12 novembre 1960
Scimpanzè al lavoro

"O è uno scherzo o non sanno più cosa inventare" commentava la gente quel 12 novembre 1960, quando, tra i titoli del giornale, ne aveva notato uno piuttosto curioso: "Tre scimpanzè sono stati assunti come operai in una fabbrica di mobili a Houston, Texas". Ma non si trattava di uno scherzo: nelle foto si vedevano le scimmie intente al loro lavoro. Come spiegava l'articolo, le tre scimmie avevano superato con esito positivo le due settimane di prova, ed erano state assunte in pianta stabile nel mobilificio, dove per otto ore il giorno imbottivano grossi cuscini di gommapiuma. Il presidente del sindacato imbottitori commentò la faccenda definendola "uno scherzo di cattivo gusto, un'altra trovata pubblicitaria".

Ma il proprietario della fabbrica non era per nulla d'accordo: il fatto presentava parecchi aspetti positivi. Gli scimpanzè - disse - permettevano di realizzare una notevole economia. "Se non altro, fanno risparmiare le spese assicurative di prevenzione sociale". Non solo: egli era convinto che l'esperimento avrebbe finalmente risolto il grosso problema della manodopera per i lavori monotoni, quei lavori che sono eseguiti con gesti meccanici.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1944:La corazzata tedesca Tirpitz viene affondata dalla R.A.F. nel fiordo norvegese dove si era rifugiata.

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RICORDIAMOLI

FRA DIAVOLO

Fra' Diavolo è il soprannome di Michele Pezza nato a Itri, Latina nel 1771, morto a Napoli nel 1806.

Brigante, con spirito avventuroso, ebbe tale soprannome per alcune azioni compiute travestito da frate, ma si dice anche per essere stato accolto nel convento di San Giovanni in Fiore nella Sila dove con bande irregolari contrastò i Francesi invasori del Regno di Napoli. (La Sila è un vasto altopiano dell'Appennino calabro, compreso amministrativamente nel territorio delle province di Cosenza, di Crotone e di Catanzaro.

È delimitato dal golfo di Taranto e dalla Piana di Sibari a Nord, dal Vallo del Crati a Ovest, dalle alture collinari prospicienti la costa ionica a Est e a Sud Est, dal golfo di Squillace e dall'insellatura di Marcellinara. Geologicamente la Sila è costituita da graniti paleozoici cui si associano rocce metamorfiche, paleozoiche e scisti e calcari mesozoici e formazioni cenozoiche. L'altitudine media è di 1300 metri quella massima di 1928 metri col monte Botte Donato.

Tradizionalmente la Sila è divisa da Nord a Sud in tre zone; la Sila Greca, così denominata per le popolazioni albanesi, considerate greche in passato, che ne abitano il versante settentrionale, la Sila Grande al centro e la Sila Piccola a Sud.

Dal 1968 la Sila Grande e la Sila Piccola sono diventate Parco Nazionale e al loro interno sono stati istituiti percorsi e itinerari turistici fra le varie località) Sempre fedele ai Borboni, appoggiò il cardinale Ruffo (Fabrizio Ruffo di Bagnara cardinale e uomo politico, nacque a San Lucido di Calabria 1744 e morì a Napoli nel 1827.

Tesoriere generale della Camera apostolica a Roma, fu allontanato dall'ufficio a causa delle gravi opposizioni suscitate dai provvedimenti da lui intrapresi nello Stato Pontificio. Ritornato a Napoli e creato cardinale nel 1791, quantunque non fosse nemmeno sacerdote, nel 1798 seguì Ferdinando IV nella fuga a Palermo e l'anno successivo mosse alla riconquista del regno che era stato frattanto abbandonato dai Francesi.

Ottenuto, infatti, il titolo di vicario reale e sbarcato con pochi uomini in Calabria, organizzò in breve un esercito eterogeneo ma numeroso e fanatico, che fu chiamato "esercito della Santa Fede" con cui sconfisse le forze repubblicane e riprese nel giugno del 1799 il controllo della capitale, dopo aver compiuto stragi e distruzioni. Il successo delle truppe sanfediste fu in gran parte determinato dall'intervento dei governi inglese, turco e russo i quali avevano inviato contingenti a sostegno del re borbone.

