13 aprile 1971
Il giudice istruttore di Treviso Giancarlo Stiz
emette mandati di cattura
Il giudice istruttore di Treviso Giancarlo
Stiz in relazione agli attentati del 1969
emette mandati di cattura nei confronti del
procuratore legale Franco Freda, dello
studente Aldo Trinco e dell'editore
Giovanni
Ventura, esponenti dell'estrema destra
padovana.
Il 27 agosto 1972, Franco Freda e Giovanni Ventura sono incriminati dal giudice istruttore di Milano Franco D'Ambrosio
Il 30 settembre 1978, Franco Freda scompare dal soggiorno obbligato di Catanzaro, dove si svolge il processo per la strage di piazza Fontana, che vede l'esponente dell'estrema destra tra i principali imputati. Sarà arrestato il 20 agosto 1979 in Costarica
Il 23 febbraio 1979, a Catanzaro la Corte d'assise condanna gli estremisti di destra Franco Freda, Giovanni Ventura e l'agente del SID Guido Giannettini all'ergastolo per la strage di piazza Fontana. Sono assolti l'anarchico Pietro Valpreda e i neofascisti Marco Pozzan e Mario Merlino.
Il mistero, uno dei tanti che l’Italia cela,
ebbe inizio il 12 dicembre 1969: alle 16,30
quando un ordigno esplode all'interno della
Banca Nazionale dell'Agricoltura in
piazza Fontana a Milano provocando 16
morti e 84 feriti.
Quasi
contemporaneamente altre tre bombe scoppiano a
Roma, all’Altare della Patria,
Museo del Risorgimento e Banca
Nazionale del Lavoro, a Milano è sventato
un attentato alla Banca Commerciale in
piazza della Scala.
15 dicembre 1969: a Milano l'anarchico Giuseppe Pinelli precipita da una finestra della questura mentre viene interrogato. Lo stesso giorno è arrestato Pietro Valpreda.
23 febbraio 1972: si apre a Roma il primo processo. Dopo 4 giorni la corte si dichiara incompetente e rinvia gli atti a Milano, ma il 06 ottobre 1972, la Cassazione assegna la competenza a Catanzaro, che il 18 gennaio 1977 inizia il processo.
04 ottobre 1978:la polizia accerta la scomparsa di Franco Freda, imputato nel processo, in soggiorno obbligato, dal suo appartamento di via Plotino. La scomparsa è avvenuta tra il 29 settembre e il primo ottobre. Il 16 gennaio 1979 Giovanni Ventura, uno degli imputati, elude la sorveglianza della polizia e fugge.
23 febbraio 1979 si
conclude il processo per la strage, cominciato il
18 gennaio 1977, con la sentenza della Corte
d'Assise che condanna all' ergastolo Franco
Freda, Giovanni Ventura e l' ex agente Z del
Sid Guido Giannettini, a quattro anni di
reclusione ciascuno Pietro Valpreda e
Mario Michele Merlino e a due anni di
reclusione il capitano Antonio Labruna.
Con questi alti e bassi, fughe e arresti giungiamo alla fase definitiva, quando il 13 aprile 1999: con una serie di eccezioni preliminari comincia l'udienza preliminare del processo d'appello. L’8 giugno 1999: il gip Clementina Forleo rinvia a giudizio l'imprenditore Delfo Zorzi, latitante in Giappone, il medico Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, presunti responsabili, a vario titolo, di aver organizzato ed eseguito la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e Stefano Tringali con l'accusa di favoreggiamento nei confronti di Zorzi. Il 16 febbraio 2000, comincia in seconda sezione della Corte d' Assise di Milano il nuovo processo, ma la prima udienza dura solo 20 minuti per lo sciopero degli avvocati.
1 luglio 2001, la Corte di Assise di Milano condanna all'ergastolo Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Prescrizione per Carlo Digilio, esperto d'armi e collaboratore della Cia: ha collaborato e la corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche.
Ma il mistero continua…
***
RICORDIAMOLIATTENTATO AL PAPA GIOVANNI PAOLO II
Il 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II è
ferito gravemente da colpi di pistola sparati dal
terrorista turco Mehmet Ali Agca in piazza
San Pietro, a Roma. Il papa sarà immediatamente
operato. È tuttora oscura la matrice
dell'attentato.
Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyła, è nato a Wadowice, Cracovia, nel 1920. Ordinato sacerdote nel 1946, nominato arcivescovo di Cracovia nel 1964 e cardinale nel 1967, è stato eletto al pontificato il 16 ottobre 1978.
Primo papa non italiano dal 1523, ha raccolto e sviluppato l'eredità dei due grandi pontificati precedenti di Giovanni XXIII e di Paolo VI, soprattutto in direzione di una sempre più dinamica presenza della Chiesa nel mondo contemporaneo. La tensione pastorale dell'attività di Giovanni Paolo II, la dimensione pubblica della figura papale da lui sottolineata si collocano nel quadro di una riaffermazione vigorosa dell'iniziativa cattolica.
