15 dicembre 1917
L'armistizio russo-tedesco

II 15 dicembre 1917, a Brest-Litovsk, i rappresentanti della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Turchia e della Bulgaria s'incontrarono con i plenipotenziari della nuova repubblica dei Sovietici. LudendorffUn semplice tavolo separava i firmatari del protocollo d'armistizio che poneva fine a tre anni e mezzo di guerra fra la Germania e la Russia.

Il 26 novembre 1917, quando l'alto stato maggiore tedesco aveva captato un messaggio del commissario del popolo Krylenko, il generale Ludendorff aveva esitato un istante ed aveva chiesto per telefono al capo di stato maggiore tedesco sul fronte dell'Est:"Si può trattare con quella gente?". Quest'ultimo aveva risposto: "Avete bisogno di rinforzi?... Eccoli!"

La Germania, infatti, aveva deciso di giocare il tutto per tutto l'anno seguente, in Francia. Gli effettivi del suo esercito s'allinearono di fronte a quelli degli Alleati che aumentavano incessantemente, grazie anche all'entrata in guerra degli U.S.A.

Trotzky, che dirigeva la politica estera del nuovo regime, era ben deciso ad ottenere dalla Germania onorevoli condizioni di pace. Ma dovette presto venire a più miti pretese:la Germania esigeva la Polonia, i paesi baltici e una parte dell'Ucraina... Malgrado la loro abilità, i delegati russi Kamenev e Joffe, alla presenza d'un operaio e d'un contadino, furono costretti a cedere.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1840:Le ceneri di Napoleone sono trasportate con grande solennità a Parigi.
1944
:Muore il pittore russo Kandinsky.

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RICORDIAMOLI

ALDO NICOLAJ

Aldo Nicolaj è il commediografo italiano più versatile e prolifico; con le sue opere ha accompagnato l'evoluzione storica e sociale della seconda parte del novecento, osservando la realtà con sottile ironia e con moderato pessimismo. Aldo NicolajCon la sua produzione è passato via via dal simbolismo al neorealismo, dal surrealismo intimista al teatro della crudeltà e dell'assurdo, sintonizzandosi perfettamente con le diverse tendenze che si sono manifestate nel mondo della scrittura teatrale.

Passaggio che si nota anche nella collaborazione alla sceneggiatura delle commedie di Eduardo De Filippo, ridotte per la televisione.

La produzione di Aldo Nicolaj è cominciata con opere d’impegno Sociale, osteggiate dalla censura nel periodo fascista, per continuare con lavori apparentemente più sorridenti, ma che costituiscono pur sempre una critica ironica e graffiante del costume e del modo di vivere del nostro tempo.

Aldo Nicolaj è il commediografo italiano più rappresentato all’estero. Le sue opere continuano ad essere molto rappresentate nelle grandi sale europee, dal Thèatre de Paris al Volkstheater di Vienna, dal Bolscioi di San Pietroburgo al Teatro Reale di Amsterdam. I suoi testi, oltre che essere rappresentati spesso, sono molto diffusi nel mondo e tradotti in venticinque. In Russia, per esempio, opere come "Classe di ferro" e "Farfalla…Farfalla…" sono considerate dei classici e sono continuamente rappresentati. "Il mondo d'acqua" è uno dei pochi testi italiani andati in scena con successo a Tokio, "Non era la quinta era la nona" è stato rappresentato per anni in Argentina, i suoi monologhi sono recitati dalle più grandi interpreti della scena internazionale.

Aldo Nicolaj è nato in Piemonte, a Fossano, nel 1920 e vive a Roma, dove continua ad occuparsi di teatro interessandosi anche della drammaturgia dei giovani autori.

Ho avuto l’onore di conoscerlo telefonicamente nel 1973 quando dopo il grande successo del dramma sui pericoli della droga mi trovai sperduto perché occorrevano soldi per la messinscena, e m’incoraggiò, mi spronò a non arrendermi, ma schivare l’ostacolo anche se bisogna trovare il coraggio per affrontarlo.

Ho avuto l’onore di incontrarlo di persona (anche se per anni ci siamo sentiti telefonicamente, quando era a Roma, perché spesso era presente ad ogni rappresentazione di una sua opera all’estero e mentre un giorno era a Varsavia o a Budapest, l’indomani era a Mosca), un paio di anni or sono, quando gli proposi di scrivere la prefazione al Testo per la Scuola Media "Oltre il Fondale" scritto in collaborazione con Viviana Buzzòli e poi entusiasticamente venne anche in teatro per la presentazione del Testo agli insegnanti.

Ieri mattina l’ho sentito telefonicamente i suoi ottantadue anni avevano, nella voce l’ardore della giovinezza, malgrado gli acciacchi.

