16 agosto 1997
Bossi si scaglia contro la
Chiesa cattolica e il "papa polacco"

A Ponte di Legno, comizio senza precedenti di Bossi che, con il cardigan sopra la canottiera, si scaglia contro la Chiesa cattolica e il "papa polacco", accusato di trascurare le coscienze e occuparsi del potere temporale.Umberto Bossi

Secondo Bossi, dopo papa Giovanni XXIII, "un gran lombardo", i preti sono diventati l’altra bretella del regime: la Lega deve combattere il "nazionalclericalesimo".

Umberto Bossi nasce a Cassano Magnago (Va) il 19 settembre 1941. Dopo la maturità scientifica, s’iscrive come studente lavoratore alla facoltà di Medicina di Pavia. E' sposato con Emanuela ed ha quattro figli.

Il suo impegno politico sul fronte autonomista inizia alla fine degli anni Settanta, grazie all'incontro con l'allora leader dell'Union Valdotaine, Bruno Salvadori. Il leader storico lo avvicina ai temi dell'autonomismo. Abbandonati gli studi prima della laurea, agli inizi dell'Ottanta insieme con Giuseppe Leoni e Roberto Maroni, Bossi fonda la Lega lombarda ed è nominato suo Segretario.

Dall'unione, fortemente voluta dallo stesso Bossi della Lega Lombarda con le leghe delle altre regioni del Nord, nasce nel 1989 la Lega Nord, di cui Bossi è nominato Segretario Federale, carica che ricopre anche attualmente.

E' stato eletto per la prima volta senatore nel 1987. Alle elezioni del 1992, 1994 e 1996,2001 è stato eletto deputato. Nel 1989 e nel 1994 è stato eletto europarlamentare, il 13 maggio 2001 gli è conferita la carica di Ministro per le Riforme.

Nell'aprile del '90, con la Lega ormai diventata un vero e proprio partito di massa, Bossi inventa la manifestazione di Pontida che diventerà un appuntamento fisso del popolo leghista.

Papa Wojtyla Dopo sette anni d’opposizione, al potere politico centrale e a Roma ladrona, col primo governo Berlusconi, la Lega entra nell'esecutivo, con Maroni, Pagliarini, Speroni, Comino, ma Bossi preferisce rimanere ad occuparsi del movimento e nel giugno del '95 concorre alla costituzione del Parlamento Padano che si riunisce per la prima volta a Bagnolo San Vito in provincia di Mantova. Pochi mesi dopo la Lega provoca la caduta del Berlusconi.

Tutto di Bossi si può dire, tranne che viva un distacco tra l'essere e l'apparire. Separazione comune per la stragrande maggioranza dei politici. Politicamente è un difetto, umanamente è un gran pregio.

Quest'enorme pregio conduce, però, a due effetti: il primo è legato al fatto che molto spesso l'on. Bossi parla senza pensare, il secondo, invece, quando parla non ha mai secondi fini, è spontaneamente chiaro, come è ovvio la chiarezza si riferisce al suo stato d'animo e non alla dialettica.

Tutto ciò ci induce a definire Umberto Bossi una vera e propria mina vagante della politica italiana. Da un lato la sua importanza è vitale dall'altro per certe sue intemperanze ne faremmo veramente a meno. Due questioni su tutte: le sue considerazioni sull'Europa sono sacrosante, le sue esternazioni comiziali sugli immigrati sono da vomito. Ad uno straordinario senso dell'uomo e del cittadino non corrisponde un uguale senso della misura.

 ***

RICORDIAMOLI

IL SUICIDIO LOMBARDINI E L’OPPOSIZIONE DI GRAUSO (4)

E poiché questo è giorno di chiusura (non estiva, ma di questa rubrica), completiamo anche il discorso sull’opposizione di Grauso e il suicidio Lombardini. Dopo le varie contestazione sul comportamento giudiziario ecco che siamo giunti al:

B2 - L’accanimento giudiziario.Grauso

1.Iscrizione di LIORI nel registro indagati per favoreggiamento in relazione al sequestro Melis. Occorre qui procedere alla audizione di Antonio Angelo Liori. Secondo la richiesta di archiviazione – del che non v’è evidentemente ragione di dubitare – "si è accertato che non esiste alcuna iscrizione [….] a carico del Liori e che, dunque, il rilievo del Grauso – frutto evidentemente di cattiva informazione – non appare meritevole di considerazione".

In ogni caso, va qui evidenziato che la notizia non è così peregrina se è vero, e sul punto è doveroso eseguire i dovuti accertamenti, che nel 1998 il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna chiedeva alle Procure della Repubblica di Cagliari e di Palermo conferma dell’esistenza di un procedimento penale per favoreggiamento personale nei confronti del Liori.

A fronte di tale principio, assume sempre più consistenza l’esigenza di approfondire ulteriormente le ragioni per le quali il Dott. Pani abbia ritenuto di svolgere indagini nei confronti del Dott. Grauso in mancanza di una notizia di reato. Se, invero, il dato normativo esclude l’ammissibilità di preindagini sul mero sospetto investigativo, si deve ritenere che l’iniziativa del Dott. Pani di procedere alla apertura di un procedimento penale nonostante la Guardia di Finanza avesse escluso qualsiasi rilevanza penale della condotta dello stesso, costituisce una sicura violazione di legge (art. 330 c.p.p.) certamente rilevante ai fini della integrazione della materialità del reato di abuso di ufficio ex art. 323 c.p. È ovvio che solo laddove l’art. 330 c.p.p. sia stato applicato estensivamente in maniera generalizzata è possibile escludere una strumentazione ad personam dell’atto dell’ufficio e, dunque, quella distorsione della funzione giudiziaria in astratto in grado di integrare il delitto in questione.

