16 giugno 1998
Il ministro della sanità Rosy Bindi
estende la gratuità della cura Di Bella

In seguito alla sentenza della Corte costituzionale, il ministro della sanità Rosy Bindi estende la gratuità della cura Di Bella a tutti i malati di tumore previsti dai protocolli sperimentali. Per coprire le maggiori spese (36 miliardi), vengono aumentati i ticket di 200 lire per le ricette con un solo farmaco, di 500 lire per più farmaci, ma solo fino a ottobre, mese finale della sperimentazione.Rosy Bindi

Rosy Bindi, Laureata in Scienze politiche nel 1974 alla Luiss di Roma, è stata assistente di Vittorio Bachelet e docente di Politica sociale all'Università di Siena dal 1984 al 1989. Dopo essere stata vicepresidente nazionale dell'Azione Cattolica dal 1984 al 1989. Ha ricoperto la carica di vicepresidente della Commissione per la cooperazione allo sviluppo e di Presidente della Commissione per le petizioni. Al Parlamento Europeo è stata relatrice delle risoluzioni sulla cittadinanza europea e sull'obiezione di coscienza. L'esperienza del Parlamento Europeo si incrocia nel 1992 con quella del Partito: viene eletta segretario della DC veneta durante la bufera di tangentopoli. Nella XII legislatura è stata capogruppo del PPI nella Commissione per l'indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

La terapia o multitrattamento Di Bella prende il nome dal suo ideatore Prof. Luigi Di Bella che da moltissimi anni applica un metodo alternativo a quello chemioterapico per il trattamento dei tumori solidi e del sangue. Può essere applicato ad ogni tipo di neoplasia ed è privo di tossicità tanto che sia pure in dosi di mantenimento può essere assunto a vita.

La terapia può essere applicata in tutti i casi anche se coesistono altre malattie (diabete, ipertensione, cardiopatia). Prof. Luigi Di BellaI farmaci utilizzati si distinguono in essenziali e complementari. Le sostanze essenziali rientrano nella cosiddetta tetralogia di base ad effetto terapeutico esponenziale. Si tratta di una miscela costituita da retinoidi, bromocriptina, melatonina e somatostatina o suoi analoghi (octreotide).

Le sostanze complementari coadiuvanti, alcune specifiche per alcune patologie neoplastiche (isoniazide, urotropina, selenio metionina, clodronato di sodio, aminoglutetimide, cortisone, glucosamina, condropolisolfato, gluconato lattato di calcio, carbonato di calcio, diidrotachisterolo, vitamina C, ACTH simile). Pochi chemioterapici a dosaggio molto basso, la ciclofosfamide, l’idrossiurea ed il mitobronitol, che come tutti gli altri farmaci sono modulati in base alle indicazioni dei periodici esami di laboratorio.

Soprattutto l’assenza di tossicità a breve e lungo termine. Lo scopo della terapia non è quello chemioterapico di distruggere le cellule tumorali insieme a quelle sane ma quello di aumentare le capacità delle cellule di difendersi dalla neoplasia e al tempo stesso di limitare gran parte degli stimoli fisiologici all’accrescimento cellulare e quindi anche delle cellule tumorali. Impedire al tumore di crescere accerchiando le cellule tumorali riducendo la loro capacità di crescita incontrollata. La cellula tumorale utilizza l’ormone della crescita (GH) 500 volte più del normale. La modulazione di questo ormone avviene per mezzo della somatostatina.

Nel 1998 si è conclusa la sperimentazione voluta dal Ministero della Sanità che non ha fornito risultati positivi. Il prof. Di Bella ha contestato i risultati dichiarando che quella sperimentata non è la sua cura, riferendosi alla qualità ed alla quantità dei farmaci utilizzati. Alcune Procure italiane hanno indagato sulla validità dello studio osservazionale mentre la procura di Maglie ha raccolto centinaia di cartelle cliniche che attesterebbero guarigioni e stazionarietà delle patologie.

