16 febbraio 1956
Ezio Vanoni muore al Senato

Ezio Vanoni muore al Senato dopo essere intervenuto nel dibattito sulle dimissioni di Gava e sul bilancio dello Stato.

Ezio Vanoni economista nato a Morbegno, Sondrio, nel 1903 morì a Roma nel 1956. Dalle posizioni socialiste giovanili, approdò alla Democrazia Cristiana. Fu ministro per il commercio con l'estero nel 1947, delle finanze dal 1948 al 1954 e del bilancio dal 1954 al 1956. Ezio VanoniNel 1951 attuò la riforma tributaria che introdusse l'obbligo della dichiarazione annuale dei redditi. Nel 1954 elaborò lo Schema decennale di sviluppo dell'occupazione e del reddito, il primo tentativo di programmazione economica nazionale, che rimase tuttavia inattuato.

Per il suo schema decennale prese com’esempio l’attuazione del dirigismo, un atto di Politica d’intervento svolta dallo Stato sull'economia di mercato, connessa al concetto stesso di collettività e dei diritti e doveri ad essa connaturati, l'imposta fu considerata di volta in volta come dono, prestazione in natura, prezzo di un servizio ricevuto dalla collettività organizzata, adempimento di un dovere da parte del cittadino, ma tutte le definizioni presentano due requisiti fondamentali: il potere d'imperio conferito all'Ente pubblico e il presupposto di fatto che prevede la mancanza di un vantaggio speciale per il soggetto passivo che fruisce di un determinato servizio pubblico, destinato non al singolo ma all'intera collettività. Come tale l'imposta si differenzia dalla tassa, anch'essa prestazione economica rivolta a favore dello Stato o di Enti pubblici, ma che ha come corrispettivo un servizio reso dallo Stato o dall'Ente pubblico al soggetto stesso; e dai tributi speciali, il cui fondamento giuridico consiste o nel vantaggio particolare che il singolo contribuente consegue o nella maggiore spesa che l'Ente pubblico deve affrontare.

I principi fondamentali su cui si basa il sistema delle imposte in Italia sono quelli della generalità o universalità, quello dell'uguaglianza o uniformità e quello della legalità. Ezio Vanoni (nella foto il quarto a sinistra) ricopriva la carica di ministro delle finanze e del tesoro. 27 luglio 1951Essi sono sanciti da alcuni articoli della Costituzione. I primi due, ai quali è ispirato tutto il dettato costituzionale, sono riscontrabili nell'art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge" e nell'art. 53: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".

Tale legge del 9 ottobre 1971, n. 825, contiene i principi e i criteri direttivi ai quali deve informarsi il sistema tributario italiano. Scopo fra i più preminenti della riforma è la lotta all'evasione, alla corruzione e alla frode, che è perseguita con l'accertamento analitico-documentale e l'inasprimento delle sanzioni anche con la creazione dell'anagrafe tributaria. L'applicazione della riforma tributaria in materia di imposte dirette aveva altresì condotto a una proliferazione abnorme di provvedimenti legislativi, per questo, al fine di operare un riordinamento sistematico della materia, è stato emanato il testo unico delle imposte sul reddito con il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. Tra le misure di riordino sistematico è da ricordare anche il D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, con il quale è stato approvato il testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta del registro. Ulteriori mutamenti nel sistema fiscale sono stati introdotti nel 1997 al fine di promuovere il federalismo fiscale e riordinare il complesso sistema nazionale

 ***

RICORDIAMOLI

ZENO COLO’

Zeno Colò era nato ad Abetone, Pistoia nel 1920 morì a San Marcello Pistoiese nel 1993. Campione italiano di sci alpino. Zeno ColòPrimo grande sciatore italiano del dopoguerra, Zeno Colò contribuì con le sue vittorie leggendarie a diffondere e a rendere popolare uno sport, come lo sci, allora quasi sconosciuto. Inventò la posizione "a uovo" in discesa libera.

Originario dell'Appennino tosco-emiliano e non delle alte vette alpine come tradizione per gli sciatori, ma questo non gli impedisce di sviluppare le proprie potenzialità con gli sci.

La storia sportiva di Colò, è condizionata dallo scoppio del secondo conflitto mondiale: la guerra causa la sospensione di tutte le manifestazioni sportive, bruciando gli anni migliori dello sciatore toscano. È però in questi anni che sperimenta una nuova postura da assumere in discesa libera, che diventerà famosa come "posizione a uovo", più aerodinamica e utile per fendere l'aria, imitata poi da tutti gli sciatori che lo seguiranno.

