15 settembre 1940
Prima utilizzazione del radar

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, gli inglesi avevano conquistato una posizione di vantaggio notevole rispetto ai tedeschi per quanto riguardava la rivelazione degli aerei mediante il nuovo metodo del radar.

Il radar è un dispositivo che permette di individuare la posizione d'un obiettivo inviando contro questo delle onde che tornano al punto di partenza, descrivendo un punto luminoso sullo schermo. Inviando delle onde continue, si può seguire lo spostamento d'un obiettivo.

Nell'agosto del 1940 l'aviazione tedesca ricevette l'ordine di bombardare la Gran Bretagna. A quel tempo gli inglesi disponevano di un numero scarso d’aeroplani per arrestare i bombardieri nemici. Il 15 settembre 1940 entrarono in funzione gli impianti radar. Segnalati sugli schermi gli aerei nemici erano subito intercettati dai caccia britannici.

Quel giorno furono abbattuti 56 apparecchi tedeschi. Questo spiega come, durante la battaglia d'Inghilterra, i tedeschi perdessero molti più apparecchi degli inglesi. I piloti inglesi riuscirono in questa impresa grazie alla efficace collaborazione prestata dal radar.

Dopo d'allora, il radar è stato utilizzato per seguire il volo degli aerei, guidare la navigazione, ecc.

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È successo quel giorno:

1812: Murat entra in Mosca distrutta dall'incendio.
1916
: Per la prima volta sul fronte francese sono utilizzati dei carri armati.

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RICORDIAMOLI

GIOACCHINO MURAT

Gioacchino Murat, maresciallo di Francia e re di Napoli, nacque a La Bastide nel 1767; morì a Pizzo Calabro nel 1815. Validissimo aiutante di campo di Napoleone I Bonaparte in Italia nel 1796 e in Egitto nel 1799, ne sposò la sorella Carolina nel 1800. A capo dell'armata di Spagna, represse l'insurrezione popolare di Madrid del 1808 e dopo qualche mese fu creato re di Napoli, abbozzò una politica personale: abolizione del feudalesimo e avvicinamento all'Austria, accarezzando anche l'ipotesi di un'unificazione italiana.

Non riuscì tuttavia a togliere la Sicilia ai Borbone. Richiamato da Napoleone, nel 1812 partecipò alla campagna di Russia. Di ritorno a Napoli, di fronte al declino della potenza napoleonica cercò di preservare la sua posizione nel 1814 firmò, con Austria e Inghilterra, un trattato. Nel vano tentativo di opporsi alla decisione del congresso di Vienna di restituire il regno di Napoli ai Borbone, Murat fece appello ai patrioti italiani vedi il "Proclama di Rimini, del 30 marzo 1815" e sbarcò in Calabria, ma fu catturato e fucilato per ordine di Ferdinando IV di Borbone.

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ANEDDOTI

PERSONAGGI PADULESI "IL COMPLEANNO"

Ho già descritto la casa di Luigi e di Eleonora, il 13 già dalle prime ore del mattino la casa cominciò a popolarsi, non smettevo mai di stringere mani, forti e generose, morbide e ben curate e paffute di bambini. Eleonora non era nei panni: felice non smetteva di ringraziare Dio per il ravvedimento dei figli. Luigi era frastornato, aveva intorno, avendo una parola per ognuno di loro circa quaranta persone di età diverse. Volle che i bambini non fossero separati dagli adulti, anzi, pretese, che si fondessero in una sola grande famiglia e non sedendosi in posti accumulati a piccoli "clan". Si parlò della Germania, dove lavoravano due figli, della Svizzera dove vivevano e lavoravano le figlie femmine, e di altre città in cui vivevano gli altri, solo cinque vivono a Roma.

Una tavolata numerosissima, sembrava che il tempo non passasse mai, eppure quando ci alzammo da tavola la mezzanotte era trascorsa da un pezzo.

Una giornata il 13 settembre (sono superstizioso, non volevo uscire di casa perché era Venerdì) ma Luigi con dolce prepotenza mi afferrò per mano e mi costrinse di sedermi al volante per partire.

Durante il pranzo e i festeggiamenti mi furono raccontate molte cose accadute a Paduli (ci manco dal 1985) vi ho già detto anche questo, che non conoscevo, e da domani ve le racconterò una al giorno.

Vi annuncio soltanto che grande fu il mio stupore nel riconoscere in una delle donne alla festa Graziella, che aveva sposato un figlio di Luigi e viveva in Svizzera.

La ricordate Graziella? Sì, proprio lei! La ragazzina che mi diede il primo bacio d’amore mentre eravamo a guadare il film con Amedeo Nazzari.

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

29
II bagliore delle fiamme
oscura il rosso del tramonto.
Le voci si susseguono alle voci
le madri chiamano i figli
i figli le madri perdute
nella corsa affannosa alla salvezza!

Salvezza?...
Il ricovero è poi una salvezza?!

Mia madre alla finestra
guarda quello scempio
e piange in silenzio.
Inginocchiato ai suoi piedi
imploro di mettersi in salvo.

Mi scompiglia i capelli, senza parlare,
abbozza un tenero sorriso,
mentre uno schianto terribile
ci faceva ballare a saltelli.
Le bombe hanno colpito il "Silos"
c'erano trecento persone
convinte di essere al sicuro.

Avevo undici anni un mese
e dieci giorni: ieri.

30
Chi soccorrerà domani, mia madre:
donna del soldato che per tenere
in vita i figli di chi padre non è
e non per sua volontà
ha logorato gli occhi
incallite le mani affusolate
invizzito la sua bellezza
in ore d'ansia e di paura
nelle lunghe notti senza sonno
nelle eterne giornate di fame?

Chi soccorrerà domani mia madre
se mio padre non dovesse ritornare?

Reno Bromuro (Da Poesie della Vita – Ursini Editore – Catanzaro 1991)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

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