Una ripresa caratterizzata da un'efficace
miscela di apertura sociale e conservatorismo
teologico documentati dalle numerose encicliche
degli anni Ottanta. Nel 1983 ha indetto il
giubileo e ha promulgato il nuovo Codice di
diritto canonico. Da ricordare, sul piano
istituzionale, la riforma della curia romana
avviata con la costituzione apostolica
Pastor bonus del 1988. Sul piano
diplomatico, nel rapido concatenarsi dei
cambiamenti politici degli anni Novanta,
l'attività papale si è sviluppata in numerose
iniziative a favore della pace, della dignità
umana e per il superamento delle divisioni
dell'Europa, dopo il crollo dei regimi socialisti.
Nell'ambito di queste iniziative diplomatiche si inseriscono: il suo viaggio a Sarajevo, durante il quale ha rivolto un forte appello alla convivenza tra le diverse etnie e religioni, e il documento di condanna dell'Olocausto degli Ebrei, intitolato Noi ricordiamo: Una riflessione sulla Shoah, che fa parte di un suo più ampio processo di revisione della politica ecclesiastica adottata nel passato. È parimenti cresciuto, anche, il numero dei Paesi con i quali la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici, tra cui Cuba, dove il pontefice si è recato nel gennaio 1998, dopo aver ricevuto la visita ufficiale di Fidel Castro.
Dopo una rinnovata attenzione posta ai problemi
sociali con l'enciclica del maggio 1991,
Centesimus Annus, nell'ottobre 1998 ha
affrontato il tema della ricerca filosofica con
l'enciclica Fides et ratio,Age prendendo in
considerazione tutte le correnti del pensiero
moderno dal marxismo alla New Age. I
continui richiami alla pace, alla convivenza tra i
popoli e al dialogo tra le grandi religioni sono
stati i temi portanti del Giubileo, indetto per il
2000, e dei più significativi viaggi compiuti.
Nel
2001 Giovanni Paolo II ha inoltre convocato
un Concistoro straordinario sulle
prospettive della Chiesa nel terzo millennio. Nel
2002 il Papa ha compiuto un altro viaggio
pastorale durante il quale si è recato in Canada,
in Guatemala e in Messico e ha canonizzato tre
indios; nello stesso anno ha ricevuto la
cittadinanza onoraria di Roma e ha compiuto una
visita al Parlamento italiano. Nel 2003 ha
pubblicato la raccolta di poesie Trittico
romano.
Gli inviati dei giornali italiani raccontano di adunate oceaniche e di continui abbracci tra la folla e il Papa, che nei discorsi di quei giorni parla di unità spirituale dell'Europa cristiana, rivolgendosi quindi non solo ai polacchi ma anche a tutti quei popoli, in particolare di ceppo slavo, che dipendono da Mosca. Wojtyla incontra anche gli operai della città di Nowa Huta, e con loro parla del valore dell'uomo, che non può essere considerato (...) un semplice mezzo di produzione: parole che accelerano la nascita di Solidarnosc, che vedrà ufficialmente la luce a Danzica alla fine di agosto del 1980. Il viaggio in Polonia, però, passa alla storia non solo per quanto sopra, ma anche per la messa celebrata dal pontefice ad Auschwitz, che chiama il Golgota del mondo contemporaneo.
L’attentato
del 13 maggio 1981, mentre procede alla
benedizione della folla: alle ore 17.17, in piazza
San Pietro, due colpi esplosi da una Browning
calibro 9 raggiungano l'addome di Giovanni
Paolo II, lo sgomento lascia attonite le
trentamila persone che gremiscono la piazza; la
decappottabile bianca sulla quale viaggia il
pontefice accelera e si dirige verso il
policlinico Agostino Gemelli.
Accasciato tra le braccia del segretario don
Stanislaw, Wojtyla perde circa tre
litri di sangue e rischia la morte. Più di cinque
ore di intervento, gli salvano la vita, e già la
Domenica seguente, 17 maggio, parla agli
ascoltatori di Radio Vaticana e alla folla
di San Pietro. Sull'azione di Agca,
condannato all'ergastolo è stato detto e scritto
molto, ma non si è mai saputa la verità.
Lo stesso Ali Agca, al primo processo, afferma di aver agito da solo. Poi, però, emergono tre complici e prende corpo la cosiddetta pista bulgara. Un secondo processo si chiude con un'assoluzione per insufficienza di prove per i tre indiziati; tuttavia, nella requisitoria, il pubblico ministero esprime la certezza di un complotto. Quello che è certo, in ogni caso, è l'apporto di Giovanni Paolo II alla causa polacca. Poco prima dell'attentato, a gennaio, riceve in Vaticano Walesa.
