15 novembre 1893
Carlo Emilio Gadda

Carlo Emilio Gadda nacque a Milano il 15 novembre 1893.

Carlo Emilio Gadda Gli studi compiuti al Politecnico e la professione d'ingegnere cui si dedicò per lunghi anni, non gli impedirono un continuo approfondimento della cultura umanistica. Essi contribuirono piuttosto a determinare quella precisione e quella chiarezza di pensiero, che erano poi tradotte in ricche e articolate immagini espressive.

Combattente nella prima guerra mondiale, fatto prigioniero e tradotto in Germania, diede stesura al bellissimo Giornale di guerra e di prigionia pubblicato nel 1955. Alcune opere, tra cui L'Adalgisa, II castello di Udine, II primo libro delle favole, precedettero la pubblicazione del romanzo Quer pasticciacelo brutto de via Merulana uscito in volume nel 1957.

Questo romanzo, ritenuto da molti il capolavoro dello scrittore, è ambientato nei primi anni del fascismo. La vicenda parte dall'assassinio di una donna a scopo di rapina, cui fanno seguito le indagini condotte dalla polizia, che permettono al lettore di introdursi nella zona della malavita suburbana di Roma. La cognizione del dolore è l'altra opera fondamentale di Carlo Emilio Gadda.

Gadda è stato uno scrittore originale, ricco d'inventiva e ha portato un contributo decisivo al rinnovamento del romanzo italiano. È morto a Roma nel 1973.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1796: Bonaparte sconfigge gli austriaci al ponte di Arcole.
1969:
Uomini rana egiziani attaccano le navi israeliane nel porto di Eilhat.

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RICORDIAMOLI

PIETRO GERMI

Pietro Germi, genovese, nacque nel 1914 e morì giovane a Roma nel 1974. Visse l'età d'oro del cinema italiano dirigendo il suo primo film a soli trentuno anni, "Il testimone", e continuò con grande operosità fino al 1972, anno di uscita di "Alfredo Alfredo".

Pietro GermiDefinito da Federico Fellini "il grande falegname" per l'impegno che profondeva in ogni dettaglio del suo lavoro, per la cura che vi dedicava dalla sceneggiatura al montaggio: proprio con il sentimento della costruzione artigiana che corregge e smussa, accentua e, se deve, distrugge.

Riuscì a raccontare la realtà degli anni Cinquanta e Sessanta con cinismo e ironia, scritturando grandi attori che ha saputo dirigere con maestria e fermezza ottenendo risultati memorabili. Stefania Sandrelli è stata forse la sua musa preferita ma con lui hanno lavorato, tra gli altri, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi e Dustin Hoffmann.Si è anche spinto, con una spregiudicatezza nazional-popolare che non disdegnava, a dirigere la recitazione dei cantanti Adriano Celentano e Gianni Morandi. Gli piaceva anche recitare nei suoi stessi film. La sua visione della realtà era scettica, distaccata e priva di speranze ideologiche; la sua pur viva partecipazione umana non si è sviluppata mai in progetto di intervento sulla realtà.

I film da lui diretti sono testimonianza e memoria. La commedia e il dramma dividono sempre la storia, con semplicità, e aiutano a farli ricordare. Si impose nel 1949 con il film In nome della legge con Massimo Girotti, sul tema della mafia. Nel 1950 dopo Il cammino della speranza, con Raf Vallone e Elena Varzi, e un successivo periodo di sbandamento, nel 1956 girò Il ferroviere, cui fu anche superbo protagonista; poi nel 1958 vide la luce il più manierato dei suoi film L'uomo di paglia, che offrirono il miglior Germi autobiografico, intimista e populista insieme.

ome ho già accennato lui stesso interpretò la parte di protagonista, era già stato attore nel 1949 in Fuga in Francia, di Mario Soldati, nato a Torino nel 1906, morto a Tellaro – La Spezia nel 1999. Mario Soldati lo Scrittore e regista cinematografico uscito da un'educazione cattolica, ricevuta nel collegio torinese dei gesuiti, ha tratto la materia di numerosi racconti e romanzi dalla polemica contro la prassi pedagogica degli antichi precettori, fondata su un senso del peccato che si converte facilmente in gusto della profanazione. Scioltezza e accuratezza di stile sono le doti di Soldati fin dalla raccolta di racconti Salmace del 1929.