A distanza di tre anni dalla fine della sperimentazione il Ministero della Sanità dispose, per motivi compassionevoli, di continuare a fornire gratuitamente i farmaci ai pazienti arruolati nella sperimentazione, allora definiti terminali con prognosi di circa tre mesi di vita... e sono circa ottocento pazienti. Nel Marzo 2001 alcune regioni italiane: Emilia, Lazio, Lombardia, hanno chiesto che gran parte delle spese per sostenere la terapia Di Bella sia a carico della Regione. E' stata fatta anche richiesta di istituire 15 posti ospedalieri per pazienti da curare con la terapia del Professore modenese.

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RICORDIAMOLI

NINO BENVENUTI

Nino Benvenuti è nato a Isola d'Istria, Trieste nel 1938; è considerato il miglior pugile italiano del secondo dopoguerra. È stato campione del mondo dei pesi medi, la categoria di fuoriclasse del calibro di Ray "Sugar" Robinson e Jack La Motta. I genitori erano commercianti di pesce di Isola d'Istria, quando questa era ancora italiana. Comincia a tirare di boxe fin da giovanissimo: a soli tredici anni già frequenta l'Accademia Pugilistica di Trieste e fin dai primi incontri dimostra di possedere spiccate doti tecniche e una forte personalità. A soli ventidue anni vince la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Roma del 1960 nella categoria dei pesi welter, ottenendo il massimo traguardo per un pugile dilettante.Nino Benvenuti

Nel 1961 Benvenuti inizia la sua carriera tra i professionisti nella categoria dei superwelter e dopo due anni conquista il titolo italiano dei pesi medi. Nel 1965 diventa campione mondiale dei superwelter battendo l'altro italiano Sandro Mazzinghi; i due daranno vita a uno storico dualismo rimasto nella memoria dell'Italia, sportivamente divisa in due come non succedeva dai tempi di Coppi e Bartali.

Dopo essere diventato campione del mondo dei superwelter a spese di Mazzinghi, passa ai pesi medi, categoria in cui conquista subito il titolo europeo, e inizia la rincorsa al mondiale; in quel periodo il titolo è in possesso di Emile Griffith, un ottimo boxeur con la fama del killer. Un pugile cubano aveva perso la vita sotto i suoi pugni. Benvenuti ingaggia con lui un'appassionante serie di sfide. Il 17 aprile 1967 è la data dell'incontro principale della carriera di Nino Benvenuti. In questo giorno, nella cornice del vecchio Madison Square Garden, l'italiano si laurea campione del mondo dei pesi medi sconfiggendo Griffith.Il match di rivincita avviene nel settembre dello stesso anno e vede stavolta Benvenuti sconfitto e privato del titolo.Il 4 marzo1968,sempre a New York ma questa volta sul ring del nuovo Madison Square Garden,Nino Benvenuti si riprende la cintura dei pesi medi nell'ultimo,definitivo duello.

Il 7 novembre 1970 perderà il titolo per KO al 12° round a opera dell'astro nascente della categoria, l'argentino Carlos Monzon. Il pugile italiano ha la possibilità di riscattarsi nel maggio dell'anno seguente a Montecarlo ma, ormai in fase discendente, viene sconfitto nuovamente da Monzon dopo tre soli round. Per il pugile istriano è la fine di una gloriosa carriera, in cui ha sostenuto 90 incontri, con 82 vittorie,40 prima del limite,7 sconfitte e 1 pareggio.

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IL FATTO

UN POETA AL GIORNO

Salvatore Ciampa e "'O VECARIELLO" In questa poesia non si vede più nessuna traccia delle regole tradizionali, né nel numero né nella disposizione dei versi e delle rime; ed è di una bellezza così delicata, che non ci si può mettere per definirne in ogni modo i caratteri, senza timore di sciuparla. La sola regola che rispetta è la musicalità scintillante del novenario, che scorga subito, è che fa scivolare i versi dalla fonte per un ruscelletto fino a raggiungere il fiume per immettersi nel mare.