Nonostante la sfortunata congiuntura epocale, Colò dimostra le sue doti eccezionali vincendo 17 titoli nazionali di discesa libera. In quell'epoca la Coppa del Mondo di Sci, così come è oggi concepita, non esiste ancora, nasce, infatti, nel 1967; Zeno Colò ha in ogni caso modo di mettersi in luce a livello internazionale: nel 1950 partecipa ai campionati del mondo, che si disputano ad Aspen in Colorado, e si impone sia nella discesa libera sia nello slalom gigante.

Il 16 febbraio del 1952 il discesista italiano si ripete, vincendo la medaglia d'oro di discesa libera alle Olimpiadi Invernali di Oslo. Zeno ColòNel corso di questi giochi sfiora altre due volte il podio, piazzandosi quarto sia nello slalom che nello slalom gigante.

Il suo pregio maggiore è la velocità, ma grazie all'eclettismo e all'agilità eccelle anche negli slalom. Colò ha detenuto per numerosi anni il record di velocità sugli sci, conquistato per la prima volta l'8 maggio del 1947, raggiungendo il limite di 157,685 km/h, dato non registrato ufficialmente.

Colò intuì la rilevanza dell'attrezzatura e dell'impiego di materiali adeguati, in uno sport in cui si raggiungono alte velocità, come la discesa libera. Alla vigilia delle Olimpiadi del 1952, con il supporto di un'importante casa di abbigliamento sportivo, realizzò un'innovativa giacca da sci molto aderente al fisico dell'atleta, ribattezzata "guaina Colò", che riduceva in maniera sensibile la resistenza aerodinamica.

***

IL FATTO

VINCENZO MONTI

Vincenzo Monti fu il massimo esponente del neoclassicismo italiano e ricoprì una posizione di prestigio durante il periodo napoleonico e i primi anni della restaurazione.

Nato a Fusignano di Alfonsine, presso Ravenna, si formò nel seminario di Faenza e seguì i corsi di giurisprudenza e medicina all'università di Ferrara. Vincenzo MontiNel 1776 pubblicò il suo primo libro di versi, La visione di Ezechiello, dedicato al cardinale Scipione Borghese. Il successo dell'opera e la protezione del cardinale gli permisero di trasferirsi a Roma, dove rimase fino al 1797. Il clima culturale della città papale, caratterizzato da un neoclassicismo erudito e tradizionalista, si rivelò subito congeniale a Monti, che si dedicò a una produzione poetica celebrativa del potere pontificio: La bellezza dell'universo scritta per le nozze di Luigi Braschi, nipote del papa, la Feroniade, pubblicata postuma nel 1832, per esaltare con una visionarietà "allucinatoria" il progetto di risanamento delle paludi Pontine e la celebre Ode al signor di Montgolfier, che canta il primo volo in pallone aerostatico. Monti si cimentò con successo anche nel teatro, scrivendo due tragedie, l'Aristodemo e il Galeotto Manfredi. Nel 1791 si sposò con la bellissima Teresa Pikler. Nel 1793 avviò la Bassvilliana, in terzine dantesche, notevole per intensità visionaria e facilità narrativa, in cui, prendendo spunto dall'assassinio a Roma del rivoluzionario francese Hugou, detto Bassville, convertitosi in punto di morte, condanna gli orrori della rivoluzione francese e celebra la grandezza della fede redentrice.

Negli anni successivi, però, mostrò una moderata simpatia per la rivoluzione: sospettato dall'autorità romana, fu costretto a fuggire a Milano sotto la protezione di Napoleone.

A Milano divenne poeta ufficiale del nuovo potere napoleonico. Esaltò Napoleone nel Prometeo, nell'ode Per la liberazione d'Italia e ancora nel poemetto In morte di Mascheroni e nella tragedia Caio Gracco. Sempre più inserito negli ambienti ufficiali del regime, celebrò la gloria dell'imperatore dei francesi in vari componimenti poetici d'occasione, con ampi riferimenti al mito greco. Fu ricompensato con la nomina a poeta del governo italiano e a storiografo del Regno d'Italia. L'indiscussa egemonia sull'ambiente letterario milanese fu rafforzata dalla pubblicazione della traduzione dell'Iliade, da lui compiuta su traduzioni latine, poiché conosceva poco il greco. Il risultato della versione è comunque esaltante: una lingua precisa e luminosa, un sentimento epico che sa alternare malinconia, epos e narrazione in toni quasi dolci e familiare.

***

LA POESIA DEL GIORNO

IL TIC - TIO DELL'OROLOGIO

Il tic - tio della pendola è eterno
(mi scoppia il cervello)
e il mare in lontananza ruggisce
come un leone inferocito;
il vento si lamenta come tigre ferita,
la luna paurosa geme come partoriente
che ha gestato una gravidanza isterica.
Al di là del mare, al di là della terra,
sotto un cielo freddo e indifferente
grida umane si confondono col fragore
delle bombe che scoppiano e non sanno perché.

Reno Bromuro (da Se m’addormento)

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE