13 dicembre 1466
Originalità di Donatello

Lo scultore Donatello, nato a Firenze nel 1386, era un ragazzo del popolo. Si formò nella bottega del Ghiberti e divenne presto amico e compagno di lavoro di Filippo Brunelleschi.Statua equestre del condottiero Erasmo Gattamelata

Nel 1416 eseguì la statua di San Giorgio, destinata a divenire il simbolo della visione eroica dell'uomo, caratteristica del Quattrocento. Nel 1427 scolpiva il Banchetto d'Erode dove la scena è magistralmente scandita da una diversa successione di piani. Nel David, statua in bronzo scolpita intorno al 1430, non vi è più un eroe risoluto e deciso come nella antecedente statua di Orsanmichele: al suo posto vi è un giovane pensoso, insicuro.

Nel 1444 egli si stabilì a Padova dove gli fu commissionata la statua equestre del condottiero Erasmo Gattamelata, un'opera mirabile e imponente.

In quello stesso periodo egli compiva per l’altare maggiore della basilica del Santo la grandiosa ornamentazione bronzea. Donatello fu il maggior rappresentante della civiltà fiorentina del Quattrocento, cioè dell'Umanesimo, ma seppe intuirne la fine tragica, come dimostra la sua statua di legno della Maddalena, angosciosa e drammatica. Si spense il 13 dicembre 1466. La sua eredità fu raccolta da Leonardo e da Michelangelo.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1969: Gli USA e il Messico procedono a una rettifica di frontiera:250 ettari ridiventano messicani

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RICORDIAMOLI

ERASMO da NARNI detto il GATTAMELATA

Erasmo da Narni, capitano di ventura nacque a Narni nel 1370, si spense a Padova nel 1443. Combatté con Braccio da Montone e con Niccolò Piccinino per Firenze.La statua in bronzo di Erasmo da Narni, detto "il Gattamelata"

Nel 1410 sposò Giacoma della Leonessa d'Orvieto che gli diede un figlio, Gian Antonio, pure condottiero. Nel 1427 il Gattamelata si batté per Martino Quinto e poi per Eugenio Quarto; congedato da quest'ultimo, dopo aver dato buona prova di sé in Romagna, passò al soldo della Repubblica di Venezia nel 1437.

Si dimostrò fedele e abilissimo condottiero allorché il marchese di Mantova Francesco Gonzaga, capo delle milizie venete, tradì la Repubblica e si diede a Filippo Maria Visconti. Il Gattamelata con forze nettamente inferiori si oppose al Piccinino, che si batteva per il Visconti, e per un anno riuscì ad arginare l'offensiva viscontea. Nel 1439 con l'appoggio di Francesco Sforza sconfisse il Piccinino a Tenno.

Il monumento equestre in bronzo fatto erigere dagli eredi a Padova, in piazza del Santo, è ispirato a quelli degli imperatori dell'antichità romana, è uno dei più alti esempi dello stile maturo di Donatello.

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IL FATTO

MOTI RIVOLUZIONARI DEL 1848/49

Sono chiamati "Moti Rivoluzionari" una serie di rivoluzioni contro lo status quo politico, sociale e territoriale, che sconvolsero gran parte dell'Europa, sbocco di 30 anni di moti e cospirazioni contro l'assetto della Restaurazione.

Gli eventi rivoluzionari trassero alimento da diverse correnti di pensiero, dalle più spiccatamente liberali alle repubblicane, alle socialiste. Le rivoluzioni furono preannunciate da alcuni eventi del biennio precedente: l'elezione nel 1846 di Pio IX, papa "liberale"; la sconfitta dei cantoni cattolico-conservatori nella guerra del Sonderbund in Svizzera; l'involuzione conservatrice della monarchia orleanista in Francia; le rivendicazioni liberali in Prussia; la politica riformistica di alcuni sovrani italiani; la crisi agricola che pesava sull'insieme dell'economia. L'ondata rivoluzionaria si propagò quasi senza ostacoli fino al giugno 1848, quando la rottura dell'alleanza di fatto tra liberali, democratici e socialisti ridiede fiato alle forze conservatrici, e la Russia, restata immune dal contagio rivoluzionario, intervenne nella repressione in appoggio all'Austria. La Gran Bretagna, maggiore potenza liberale, dal canto suo espresse sostegno verbale ai moti liberali, ma si ritrasse intimorita di fronte al prevalere dei democratici.