Ora vorrei parlare un po’ di qualche sua opera:

Teresina, fu rappresentata la prima volta il 5 maggio 1954 dalla Compagnia di Lamberto Ricasso, al Teatro Pirandello.

"Teresina" narra la storia di uno scrittore il quale scrivendo la vicenda sentimentale di una servetta mescola gli avvenimenti inventati dalla sua fantasia coi fatti che avvengono nella sua famiglia. Un finale lirico chiuderà la storia della servetta, mentre rimane aperto quello della famiglia

"Ciao albero" rappresentata dalla Stabile di Roma nel febbraio 1955, è la storia di una famiglia piccolo borghese degli anni venti, in cui un adolescente vede svanire i suoi sogni, capisce di dover affrontare i problemi della vita, che non è rosea come credeva.

"Avventura di cronaca" affronta il problema di una ragazzetta di provincia che scappa in città per una vita diversa, ma l'attendono forti delusioni che la faranno tornare a casa cambiata.

"Ricci di mare": Industriale con famiglia invade una tranquilla isola, sconvolgendone la vita. Dopo scandali ed avventure dovrà rinunciare a lanciarla turisticamente ed andarsene.

"Il soldato Piccicò" del 1960: Nei primi del novecento un soldato, preso in giro da tutti, per la sua ingenuità ed il suo candore, per difendere una ragazza uccide un superiore. Prima di essere fucilato si accomiata dalla ragazza dicendole che la morte lo libererà da una vita fatta di doveri e di disciplina troppo diversa da quella delle sue montagne.

Poi ci sono "La cipolla", che narra la storia di un impresario teatrale che prima di suicidarsi vuole staccarsi dalle passioni che hanno sconvolto la sua vita. Ma una variazione inaspettata della sua storia familiare lo fa rinunciare al suicidio per la curiosità di vedere cosa succederà; "L’Agave", "La stagione delle albicocche", "La barba del mais", "Le formiche", ma non possiamo dimenticare "Due gatte randagie" rappresentata per la prima volta ad Atene, narra la storia di due donne che si trovano in un'isola e per eccessivo affollamento, devono dividere la stanza con un'altra persona. Questi è un bellissimo ragazzo sempre nudo, che le ignora. Dopo aver cercato di conquistarlo in tutti i modi, lo uccidono. Ma dopo il delitto, il ragazzo ritorna, nudo e bello come prima, perché era la loro suggestione ad averlo creato.

I titoli accennati sono soltanto la decima parte delle opere che hanno portato il nome di Aldo Nicolaj, uno dei più grandi e sinceri commediografi italiani nel mondo. A Ottandue anni s’interessa ancora ai giovani autori ed è sempre prodigo di consigli e un sorriso.

Personalmente e con tutti voi gli porgo gli auguri più belli e sinceri per un Natale sereno e un anno nuovo in buonissima salute.

Biobibliografia
Dall’autobiografia pubblicata sul sito

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IL FATTO

La "Fronda del parlamento" nata nel 1648/49, fu originata dal rifiuto del parlamento di Parigi di registrare il 13 marzo 1648 l'editto reale che rinnovava per nove anni la concessione del diritto a un emolumento annuale ai membri delle quattro corti sovrane Parlamento di Parigi, Camera dei conti, Corte dei sussidi, Gran consiglio, a condizione che le ultime tre vi rinunciassero per i primi quattro anni.

Sotto la spinta di Broussel e di de Gondi il parlamento di Parigi, il 13 maggio 1648, votò l'atto di unione con il quale si impegnò ad assumere con le corti sovrane il controllo degli affari di Stato e impedire ogni nuova proposta di imposta.

L'arresto dei capi del parlamento ordinato da Mazzarino provocò il 26 agosto 1648 la sollevazione di Parigi e costrinse Mazzarino a liberare Broussel e de Gondi. La corte abbandonò Parigi insorta, mentre l'esercito guidato dal Condé la cingeva d'assedio. Il parlamento l’11 febbraio 1649, dovette infine accettare la pace di Rueil rinunciando a ogni pretesa di governo e ottenendo in cambio un'amnistia generale.

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LA POESIA DEL GIORNO

UN USIGNUOLO

Un usignuolo
le ali bagnate di lacrime
si lamenta.

Due innamorati dicendosi addio
confondono lacrime e baci.

Si lamenta l'usignuolo
sono troppo pesanti le lacrime
che cadono sulle sue ali.

Due innamorati si dicono addio
e confondono lacrime e baci.

Si lamenta l'usignuolo!...

L'ultima stretta di mano
mentre una cicala
cade sull'erba arida
ebbra di luce.

Reno Bromuro

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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