***
IL FATTO
LETTERATURA 2
I FERMENTI DEGLI ANNI RECENTI
Gli anni Ottanta si aprono con la
pubblicazione del primo romanzo di Umberto Eco,
Il nome della rosa. L'autore,
studioso di estetica e logica medievali e di
narratologia, abile e colto saggista e
pubblicista, mescola sapientemente passato e
presente, storia e fiction, fino a
raggiungere il successo internazionale, sancito in
anni successivi dalla trasposizione
cinematografica del libro. Seguiranno altri due
romanzi, meno felici del primo e tuttavia
altrettanto noti a livello internazionale, come
Il pendolo di Foucault e L'isola del giorno
prima. Un rilievo a parte meritano altresì
scrittori di saggismo, per così dire, creativo,
come Claudio Magris, con Danubio e
Microcosmi e Pietro Citati con
Storia prima felice, poi dolentissima e funesta
ed Enzo Siciliano con Racconti ambigui
e La principessa e l'antiquario.
Anche la poesia esibisce una progressiva intensificazione di voci che vanno ad associarsi alle grandi esperienze primonovecentesche. Particolarmente feconda si rivela la poesia femminile: Amelia Rosselli con Serie ospedaliera e Documento 1966-1973; Maria Luisa Spaziani con Transito con catene; Margherita Guidacci con Morte del ricco; Angela Bianchini con Le nostre distanze; Giulia Niccolai con Harry's Bar e altre poesie: 1969-1980; Patrizia Cavalli con Le mie poesie non cambieranno il mondo; Ginevra Bompiani con Le specie del sonno; Rossana Ombres con Bestiario d'amore; Patrizia Valduga con Donna di dolori e, molto rilevante, Alda Merini con Vuoto d'amore.
Interessante, tra le ultime leve, Rosalia Lo Russo con Comedia. Tra i poeti, invece, si affermano Luciano Erba, Giovanni Giudici, Franco Loi, Giovanni Raboni, Maurizio Cucchi, Dario Bellezza, Giuseppe Conte, e Valerio Magrelli che si sta imponendo come uno dei più interessanti autori di versi della sua generazione.
L'attenzione del soggetto narrante e della stessa struttura romanzesca è spostata sulla realtà molteplice, e ormai non pienamente controllabile, dell'universo multimediale della comunicazione, letteraria e non, fino al punto da determinare una sorta di corrente espressiva ai limiti del genere: si pensi, per esempio, in sintonia con questa tendenza, al romanzo di Dario Voltolini Rincorse del 1994, centrato sulle peripezie di un protagonista "informatico",attraverso i meandri sociotelematici della provincia italiana
Il fermento letterario degli anni Ottanta si traduce nell'affermazione, spesso improvvisa, di giovani scrittori, la cui opera appare legata a intense esperienze vitali e culturali. Il rappresentante più significativo di questa tendenza ad attualizzare in senso descrittivo la condizione esistenziale, senza tuttavia far ricorso ai moduli del trascorso Neorealismo e del tradizionale accademismo narrativo, è Pier Vittorio Tondelli, che dimostra, però, più accentuate doti di osservatore della realtà socio-culturale delle giovani generazioni, attraversate da una profonda crisi dei valori ideologici, dalle tematiche della diversità sessuale. In particolare con Altri libertini Tondelli esplicita una poetica del mondo dell'emarginazione, sessuale e non, meno chiusa di quella pasoliniana, più aperta, paradossalmente, a ottimistici esiti esistenziali. La scrittura narrativa è intensa e fluida, come dimostrano i romanzi successivi e, in particolare Rimini e Camere separate.
L'Aids, appunto, ha tolto a Tondelli la possibilità di affermarsi come uno dei migliori narratori, forse, del secondo Novecento italiano. Dall'area emiliano-romagnola provengono scrittori di estrazione geografica diversa, formatisi culturalmente, tuttavia, nell'ambito universitario bolognese dopo il 1977, come Silvia Ballestra e Claudio Piersanti: in particolare, con Gli orsi la prima, e con Sguardi cattivi della gente, Luisa e il silenzio e L'amore degli adulti il secondo, oppure come i giovani avviati alla pratica letteraria proprio dal Tondelli scopritore di talenti in raccolte come Under 25, Giovani blues ovvero Belli & perversi e Under 25 secondo. È pur sempre dopo tali esperienze concrete che si è infatti verificato, nella prima metà degli anni Novanta, il caso letterario di Enrico Brizzi, liceale bolognese autore di Jack frusciante è uscito dal gruppo del 1993, poi divenuto scrittore, compiutamente inserito nell'industria editoriale, con i successivi Bastogne e Lennon, Bugatti, Guevara.
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LA POESIA DEL GIORNO
NON PIANGERE
Non piangere, non spremere il cuore
come fosse limone senza succo.
Infrangi quella coppa!
Vuoi raccoglierci il mio sangue?
Una goccia non è rimasta nelle vene
tutto l'hanno succhiato
e non ho una lacrima per consolarmi.
Primavera mai goduta, mai nata e sepolta,
ti amo e non posso offrirti una lacrima,
ti amo e non posso donarti
una sola goccia di sangue.
Non piangere. Non spremere il cuore
come fosse un limone senza succo: il mio.
Reno Bromuro (da «Il vestito più bello».
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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

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