La prima in ordine di tempo è del 12 gennaio 1848 e fu la rivolta di Palermo estesa a tutta la Sicilia; oltre che dalla richiesta della costituzione, essa era animata da intenti separatisti nei confronti di Napoli. Il re Ferdinando Secondo, primo tra i sovrani italiani, il 29 gennaio concesse la Costituzione, ma fu anche il primo a riprendere saldamente in mano il governo, riconquistando poi la Sicilia nel maggio 1849. Fu comunque la rivoluzione parigina del 22-24 febbraio, che abbatté il trono di Luigi Filippo, a dare impulso agli eventi nel resto d'Europa. L'ondata rivoluzionaria investì il 13 marzo Vienna, dove provocò la caduta del cancelliere Metternich e la concessione della costituzione. Il 18 marzo anche a Berlino e negli altri Stati tedeschi i liberali riuscirono a imporre regimi costituzionali e a convocare a Francoforte il 18 maggio, un'Assemblea Nazionale tedesca, i cui lavori però furono paralizzati dai contrasti fra liberali e democratici e fra unitari e federalisti. L'annuncio della rivoluzione in Austria provocò in Italia le insurrezioni di Venezia dal 17 al 22 marzo e delle Cinque giornate di Milano dal 18 al 22 marzo. Per venire in loro aiuto il re di Sardegna Carlo Alberto il 23 marzo dichiarò la Prima Guerra d’Indipendenza all'Austria. Nei mesi di marzo aprile Ungheresi e boemi chiesero il riconoscimento della loro individualità nazionale.

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UN LIBRO AL GIORNO

OLTRE IL FONDALE (educazione teatrale per la scuola media)
Presentazione di Beatrice Coltellacci

"Oltre il fondale" è un libro che si propone di inserire il teatro nelle scuole medie, nasce da un’esperienza di dieci anni di lavoro durante i quali Reno Bromuro e Viviana Buzzòli hanno portato i ragazzi a conoscere e a fare teatro.
Platone nel decimo libro della Repubblica aveva definito l’arte, e quindi anche il teatro, un’imitazione della vita, in quanto tale solo al terzo posto rispetto alla verità.
Questa separazione tra arte e vita è basata sull’idea di Mimesis sulla quale si è sviluppato l’intero teatro occidentale. Il passaggio tra vita e arte è una trasformazione mimetica, è una rappresentazione di qualcosa che è già avvenuto; ma questa forma di teatro tradizionale occidentale è ormai una categoria insufficiente a comprendere le diverse attività performative, è quindi necessario ampliare il concetto di Teatro.
Studiosi, registi e autori teatrali come Jerzy Grotowski, Richard Schechner, Eugenio Barba e altri, analizzando culture lontane (l’Oriente ,l’Africa, l’America latina) o riferendosi alle tradizioni occidentali di età precedenti, hanno dato vita ad un nuovo Teatro al quale "Oltre il fondale" fa riferimento.
Il Teatro dunque non è più mimesis, non è più una rappresentazione visiva del testo letterario scritto (dramma), ma un contesto relazionale di contatto diretto e concreto tra attori e spettatore, nel quale le possibilità comunicative non ricadono esclusivamente sulla parola, ma fanno capo anche all’espressività corporea.
Una performance non è una rappresentazione, una ripetizione, ma un evento, un processo che accade qui ed ora, un autentico incontro tra l’attore e il problema in questione, tra l’attore e il pubblico. Il testo (dramma) ha la caratteristica di essere stato vissuto, mentre la performance ha la caratteristica di vivere ora.
I ragazzi attraverso l’esperienza teatrale che i due autori del libro hanno offerto loro, sono riusciti a comprendere il passaggio dal dramma la performance interpretando un lavoro sui pericoli della droga e coinvolgendo il pubblico in modo tale che ogni sera accadeva qualcosa di diverso, di unico, irripetibile.
Il pregio del libro è proprio nell’efficacia comunicativa con cui viene raccontata un’esperienza concreta e vissuta di attività teatrale, che può suggerire agli operatori scolastici nuovi e più coinvolgendo percorsi educativi e formativi nell’ambito delle comunicazioni e più in generale nello sviluppo della personalità degli alunni.
("Oltre il fondale" – Educazione teatrale per la scuola media -) V.Ursini Editore–Catanzaro– Pag. 160 - € 12,90)

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LA POESIA DEL GIORNO

UNA MARGHERITA TRA I PAPAVERI

Una margherita tra i papaveri cantava
e il canto si confondeva
con quello dell'usignuolo.

Tacquero grilli e cicale.
Si pavoneggiava, a testa bassa,
la tenera margherita
ma un roseto avanzava:
voleva soffocare la "tanti petali"
e l'usignuolo venne
a beccare gli aculei.

Ora la margherita ride
bevendo
il sole più caldo e sincero.

Reno Bromuro (Poesie sparse)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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