13 ottobre 1822
Muore a Venezia Antonio Canova

Antonio Canova nacque a Possagno nel 1757.

Gli anni della sua formazione li trascorse a Venezia dove venne a contatto con le correnti neoclassiche e portò a termine le sue prime opere: i monumenti funebri a Clemente XIII e a Clemente XIV, Il genio della morte. Durante il periodo napoleonico esegui alcuni busti dell'imperatore, di cui uno in bronzo del 1809 si conserva nel cortile di Brera, a Milano.

Tra i ritratti di vari componenti la famiglia dell'imperatore spicca quello di Paolina Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice.

Un altro monumento funebre di una certa importanza eseguito dal Canova è quello a Maria Cristina d'Austria compiuto tra il 1798 e il 1805. Molti sono i soggetti mitologici del Canova: varie versioni di Ebe, le Tre Grazie, Amore e Psiche e si può notare in questi un'autentica ispirazione al mondo antico, al sereno equilibrio della classicità, non una gelida ricostruzione dell'antico, ma il recupero della bellezza ideale che Canova riconosce al classico. L'arte di questo grande scultore è dunque autenticamente neoclassica.

Il tempio di Possagno per il quale egli forni i disegni nel 1879 doveva appunto essere il simbolo dell'ideale del Canova, e doveva realizzare appunto l'idea tipicamente neoclassica del sepolcro-pantheon.

Nel Canova, tipico interprete dell'aspirazione neoclassica al bello ideale, la classicità divenne l'esempio perfetto di armonico sviluppo della personalità umana. Nella classicità sia il neoclassicismo che Canova ravvisano anche una perfezione di carattere non solo estetico ma etico e morale. Egli si spense a Venezia il 13 ottobre 1822.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1815: Esecuzione di Gioacchino Murat.

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RICORDIAMOLI

GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI

Gioacchino Murat, nominato maresciallo di Francia e re di Napoli, fu un validissimo aiutante di campo di Napoleone Bonaparte, il quale realizzò il Secondo Impero. Fermo sostenitore della revisione dei trattati del 1815 ma anche dell'intesa con l'Inghilterra, e convinto che compito della Francia fosse riorganizzare l'Europa secondo il principio di nazionalità, insieme con l'Inghilterra mosse guerra alla Russia nel 1854-56, la guerra di Crimea, senza riuscire a risolvere il problema polacco ma gettando le basi della nascita della Romania e spezzando per sempre la risorta Santa Alleanza.

Nel 1859, quale alleato del Regno di Sardegna, batté l'Austria a Magenta e a Solferino, perseguendo lo scopo, concordato con Cavour a Plombières nel 1858, di creare un Regno dell'Alta Italia per i Savoia, ma l'operazione gli sfuggì di mano e in due anni quasi tutta la penisola fu unificata. Comunque la cessione di Nizza e della Savoia fu il compenso sancito da un plebiscito. Da allora iniziò il suo lento declino: la sua acquiescenza alla mutilazione dello Stato Pontificio da parte italiana indispose i cattolici; la proposta di convocare un Congresso per risolvere la questione della Polonia, insorta contro i Russi, indispose nel 1863 lo zar Alessandro II; la spedizione messicana, iniziata nel 1862, finì in un disastro; Sadowa accrebbe il prestigio della Prussia e ferì l'orgoglio francese; Mentana irritò gli Italiani. Nel 1870 fu spinto dalla corte, contro sua voglia, a cercare una vittoria diplomatica sulla Prussia a proposito della candidatura di un Hohenzollern al trono di Spagna: l'operazione, mal condotta, portò alla guerra franco-prussiana

Napoleone, visto la dedizione di Murat verso la causa e le aspettative imperiali, specialmente nel 1796 in Italia e nel 1799 in Egitto, nel 1800 gli diede in sposa la sorella Carolina. Murat messo a capo dell'armata di Spagna, represse nel sangue l'insurrezione popolare di Madrid.

Nel 1808 fu creato re di Napoli, abbozzò una politica personale, quale l’abolizione del feudalesimo e l’avvicinamento all'Austria, accarezzando anche l'ipotesi di un'unificazione italiana. Non riuscì tuttavia a togliere la Sicilia ai Borbone. Richiamato da Napoleone, partecipò nel 1812 alla campagna di Russia. Di ritorno a Napoli, di fronte al declino della potenza napoleonica cercò di preservare la sua posizione firmando nel 1814 un trattato con Austria e Inghilterra. Nel vano tentativo di opporsi alla decisione del Congresso di Vienna di restituire il regno di Napoli ai Borbone, Murat fece appello ai patrioti italiani con il Proclama di Rimini, del 30 marzo 1815 e sbarcò in Calabria, ma fu catturato e fucilato per ordine di Ferdinando IV di Borbone.

