14 dicembre 1955
L'Italia è ammessa all'O.N.U.

Già prima della conclusione dell'ultima guerra mondiale, le potenze alleate avviarono i lavori preparatori per la fondazione di una nuova organizzazione universale, che prendesse il posto della vecchia Società delle Nazioni. Lo statuto dell'O.N.U. venne approvato il 26 giugno 1945 da quarantanove stati, riuniti nella conferenza di San Francisco. Esso fece proprie le aspirazioni di pace e di fratellanza profondamente sentite da tutti i popoli, dopo le terribili sofferenze dell'ultima guerra. I principali fini dell'O.N.U. sono il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, la salvaguardia dell'uguaglianza e dell'indipendenza di tutti i popoli, lo sviluppo della collaborazione tra gli stati, nel campo economico, sociale e culturale.

L'O.N.U. è un'organizzazione aperta, dato che vi possono essere ammessi, successivamente alla fondazione, altri stati, purché siano indipendenti e pacifici. L'azione mediatrice di questo organismo si è rivelata in tanti casi decisiva per la difesa della pace, il superamento di conflitti in tante zone della terra, o, perlomeno, per il loro contenimento. Ma altrettanto preziosa, anche se meno appariscente, è l'azione che l'O.N.U. conduce sul piano della cooperazione economica tra i popoli, dell'assistenza tecnica agli stati arretrati, degli aiuti per il miglioramento del tenore di vita dei popoli più deboli, della conservazione del patrimonio artistico e culturale dell'umanità; e speriamo la spunti anche contro la prepotenza di chi si dichiara demo-liberale e invece…

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1939:Battaglia navale del Rio della Plata; la corazzata tedesca Graf von Spee si rifugia, danneggiata, nel porto di Montevideo.

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RICORDIAMOLI

LA RESISTENZA

In Italia i primi nuclei di partigiani furono costituiti già all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 da reparti militari sbandati, che si rivelarono però inadatti alla guerriglia. Una reazione morale portò molti italiani a opporsi all'occupante tedesco come ai fascisti, e su questa lotta originaria si innestarono poi esigenze più radicali di rinnovamento sociale e visioni politiche più definite da parte delle forze antifasciste organizzate. Tre furono i principali gruppi della Resistenza:

1) le formazioni autonome, circa il 30% dei combattenti, come le Osoppo in Friuli, le Fiamme Verdi in Lombardia, le divisioni di Mauri in Piemonte, apolitiche, guidate da militari, fedeli al governo Badoglio e più o meno esplicitamente alla monarchia; quando il CLNAI impose un collegamento partitico, si avvicinarono alla Democrazia Cristiana e al Partito Liberale;

2) le formazioni Giustizia e Libertà circa il 25% costituite dal Partito d’Azione;

3) le Brigate Garibaldi circa il 40%), costituite e guidate dal Partito Comunista; comandante generale fu Longo, commissario politico Secchia. Vi furono poi alcuni gruppi legati ai socialisti, le Brigate Matteotti o alla Democrazia Cristiana le Brigate del Popolo. La collaborazione fra i tre gruppi principali non fu sempre facile e vi furono anche sanguinosi episodi fratricidi.

Nel giugno 1944 fu costituito il comando generale del Corpo Volontari della Libertà, al cui vertice fu insediato, dopo molte polemiche tra i moderati e le sinistre, che rivendicavano un comando più politicizzato, il generale Cadorna. Tra le imprese maggiori della Resistenza vi furono la battaglia per la liberazione di Firenze, nell’agosto del 1944, la costituzione di temporanee "zone libere" nell'estate 1944, le "repubbliche" dell'Ossola, dell'alto Monferrato, della Carnia e di Montefiorino, le insurrezioni nelle grandi città del Nord nell'aprile 1945 e la tutela degli impianti industriali e delle infrastrutture al momento della ritirata tedesca.

Sul piano politico il CLNAI con sede a Milano rivendicò la direzione della Resistenza, riconosciutagli dal comando supremo alleato del Mediterraneo con l'accordo del 7 dicembre 1944 e dal governo italiano. I rapporti tra la Resistenza e gli Alleati non furono tuttavia sempre facili: questi infatti puntarono a tenere sotto controllo la Resistenza, temendone soprattutto i possibili esiti rivoluzionari. Così, malgrado i colloqui intercorsi già a partire dal novembre 1943, gli aiuti materiali restarono a lungo limitati; il 13 novembre 1944, anzi, il generale inglese Alexander con un Proclama impartì ai partigiani l'ordine di cessare le operazioni e porsi in attesa, dal momento che gli stessi Alleati avevano per il momento fermato la propria avanzata verso nord. Ciò ebbe un effetto gravissimo sul morale della Resistenza.

Un nuovo accordo intervenne il 7 dicembre 1944 con l'impegno degli Alleati a sostenere maggiormente la Resistenza, in cambio della promessa di sciogliere le formazioni partigiane a liberazione avvenuta. Ancora il 13 aprile 1945, comunque, il generale americano Clark invitò la Resistenza a rimandare l'insurrezione generale al Nord, verificatasi tuttavia il 21-25 aprile. Tutt'altro che pacifici furono anche i rapporti tra la Resistenza e il governo di Roma. Soprattutto dopo la liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944, si ebbero tensioni e divergenze tra i dirigenti del CLNAI e i loro colleghi romani, più prudenti e meno sensibili alle istanze di radicale rinnovamento sociale insite nell'azione dei partigiani.