Sconfessato dal sovrano che non tenne conto delle onorevoli condizioni di resa da lui concesse agli insorti e caduto in disgrazia poco dopo, nell’ottobre 1799, lasciò la città in occasione del conclave e visse poi spesso a Parigi. Ritornò a Napoli solo dopo la Restaurazione. Lasciò alcuni volumi di economia e di tecnica militare), Fra’ Diavolo lottò per la riconquista del territorio segnalandosi nella repressione che seguì alla caduta della Repubblica Napoletana e ricevendo da Ferdinando IV la nomina a colonnello e il titolo di governatore della provincia di Itri-Gaeta, prima che Joseph-Léopold Hugo, padre del poeta Victor, lo catturasse mandandolo sulla forca, condusse ancora un'azione contro i Francesi.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO 4"

Voi forse avete pensato: Reno lo ha mandato a… farsi la barba altrove ed ha potuto continuare a lavorare senza essere interrotto; e invece, no! Eccetto quei cinque minuti che l’ho lasciato fuori del balcone, perché fumasse la sua sigaretta dopo il latte macchiato, si è messo seduto al mio fianco ed ha cominciato, mentre cercavo di scrivere qualcosa, a leggere a voce alta "Il dizionario filosofico" di Voltaire.

- Che cosa cerchi in quel dizionario?…

- la risposta all’affermazione del tuo professore di psicologia…

- ancora ci pensi? Te l’ho detto che avrà voluto ripagarmi della stessa moneta, io gli ho contestato la frase, lui mi ha sfottuto dicendomi cose sbagliate perché sapeva che non sono un latinista, né filologo…

- Eppure sono convinto che non ti abbia voluto prendere in giro, ma che era convinto di quanto affermava, quindi dobbiamo cercare un filologo o un latinista che ci spieghi l’arcano.

- L’arcano, addirittura! Frattò, ma stamattina ti funziona il cervello? Ti sei svegliato veramente oppure hai bisogno di un'altra tazzina di caffè?

- Sto scetate, nun te preoccupà, sto scetate!

- Nun me pare!

- Scusa, ma tu non hai un amico che ha vinto il premio come primo latinista d’Europa?

- Si, ma a quest’ora sta all’Università. No. Non è possibile; sta lavorando e non disturbo gli amici quando lavorano, io!

 Ce l’hai con me?

- No. Con quello che passa!

- Dovresti leggere le riflessioni di Voltaire, sulla libertà di pensiero, e i limiti dello spirito umano…

- … lo leggerò ancora cinquanta volte, ma questo non cancella la fatica che devo fare:rileggere i tre romanzi, oltre cento racconti e una quarantina di commedie? Per non parlare di tutta la saggistica… ma ci pensi? Acchiapperei quel testone di professore canterino e burlone come Pulcinella e gli farei fare tutto il lavoro.

- E’ inutile che ti arrabbi. Ma quando cavolo impari, e adesso lo dico io cavolo, a non fidarti di quello che ti è detto ma di andare a cercarti le cose e sapere dalla fonte le notizie che t’interessano? Questa storia mi ricorda quella della cassa mutua dei giornalisti, per aver firmato un lavoro ora stai ancora pagando la multa che ti hanno appioppato. Te vuò scetà? La poesia è fatta per chi sa ragionare, sa essere indisponente, sfottente, non per i sognatori… Sogni e sogni e vivi di sogni; perciò forse andiamo d’accordo, io sto sempre disperato senza un centesimo, perché il mio guadagno se lo mangia la mia ex moglie, e a te la pensione se la mangiano i furbacchioni che ti hanno fregato e continuano a fregarti.

- Non ne posso più, te vuò stà nu poco zitto?! Devo finire questo commento, altrimenti domani come faccio a farti mangiare gli spaghetti?

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LA POESIA DEL GIORNO

NELLE OMBRE DEL CREPUSCOLO

Nelle ombre del crepuscolo
sei tutta intera come ti vedo.
Nelle ombre che s'accorciano e allungano
sei tutta mia soltanto, come io ti voglio.

Labbra rosse e dolci come melagrano
in un eterno sorriso di beatitudine:
morbide come la serenità
pronte ad accarezzare le mie.

Seni radiosi come coppe di sole
fianchi come anfore greche,
tutta intera come albero forte,
vibrante come foglia bel salda.

Nell'ombra del crepuscolo sei tutta mia
margherita infinita dai petali bianchi
e dal pistillo odoroso di sole e d'amore.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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