Aveva 45 anni nel 1815, essendo nato a La Bastide nel 1767.

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L'ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI "FRATTOCCHIA"

Ieri, visto l’invito della persona misteriosa, mi sono recato con circa mezz’ora di anticipo alla manifestazione della premiazione. Sorpresa delle sorprese ho riconosciuto il proprietario della voce misteriosa: era Frattocchia un letterato di Paduli, che mi ha letteralmente assalito, rimproverandomi di sottoporre le mie opere alla mercé di persone incapaci e presuntuose.

- Non è vero. Le mailing-list o i Siti che mi ospitano sono tra i più preparati sia in poesia che in critica…

- Sono preparati. Sì, qualcuno. Ci sono altri che hanno avuto un successo subitaneo e questo ha dato loro alla testa, al punto che l’hanno perduta, permettendo, pur di fare proseliti, di commentare opere che non capiscono e pur di farsi belli di fronte agli iscritti alla mailing-list scrivono quello che passa loro per la mente…

- A che ti riferisci, sembra tu stia parlando a vanvera, perché non so di che parli.

- Ieri ho avuto modo di leggere, e l’hai letto anche tu, non fare lo gnorri un pincopallino che si firma pure con un Nick; come vedi non ha nemmeno il coraggio di firmare col proprio nome e cognome, perché, a mio avviso, sa che ciò che scrive non ha niente a che vedere con quello che è stato scritto dall’autore.

- Puoi essere più chiaro? E, per favore non farmi arrabbiare altrimenti mi sale il diabete e quando devo parlare dell’autore che ha vinto il premio non riesco a ricordare neppure il nome.

- Stai calmo. Prendi una camomilla… Ho qui, in tasca il foglio stampato di quanto è stato scritto sulla tua poesia:

"IL NOSTRO AMORE SI DISPERDE"

Il nostro amore si disperde
nell'ombra gialla della notte.
Me ne torno nei carpini spinosi
per sentirmi ancora vivo.
Mentre il sangue irrora la terra
vado lentamente incontro
a quel grappolo di stelle
che mi facesti credere mio.

Ascolta il commento che hanno scritto per questi versi:

"Quando sentirsi innamorati è un pò perdersi, non ritrovarsi, cedere il fiato vitale che era stato amore di sé e che poi è diventato linfa per un essere altro da noi ma il nostro stesso desiderio.

E se si scopre che tale devozione si disperde e non produce frutto, ecco che si acquista la consapevolezza di non aver vissuto.

Si torna indietro, pur su sentieri spigolosi, per apprezzare almeno il tentativo di una nuova vitalità.

E si snodano le illusioni d'amore, divenute piano piano povertà di spirito. Ti leggo così"

- Tu hai taciuto, sei stato buono buono come un cane bastonato.

- Ricordate guagliò! Non gettare perle ai porci. Come fai a rispondere ad una persona se di persona si tratta, il che dubito fortemente, che ha visto il fiasco ed ha perlato del vino?

- Io non sarei stato zitto, perché un maestro se vuole considerarsi tale, perché dagli altri è considerato tale, deve insegnare, non può, non deve tacere. Al tuo posto gli avrei detto che le masturbazioni mentali le tenga per sé. Se guardiamo attentamente, non sa neppure scrivere… Io gli avrei scritto: " Non conosco il tuo nome, non so chi tu sia, ma da quello che ho letto a commento della poesia "Il nostro amore si disperde" mi accorgo che non sai leggere e per tale motivo vedo scritte le elucubrazioni che hai visto sulla tua faccia mentre ti guardavi allo specchio e ti sei tanto innamorato di te, che ti sei sentito in dovere di inviare in list le tue masturbazioni mentali".

Per fortuna è iniziata la manifestazione e Frattocchia s’è dovuto per forza sta’ zitto.

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LA POESIA DEL GIORNO

NOTTURNO

In questa notte di silenzio
vada, il mio notturno
suonato sulla Lira,
a lei soltanto
che nel pianto,
sommesso canto,
trova sua vita serena.

Reno Bromuro (da "Il canto dell’Usignuolo" - Albatros Editrice 1971)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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