Ciò riguardò tutti i principali partiti e lo stesso PCI, dando vita a una dialettica – mai sopita anche in seguito – tra le tendenze più spiccatamente rivoluzionarie e quelle più attente agli equilibri politici e parlamentari, oltre che alle esigenze internazionali volute da Palmiro Togliatti.

La spinta innovativa della Resistenza, il cosiddetto "vento del Nord" sul piano sociale e politico dopo la fine della guerra si espresse soprattutto nella costituzione del governo Parri nel giugno 1945, nella vittoria repubblicana al referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e nella nuova Costituzione. Tuttavia questa spinta fu rallentata dall'eterogeneità delle sue componenti, oltre che dalla reazione di tutte quelle classi sociali e delle regioni meridionali che, oltre a essere state poco o nulla interessate dalla Resistenza, ne paventavano la radicalità.

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IL FATTO

ARTE E ARCHITETTURA

Fin dai tempi della preistoria l'uomo ha avuto il bisogno di esprimersi attraverso segni e forme, l'arte appunto, disciplina che è stata coltivata nei secoli e che si è evoluta in molteplici forme. Attraverso codici di volta in volta differenti, ha raccontato la storia dei sentimenti: dalle incisioni rupestri alla Gioconda, dai visi scomposti di Picasso alla fotografia.

L'arte più pratica, l'architettura, nasce come necessità di difendere l'uomo dalla natura, e nel tempo ha assunto il compito di modellare ciò che lo circonda, costruendo l'immagine dei luoghi e insieme l'immagine dello spirito umano

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UN LIBRO AL GIORNO

LE FIABE DI LOREDANA PANICO VIVA DEL GADO

La fiaba, asseriva Rousseau,"deve alimentare la curiosità e l'ansia del sapere e mai soddisfare completamente il lettore. La fiaba deve lasciare la risoluzione e non insegnare al bambino le cose dette dall'adulto, bensì fargliele scoprire". E la Panico, a nostro avviso ha mantenuto fede, in pieno, all’onesto insegnamento.

Ecco perché in esse non troveremo, la storia trasfigurata in fantastica narrazione, la realtà della vita di Calvino o di Rodàri, di Guin o dei cinematografari Spieiberg e Robert Zemeckis; ma il mondo fantastico sognato e realizzato sulla pagina bianca.

"La stella vagante" che vuole sentirsi utile, all'umanità e non essere "astro" e basta; il piccolo Dare e la sua bicicletta volante; Paggy, la piccola principessa rapita dalla strega spaziale, che il valoroso principe rinchiude in un luogo dal quale none facile fuggire; Nicky e le Goccioline desiderose di sole, per finire con un Babbo Natale come i bambini sognano che fosse.

In sintesi queste fiabe portano, anche nell'animo dell'adulto, una ventata di ottimismo e di serenità, fra tanta politica dello spettacolo violento ad ogni costo, cui sono sottoposti i nostri bambini dalle solite televisioni.

LOREDANA PANICO VIVA DEL GADO E’ laureata in Giurisprudenza. Ha superato l'esame di Procuratore Legale - conosce due lingue: Francese e Inglese. Scrive fiabe - poesie - articoli vari.

Due fiabe "Le Avventure di Nicky" e "II pianeta di ghiaccio" sono state lette dalla Radio Vaticana e dalla Radio Nazionale 2° Programma con relative interviste all'autrice,

"Babbo Natale spaziale" è stata inserita e recitata in un Programma Natalizio della Radio Regionale della Puglia.

"IL PRINCIPE DELLO SPAZIO" DI LOREDANA PANICO VIVA DEL GADO – ILLUSTRAZIONI A COLORI DI VIVIANA BUZZOLI - EDITRICE DOSSIER – ROMA – pp. 64 € 10,00 -
Se non lo trovate in libreria chiedetelo a info@dossieronline.it

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LA POESIA DEL GIORNO

PER DIRTI

Ti sei messa sul mio cammino
e non ti ho chiesto chi sei.

Non hai parlato, riflessa l'anima
allo specchio ho visto, la mia.
Ho tremato al tuo sguardo.
Ho pianto al battito del cuore.
Ho aperto le mani a coppa
raccolta di lacrime nelle mani:
vapore polvere
nelle mie mani.

Inginocchiato ai tuoi piedi
bacio le orme che lasci.
Mare cattivo e amato, passi
come carezza sulla sabbia,
crudele cancelli la gioia.

Mi contorco nel dolore
come l’olivo, per non urlare.

O miracolo di vita, tu piangi!?
Raccolgo quella lacrima viva
bagno le aride labbra
e nelle mani il cuore brilla.

Stringo tra le mani un cuore
e attendo
attendo quella svolta per dirti…

Reno Bromuro

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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