver reso false dichiarazioni al pubblico ministero. I sostituti lo hanno iscritto nel registro degli indagati perché, in un primo momento, avrebbe mentito. O, almeno, non avrebbe dichiarato tutta la verità sullo strano contenuto della cassetta di sicurezza.

Poi ci avrebbe ripensato e avrebbe confessato il senso del mattone lasciato nell'agenzia di corso Magenta. Oggi gli indagati per la morte del banchiere sono cinque: il faccendiere Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi (entrambi legati alla banda della Magliana), Manuela Kleinszig e il mafioso Francesco Di Carlo, indicato dal pentito Francesco Marino Mannoia come l'esecutore materiale del delitto.

Per i periti incaricati di ripetere l'autopsia, Berndt Brinkmann dell'università di Munster, Luigi Capasso dell'università di Chieti e Antonella Lopez dell'università di Roma La Sapienza, il banchiere è stato ucciso in un cantiere vicino al Tamigi e poi impiccato cento metri più in là, sotto il ponte dei Frati Neri.

A sostegno di questa tesi, i tre docenti scrivono: "Si può asserire che le unghie e gli spazi sub-ungueali di Roberto Calvi non presero contatto diretto con nessuno dei frammenti lapidei trovati all'interno degli abiti che egli indossava al momento della morte". Michele SindonaCinque chili di pietre che, secondo il collegio, il banchiere non toccò: qualcun altro gliele mise in tasca. "E' un'ipotesi che non sta in piedi, taglia corto l'avvocato Renato Borzone, che assiste Carboni con il collega Oreste Flamminii Minuto:I mattoni si prendono con i polpastrelli".

L'esame della perizia è iniziato ieri davanti al GIP Maurizio Silvestri, ma accusa e difesa ne discuteranno il contenuto soltanto dal 7 aprile. La prima udienza è stata rinviata dopo un duro confronto sull'istanza di ricusazione di Brinkmann presentata dagli avvocati del faccendiere sardo. Borzone e Flamminii Minuto hanno contestato al perito di aver anticipato le sue conclusioni in un'intervista rilasciata a un giornalista tedesco. Il GIP ha respinto la richiesta perché, secondo il traduttore dal tedesco presente in aula, il docente non ha usato la parola strangolamento ma impiccamento. Se accolta, la ricusazione di Brinkmann avrebbe potuto travolgere l'intera perizia. E quattro anni di lavoro sarebbero stati gettati al vento.

(Da Lavinia Di Gianvito 25 febbraio 2003 "Il Corriere della sera")

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IL FATTO

DONATELLA LAVALLE: SEI LA PIOGGIA

Donatella Lavalle è nata a Roma oltre un quarto di secolo fa; è perito elettrotecnico (nella scuola che ha frequentato era la sola donna tra settecentocinquanta maschi).

Dopo aver soddisfatto la volontà del padre, ha deciso di chetare il grido dell’ Ego e si è iscritta ad un corso di Logopedia (scienza che studia la correzione dei difetti del linguaggio) e poi all'università dove vorrebbe laurearsi in Pedagogia con tesi sulla voce emotiva.

E’ giunta a questa conclusione frequentando un corso di Psicomotricità (scienza che studia la misurazione dei fenomeni psichici attraverso l’impiego di test mentali – ecco il motivo delle sue ultime poesie provocatorie, quali "Sento la tua voce", "Non avvicinarti o sparo", "Non giocare all'eroe", "Di nessuno, si" -), che ha notevolmente cambiato il modo di lavorare con i bambini.

Da piccola si trascina un problema di dislessia (un disturbo che non permette di leggere e capire un testo scritto, pur essendo in grado di leggere e capire le singole parole); ciò l’ha portata e la porta ad evitare sempre di scrivere, perciò non ha mai scritto niente.

Da qualche mese, incoraggiata da un Poeta amico, che l’aiuta a credere di poterne uscire, scrive poesie. Ha fatto tanta analisi su se stessa, junghiana, bioenergetica, teatro bioenergetico, ed ora il suo interesse è la poesia e il cinema. Dopo essere stata sposata per undici anni, da sei mesi vive sola con il suo bambino di otto anni, un cane nero e un gatto bianco. Nessuna parola in questo luogo e dopo questa biografia può essere pronunciata se non sulla poesia di oggi, oggetto del nostro colloquio: "Sei la pioggia".

Quando l’ho letta, mi è apparsa dinanzi agli occhi un’isoletta del Mediterraneo, che si trova nell’arcipelago delle Baleari: Palma di Majorca, dove Chopin e George Sand trascorsero gli anni più belli del loro amore.

Quest’immagine me l’ha risvegliata nella memoria il tictio della pioggia sul tetto dell’automobile, ed ho sentito, proprio sentito come se la stessero suonando in casa, la suonata in si bemolle minore, che chiamiamo "Tristezza" (chissà perché?), che il musicista gelosissimo, compose un giorno di pioggia: "George era uscita per la solita passeggiata mattutina, ma una pioggia torrenziale l’aveva costretta a riparare in un abitato; Federico non lo sapeva e roso dalla gelosia, perché la pensava nelle braccia di un altro uomo, per vincere il tremore interno compose la suonata". Bello quest’inizio, come quello della suonata di Chopin: "Sono sola in macchina e piove... piove!/Sento che ormai la pioggia mi parla".