La sua autobiografia offre dati molto interessanti sulla natura del processo dell’amore, delle sue crisi, e sulle vicissitudini e sofferenze che implica, cosi come sulle gioie che ne compensano gli strenui sforzi. Si possono spesso notare i vari stadi attraverso cui l’amore viene gradatamente fatto rinascere e trasmutare in un Essere superiore,quale il Cristo, o Dio medesimo. Da un lato troviamo l’ansia dell’attesa tipica e naturale in tutti gli innamorati, la cui normale vita sessuale è inibita, nei quali non vi è alcun aspetto mistico; dall'altro è l’esempio di persone che vivono una vita sessuale normale e si formano una famiglia, mentre allo stesso tempo hanno esperienze amorose genuine. La vita e la coscienza spirituale appartengono ad uno specifico livello psicologico ed hanno una qualità propria e non derivata. Le energie trasmutate si elevano ad essa apportando un contributo di vitalità e di calore, ma non creano ne spiegano la vita superiore.

Arturo Schopenhauer ha cosi sottolineato questo fatto: "Nei giorni e nelle ore in cui la tendenza al piacere è più forte... appunto allora anche le più alte energie spirituali possono venire intensamente suscitate; esse restano inattive quando la coscienza ha ceduto alla bramosia; ma mediante un valido sforzo la loro direzione può essere mutata, e allora la coscienza invece che da quelle brame tormentose viene occupata dall'attività delle più alte energie intellettuali e spirituali". Sembra che vi sia una profonda somiglianza fra l'energia sessuale e le energie creative operanti ad altri livelli dell'essere umano. La creazione artistica è uno dei modi nei quali più facilmente e spontaneamente si attua la sublimazione. Possiamo trovarne numerosi esempi nelle biografie di grandi artisti, scrittori e musicisti.

Eccolo il miracolo dell’arte! Ad esempio, se guardiamo la statua del Mosé di Michelangelo, possiamo arrivare a sentire entro noi stessi l'energia, la potenza che la permea e che emana da quella figura. Oppure se contempliamo il Cristo risorto del Beato Angelico possiamo arrivare a sentire che è il nostro essere il quale è risorto dalla tomba; che ha infranto tutti i legami, è libero da ogni limitazione e si manifesta come potere trionfante. Per produrre gli effetti terapeutici, educativi e trasformatori, in noi stessi e negli altri, occorre procedere con metodo. Si deve raccogliere, e aver a disposizione, una serie d’immagini che esprimano le qualità che desideriamo evocare e sviluppare. Poi occorre osservare attentamente l’immagine scelta quale adatta allo scopo specifico.

'O VECARIELLO

Tutte 'e juorne... e 'a stess'ora
t'aspettavo p’ ‘o vecariello.
Ogne minuto...era n'ora...
Mm'apparive sempre cchiù bella!...
Mme dive 'a mano e mme guardave...
'int' 'o core, 'a felicità!...
T'astringevo; tu mme vasave...
tiempo bello! Che vvuò scurdà!...
E pe vvutate e vvutatelle
scurnuse nuje passavemo.
"Mme vuò bbene?... E giurammello!"
'O primm'ammore sentevemo!...
Po' ferneva 'sta viarella...
Ll'urdemo suspiro 'a luntano...
Primma 'e ll'urdema vutatella
tu mme salutave cu 'a mano!...
Anne e anne, mo, so' passate!...
'O vecariello sta sempe llà!...
Tal'e quale, nun é ccagnato,
passo 'a ccà pe te ricurdà!...
Nu suonno luntano 'st'ammore!...
E' ll'ora!... Giesù! Vuo' vedè?!...
E' overo?!... Se ferma 'o core!!...
E' essa?... 'A vi' llà... Vene pe me?...
Ma no!! E' n'ata... e nun guardà!
Passanno po' mme fa: "Sentite...
Chisto vico sponta a' Trinità?!...
...Neh!! Signò?!... ma vuje chiagnite?!"
-No!... Scusate! Nun saccio di' !...
Nu muscillo a ll'uocchie; ma che d'é ?!
Mme pogne e mme fa sufrì!...
Soffre 'o core... ca chiagne pe tte!!...

Salvatore Ciampa

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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