Si accostò al cinema nel 1931, dieci anni dopo diresse il suo primo film tratto dal romanzo di Fogazzaro, Piccolo mondo antico, seguito da Malombra nel 1942; e nel 1949 come abbiamo visto volle Germi protagonista nel film Fuga in Francia, forse fu questo il film che ispiro a Germi regista, Il cammino della speranza, nel 1950. Forse avrebbe continuato a fare l’attore, come nel bellissimo film Un maledetto imbroglio, del 1960, da Gadda, e in film di Damiano Damiani e Mauro Bolognini. Nel 1961 con Divorzio all'italiana, commedia di costume ambientata fra i pregiudizi di una certa Sicilia e accolta con largo successo, avviò una terza fase della sua attività, sulla quale si attestò poi definitivamente con più frantumato bozzettismo Sedotta e abbandonata, Signore e signori e Alfredo Alfredo.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

- Frattò, stammatina nun è proprio aria… perciò… lasciami perdere, che ho molto da fare. Si è rota la caldaia, è andata in blocco e quest’inverno rischio di passarlo all’Inferno, vale a dire sotto le lenzuola, a letto.

- Calma. Non voglio niente. L’assicurazione l’aggie pagata, ‘o gas pure, oggi mi mangio la pasta con la ricotta che voglio di più dalla vita?

- … e io, pago! Diceva Totò in un celebre film.

- Veramente son venuto a domandarti se vuoi andare a Brescia e quanti giorni intenti rimanere, perché devo chiedere il permesso a scuola.

- A Brescia?! Ma che stai farneticando?

- Scusa, dal 22 al 24 novembre, cioè la prossima settimana, non c’è la mostra di FRANCO SANTAMARIA all’Accademia della Voce in Via Pace, 15 a Brescia dove presenta "Parola e Immagine: Poesia e Pittura"?

- Ci vorrei andare, ma comme faccio?

- T’accompagno io, non c’è problema; chiedo un permesso a scuola, ci mettiamo in macchina…

- Aggie capito mi vuoi liquidare ad ogni costo! Ma niente, niente fusse ‘nnammurate ‘e muglierema, e vuoi che rimanga vedova?

- Adesso sei tu che mi vuoi male. Già ho divorziato una volta perché non sopporto limitazioni alla mia libertà, e tu me vuò fa’ ‘nguaià n’ata vota?

- Frattò, tu nun m’ha cunte justa! Che c’è nascosto sotto questa tua proposta di accompagnarmi a Brescia?

- Niente di niente. Tu hai espresso un desiderio, io ti sono amico, la benzina la paghi tu, perché non dovrei esaudire un desiderio sacrosanto? Tu muori dalla voglia di andare a Brescia per leggere le poesie di Franco, non è così?

- Andiamo con ordine, Frattò. Primo tengo paura d’allontanarmi da casa. Nun voglio murì luntano da casa mia. Tengo d’accattà ‘a caldaia sinnò moro d’’o freddo… vorrei avere il dono dell’ubiquità stare a casa e trovarmi a Brescia insieme agli attori VIOLA COSTA ed ERMES SCARAMELLI per riprovare la gioia di leggere agli altri i bei versi preganti di problemi sociali e di cruda realtà storica di Santamaria e poi, Frattò, parlare di quei quadri che parlano più delle poesie…

- Ohhhh! E che faje, te miett’’a chiagnere? P’’accussì poco?

- Forse sto scontando gli innumerevoli peccati che ho commessi nella vita.

- Ho la vaga sensazione che ti sei beccata l’influenza…

- Non me ne frega pe’ niente. Una volta se deve morì! Mi disse il dottore, che mi stavo facendo prendere dalla "psicoansia" da vaccino antinfluenzale.

- Sei troppo drastico, guagliò! Bisogna che t’ammorbidisci ‘nu poco.

- Allora, come dici tu!… Secondo la tua teoria, senza essere stato vaccinato contro l’influenza, senza caldaia per un mese e più, mi auguro che finiscano prima, posso pure prenotarmi da "Bellumunno"?

- Che cacchio vai pensando? Stavamo parlando di Brescia e tu me tiri fuori la morte, addirittura i funerali. Guagliò tu nun ragioni cchiù: Bellumunno sta a Napule, nuie stammo a Roma!

- Quanno moro, pe’ tutte ‘e guaie che mi hai fatto passare e se vuoi che ti abboni i debiti devi lottare affinché mi riportino a ‘o paese mio: voglio turnà a Paduli, ‘è capito?

- La Pace sia con te! Ma i funerali chi li paga?

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LA POESIA DEL GIORNO

SEI ENTRATA VOLUTAMENTE

Sei entrata volutamente, con forza
in quella nuvola ferma, eterna
dei ricordi, però sono quelli
che non vorrei per compagni

Eri una gazzella testarda
io il tuo fauno canterino.

Le querce secolari, al tuo passaggio,
rivivevano primavere inesistenti:
ma perché calpesti il tuo sangue?

Perché leone diventi e la tua carne mangi,
come una iena e come avvoltoio vivi?

Sei voluta entrare in quella nuvola
con forza, inutilmente vivrò, non oserò
andare oltre portandomi dentro, sempre,
un angelo iena, un condor vagabondo
che ha il paradiso nelle mani ma conduce,
invece, nell'inferno impietoso della vita.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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