Non sentite anche voi la stessa musica? Non credo che prima dei solenni versi che Donatella, offra al lettore la sua gioia di essere poeta, pone sulle speranze il tempio della sua vittoria? Sono certo che il suo colloquio vivo e palpitante con la pioggia che diventa la sua gloria, ha scosso i vostri sentimenti così fortemente. Il colloquio sorge come un monumento, che raggiungerà la massima estensione dei secoli. Non dunque un monumento a se stessa, né alla Poesia, ma alla pioggia che per miracolo si è trasfigurata in compagna di viaggio, in essere umano, specialmente quando batte "i pugni zuppi d'acqua sul finestrino".

In questa dolcezza profonda di sentimenti che si accavallano come il dialogo tra il poeta, la pioggia e i pugni zuppi d’acqua hanno del miracoloso: creano un paesaggio in un podere inesistente ma vivo nella mente dell’autrice, tra la collina e la lunga, interminabile fila di automobili e suoni laceranti di clacson che ella non sente perché il colloquio si fa sempre più caloroso, sempre più affettuoso tra lei e la pioggia e il battere del cuore preoccupato per il figlio che l’attende.

Si ha la sensazione di essere seduti in platea ad assistere ad uno spettacolo teatrale, tanto il dialogo diventa serrato, eppure, nello stesso tempo, temperato e modesto che cresce in abitudini di silenzio e meditazione; e dal consenso del quieto paesaggio alla placida vita, dalla monotonia della natura con l'anima, che il motore delle auto in fila lenta portano una tristezza lacerante, che non è più il fondo, su cui ondeggiano le fantasie, sorridenti tra le lacrime, della sua gioventù, il fondo da cui si leva il pensiero malinconico e alto della sua ansia.

E pure quest'anima così violentemente offesa dal dissidio della vita che vorrebbe, e il caotico vivere moderno, si direbbe che assorba la ferita con la freschezza della speranza, anzi della fede, in una felicità promessa al genere umano, in un’età d'oro che essa, quando che sia, pur debba percorrere su questo pianeta.

L'espressione è pura e pronta per rendere più congeniale il contenuto ad uno stato d'animo.

Già nell'identificazione tra l'anima dell'uomo e la poesia rivelatrice esiste un primo rapporto organico come in Stéphane Mallarmé che continua l'opera di Charles Baudelaire secondo il quale poesia è magia nel senso che essa fa da tramite tra la terra e il cielo, vale a dire tra il caduco e l'immortale.

La poesia suggerisce e non dice, per Mallarmé che se ne fa quasi sacerdote, avanzando nuove idee sul piano della punteggiatura e della stessa disposizione delle parole che anticipano non solo l'Ermetismo ma anche il Futurismo. Arthur Rimbaud parla anche di illuminazioni che porta all'estremo limite le analogie di Charles Baudelaire, cercando di fissare le sue vertigini spirituali con una parola poetica che riassuma tutto: "profumo, suoni, colori", ricorrendo ad una magia verbale che si arricchisce continuamente con l'uso del verso libero e col suo ritmo che cambia continuamente.

Ecco il motivo perché mi piace questa Poesia dei Donatella Lavalle, perché in lei vive un ingenuo vitalismo e la continua polemica contro i valori dell'estetica, della morale e della ragione.

SEI LA PIOGGIA

di Donatella Lavalle

Sono sola in macchina e piove... piove!
Sento che ormai la pioggia mi parla.
Gli dico sempre - eccomi - che vuoi ?

E lei continua sempre, imperterrita
a parlarmi.

Mi tormenta da sempre col suo
chiacchierare triste.
E un continuo lacrimare anche quando è contenta.
Non si capisce mai se è triste o felice.
Ha il viso sempre bagnato quando viene a trovarmi.

E poi se non l'ascolto continua a battere
forte
i suoi pugni zuppi d'acqua sul finestrino –
devo fermarmi per forza e sentirla .
Mi blocca, non mi fa vedere la strada .
Mi fa scivolare - lo fa apposta .
Ed io respiro quando sento i fulmini, ho paura,
la macchina si appanna come gli occhi.
Sembra di stare al centro di una nuvola
E non vorrei più pulire il vetro.
Vorrei rimanere lì con la pioggia
a chiacchierare, come il giorno
ch'è nato Tommi .

Come il giorno che ti ho lasciata.
Come il giorno che comprammo casa .
Come il giorno che sei morta - non pioveva fuori,
ma io ero la pioggia su di te.
E mi arrabbiavo ed ero triste .
E bagnavo tutto anche quando ero felice .
Perché tu sei la pioggia che c'è dentro me .
Sei il temporale di cui ho paura.
Sei il mio dolce angelo , la mia malinconia.
La tristezza che mi avvolge, mi copre.

La solitudine mi parla ed entra in me .
E' consistente come un corpo
ma è trasparente il suo colore.
Mi attraversa e si ferma in me
quel fantasma, dopo avermi tanto cercata.
E continuo a guidare,
sola - non mi sento più triste
ti ho trovata .
Sei sempre stata vicino a me.
Sei la pioggia.
Ora ti sento .
Ora ti vedo.
Ora esco e mi bagno.
apro la bocca e ti bevo:
Sei in me.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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