B3 – La campagna stampa "circolare".

Invero, non si conosce a che titolo e per iniziativa di chi LISSIA sarebbe stato indagato e neppure quale l’esito di tale procedimento. Si deve qui rilevare che la circostanza evidenziata dal GRAUSO è che è avvenuta l’apertura di procedimenti penali a suo carico a seguito di fatti esposti su La Nuova Sardegna. Il fatto che altri procedimenti sarebbero stati aperti, del pari, non indebolisce affatto il dato obiettivo rimasto accertato e, cioè, che La Nuova Sardegna ha funto da tramite per l’apertura di procedimenti penali a carico di (anche) di Nicola GRAUSO Né pare avere qualche pregio il fatto che LISSIA avrebbe negato di aver avuto confidenze dagli ambienti giudiziari! Ci si sarebbe stupiti del contrario, e tanto basta ad evidenziare l’inutilità di un siffatto accertamento che, peraltro, confonde la causa con l’effetto perché ciò che si è evidenziato da parte del GRAUSO non è tanto (almeno con riferimento a tale circostanza) la fuga di notizie quanto il fenomeno inverso, la singolare convergenza di iniziative di un quotidiano con quelle di un organo pubblico. Tutto ciò la dice lunga sulla bontà della dichiarazione del LISSIA e sulla esigenza di svolgere, evidentemente, ben altri approfondimenti che vadano ben al di là delle scontate dichiarazione che possono essere rilasciate da persone fin troppo interessate a negare anche l’evidenza. Ma non basta.

LISSIA, anticipa anche "stando agli accertamenti compiuti dalla procura della Repubblica CUGUSI si sarebbe servito di un apparecchio che …" con il che egli conferma di agire dietro ben precise informazioni. Il punto, ovviamente, deve essere approfondito perché appare singolare che, mentre ufficialmente nessuno aveva notizie, LISSIA anticipa la pendenza di un’inchiesta che, all’epoca non sembrava neppure in pectore!

Il fatto denunziato dal GRAUSO è risultato confermato. In effetti il 14 e 15 ottobre 1998 su La Nuova Sardegna veniva ampiamente anticipata l’apertura di un procedimento per il fallimento dell’ARBATAX 2000 spa. Secondo la richiesta di archiviazione, tuttavia, poiché dette notizie sarebbero state contenute nel ricorso ex art.2409 cod.civ., ricorso notificato entro il 10 ottobre 1998, La Nuova Sardegna avrebbe ben potuto apprendere da tale iniziativa la notizia del predetto fallimento. Si tratta, tuttavia, di una illazione priva di ogni accertamento specifico ed assai poco plausibile, posto che la notifica di cui si tratta era destinata a soggetti che nessun interesse avevano a divulgare il contenuto del ricorso di cui si discute.

L’episodio narrato dalla richiesta di archiviazione risulta allo scrivente – si tratterà certamente di un suo limite – incomprensibile. Il fatto denunziato e documentato è molto semplice: "il 14 ottobre 1998 su La Nuova Sardegna veniva pubblicato un articolo, dal titolo di Mauro LISSIA nel quale si anticipavano nuovi guai giudiziari per il Gruppo Editoriale facente capo al sottoscritto, dandoli come già accertati e come già avvenuta la notifica di una informazione di garanzia per il reato di false comunicazioni sociali.

Secondo la richiesta di archiviazione ci si troverebbe, però, di fronte ad una illusione ottica, perché, in realtà, nell’articolo in questione si sarebbe fatto riferimento ad un'altra informazione di garanzia quella relativa alla vicenda PEPCO. Ma illusione ottica a parte, si tratta della singolare ed ennesima coincidenza di una clamorosa anticipazione di un atto che, per sua natura, dovrebbe essere contornato delle dovute cautele per tutelare la riservatezza della persona che la riceve. Nell’articolo in questione si parla nientemeno che della nomina del difensore, avv. CONCAS, da parte del CAMPANA. Sul punto, si ritiene necessario procedere alla audizione del pres. CAMPANA.

Per quanto precede si propone formale opposizione, avverso la richiesta di archiviazione in epigrafe specificata e si chiede che la S.V. Ill.ma voglia sollecitare il P.M. a formulare l’imputazione ovvero a compiere le indagini sopra specificate.

Con osservanza. Cagliari – Palermo, 5 dicembre 2002 - Nicola Grauso Delego alla presentazione del presente atto: Cagliari – Palermo, 5 dicembre 2002 - Nicola Grauso

***

OMAGGIO POETICO

QUANDO TI ACCORGERAI

Quando ti accorgerai di non avermi amato
come avresti dovuto, vorrei esserci
per poterti cullare come nell’infanzia
per darti i baci che non hai voluto
per dirti le cose che non hai ascoltato:
asciugarti le lacrime coi baci
più ardenti e arretrati e leggere
sul volto, finalmente, la serenità
"quella" che hai sempre rifiutato.
Quando capirai il mondo che hai perduto
vorrei esserci per crearlo e donartelo
anche se mai l’hai voluto e non ho capito.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE