15 febbraio 1944
L'Abbazia di Montecassino è distrutta

San Benedetto da Norcia, fondatore dell'ordine Benedettino nacque a Norcia nel 480 circa morì a Montecassino nel 547.Di nobile famiglia, fu mandato a Roma per seguire gli studi di retorica. San Benedetto da NorciaRitiratosi a condurre vita eremitica nella zona del Subiaco intorno al 500, sistemò in dodici monasteri i molti giovani che si erano rivolti a lui per averne aiuto e consiglio spirituale.

Trasferitosi a Montecassino nel 525, vi costruì due monasteri, uno femminile, affidato a sua sorella Scolastica, e uno maschile, per il quale nel 540 compose la Regola, fondamento dell'intero monachesimo occidentale.

L’Abbazia porta sul luogo in cui già erano esistiti due templi dedicati a Giove e ad Apollo e un presidio romano, deve la sua fondazione, come accennato a San Benedetto.Attorno al 529, gettò le fondamenta della casa per i monaci e dei due oratori l'uno vicino alla casa, l'altro sulla cima del monte, dove poi sarebbe sorta la basilica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, ci furono battaglie che coinvolsero Cassino. La città, d’importante posizione strategica consentiva di sbarrare la bassa valle del Liri percorsa dalla via Casilina, fu teatro di violentissimi e ripetuti scontri tra le truppe alleate in risalita nella penisola e i Tedeschi impegnati sulla linea Gustav a contrastarne l'avanzata verso Roma. La prima battaglia si svolse dal 20 al 31 gennaio 1944 in concomitanza con lo sbarco anglo-americano di Anzio avvenuto il 22 gennaio e si concluse con un nulla di fatto per gli Alleati, che furono costretti a mantenere le posizioni di partenza. Abbazia di MontecassinoIl 10 febbraio fu quindi ripresa l'offensiva. L'Abbazia di Montecassino, erroneamente creduta occupata dai Tedeschi, fu distrutta da un bombardamento aereo. I paracadutisti della prima divisione tedesca ne occuparono prontamente le macerie e respinsero gli attacchi delle truppe neozelandesi del generale Freyberg.

La successiva battaglia del 17 e 18 febbraio terminò con un netto insuccesso alleato. Le operazioni iniziarono di nuovo il 15 marzo e dopo due giorni di lotta la città fu quasi completamente occupata dalle truppe neozelandesi, ma l'abbazia non poté essere investita e la linea difensiva tedesca resistette. Il 23 marzo furono perciò sospesi gli attacchi che ripresero nella notte dell'11 maggio con un'intensa preparazione d'artiglieria.

La resistenza dei Tedeschi fu infine superata da un attacco generale condotto dal Tredicesimo corpo britannico, dal Secondo corpo canadese e dal Secondo corpo polacco, era la notte tra il 17 e il 18 maggio: la via verso Roma era aperta. Il 25 le truppe provenienti da Cassino si incontrarono, infatti, presso Littoria con quelle sbarcate ad Anzio e il 4 giugno entrarono in Roma.

Bibliografia

G. Giovannoni, L'Abbazia di Montecassino, Firenze, 1947; G. Carettoni, Le fortificazioni medioevali di Cassino, in "Palladio", 1952; L. Speciale, Montecassino e la riforma gregoriana, Roma, 1991.

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RICORDIAMOLI

BELFORT

Belfort, città abitata da circa 50.125 anime nel 1990. Capoluogo del Territorio di Belfort, a 358 m sul fiume Savoureuse, 40 km a Ovest Sud Ovest di Mulhouse. Situata in posizione strategica nella Porta di Borgogna, tra i Vosgi a Nord e il Giura a Sud, è sede di importanti industrie, attive nei settori tessile, elettromeccanico del legno e del cemento. Lo sviluppo industriale della città data dal 1871 quando, con l'annessione dell'Alsazia all'Impero germanico, molti Alsaziani si rifugiarono a Belfort apportandovi capitali e personale tecnico. La città conserva ancora l'aspetto di piazzaforte, tanto che la parte più antica è ancora circondata dalle fortificazioni erette dal Vauban.

Il nome della città, ricordato in documenti del secolo tredicesimo, deriva da un castello della casa di Bar. Possesso dei conti di Montbéliard, passò poi per legami matrimoniali alla casa di Frette. La città, che nel 1307 aveva un'organizzazione comunale, passò alla metà del quattordicesimo secolo agli arciduchi d'Austria. Nel 1648, in base al Trattato di Vestfalia, fu annessa alla Francia e nel 1686 fu fortificata secondo piani del Vauban. Nel secolo diciannovesimo, durante la guerra franco-prussiana, fu duramente bombardata per settantatrè giorni e cedette solo dopo più di cento giorni d'assedio, dal 4 novembre 1870 al 18 febbraio 1871. A ricordo e simbolo di tale resistenza, dal 1875 al 1880, l'alsaziano Bartholdi ha scolpito il gigantesco leone in grès rosso che domina la cittadella. Nel 1940 fu occupata dalle truppe tedesche.

Il Trattato di Vestfalia aveva permesso gli accordi di pace che posero fine alla guerra dei Trent’anni. I suddetti accordi furono siglati nel 1648 nelle città di Osnabruck e Munster in Vestfalia tra le potenze europee belligeranti. Essi sanzionarono il declino dei due rami degli Asburgo, modificarono l'ordinamento interno della Germania e l'equilibrio tra gli Stati europei, accrebbero la potenza di Svezia e Francia; scossero inoltre in profondità l'influenza politica del papato e riconobbero le libertà religiose. Nel 1645 si ebbe una prima definizione di 18 articoli, come base della discussione. I patti furono firmati separatamente: nella città di Osnabrück il 6 agosto 1648, tra l'Impero e la Svezia e gli Stati protestanti; nella città di Münster il 17 novembre 1648, tra i due Stati asburgici e gli altri Stati coinvolti. Preliminare importante fu l'accordo, intervenuto a Münster nel gennaio 1648, tra Spagna e Province unite, che erano riconosciute con i loro domini oltremare. In materia religiosa i trattati estendevano la libertà di culto ai calvinisti e, con alcune modifiche, fissavano inoltre al 1624 il termine entro il quale riconoscere le secolarizzazioni e le religioni di Stato, con l'obbligo però della tolleranza in caso di religioni miste. Si prevedeva inoltre una rappresentanza proporzionale di protestanti nel tribunale e nel consiglio aulico imperiale. Nella costituzione dell'Impero furono introdotte modifiche che accordavano ai principi il diritto di alleanza, purché non contro l'imperatore, e attribuivano alle Diete poteri sovrani in materia di guerra e finanze. Sul piano territoriale ottennero significativi ampliamenti la Francia, con l'acquisto dell'Alsazia e la conferma dei già acquisiti vescovati di Matz, Toul e Verdun, e la Svezia, che ebbe la Pomerania Anteriore e con essa il controllo del Baltico, nonché una forte presenza nella Dieta imperiale. I trattati inoltre reintegravano l'elettore del Palatinato, mantenendo il titolo elettorale anche alla Baviera, arricchita dell'Alto Palatinato; la Savoia vedeva riconfermato il Patto di Cherasco del 1631, cedendo però Pinerolo alla Francia; erano infine consacrati come Stati sovrani i Paesi Bassi riuniti e la Svizzera. Significativa fu, sotto il profilo politico e religioso, la delusione del papa, espressa nella lettera Zelo domus dei del novembre 1648.

In sostanza, la Spagna cessava di svolgere il ruolo di grande potenza europea. Si stipulò inoltre il matrimonio di Luigi XIV con Maria Teresa, figlia primogenita di Filippo IV, previa rinuncia a ogni diritto di successione al trono di Spagna. Poiché tuttavia la dote convenuta, come giustamente aveva previsto Mazzarino, non fu mai versata, ciò offrì il pretesto a Luigi XIV per reclamare in compenso alcuni territori spagnoli.

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IL FATTO

IL PERIODO NAPOLEONICO DI VINCENZO MONTI

Nonostante il fermento generale, la situazione italiana cambia solo con l'entrata dell'esercito francese, che sotto la guida di Napoleone invade nel 1796 l'Italia settentrionale, permettendo il sorgere di varie repubbliche locali. Sono momenti difficili e ricchi di speranze come di cocenti delusioni. La Repubblica Cisalpina nasce quando la Lombardia è liberata dagli austriaci, ma nel 1717 con il Trattato di Campoformio, Napoleone cede Venezia all'Austria; la Repubblica Partenopea, a cui avevano aderito con entusiasmo intellettuali e letterati, finisce tragicamente nel 1799 sui patiboli dei Borboni.

I più avanzati fra gli intellettuali italiani danno un forte contributo alla ricerca di una cultura capace di maggiore partecipazione agli eventi pubblici. L'impegno dei nuovi giornali, durante il triennio giacobino, nascono più di cento testate, tra cui spiccano "Il Monitore italiano" e "Il Monitore napoletano", il dibattito pubblico sempre più acceso e fecondo, ebbe grande risonanza il concorso bandito, nel settembre del 1796, dall'amministrazione generale della Lombardia sul tema "Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità dell'Italia?", vinto poi da Melchiorre Gioia rivelano un entusiasmo civile che certo ha le sue origini nelle elaborazioni culturali dell'Illuminismo italiano, ma che solo ora, durante lo sviluppo degli eventi, esce dai circoli ristretti e influenza scelte politiche.

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LA POESIA DEL GIORNO

A ME UN FIORE DI CARNE

Selva radiosa, musicale,
tra un carpino e un rovo
fa capolino mammola.
Il sole, come infante che apre
gli occhi al mondo ed ha paura,
timido a Est s'affaccia
in un cielo opale nobile,
non mio, salutato
dal nuovo verde dell'erba
vanitosa mimosa
pomposi mandorli in fiore.
Il salice come Narciso
gode nel rinverdir foglie
nell'acqua ri-verginata, piccolo lago.
Cielo di musica
fresco spartito cantano
non angeli.
Tanta gioia sprofondato
non conosciuta natura
anche a casa venisti, non sola.
Una scimmia dagli occhi di terra
portasti - fiore di carne -
cantarono cuori giulivi
un attimo, sempre.
Il «batuffolo», stupito come primavera,
beveva cogli occhi quel sole,
il sangue di mamma e papà
come foglia a radice la linfa.
Di rinnovato verde si veste
natura, di nuovo rosa l'aurora.
Occhi luminosi alla mamma
paura al mio cuore felice.

Reno Bromuro (da «Il vestito più bello»)

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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