11 settembre 1973
Colpo di stato militare in Cile

Alla fine del 1970, in Cile, la presidenza della repubblica fu assunta da Salvador Allende, appoggiato da un’alleanza di socialisti, radicali, comunisti e indipendenti di sinistra. Formando un governo di "Unità Popolare" Allende e la sinistra intendevano procedere energicamente sulla via delle riforme.

Ma la tenace opposizione della reazione non si fece attendere: prima con gli scioperi degli autotrasportatori e proteste di ceti preda della demagogia conservatrice, e poi col boicottaggio economico da parte degli Stati Uniti, che prima del governo Allende avevano forti interessi economici in Cile.

L'11 luglio 1971, infatti, Allende aveva nazionalizzato il rame, e gli U.S.A. non sono ricchi di questo metallo.

Per difendere gli interessi delle grandi compagnie americane gli Stati Uniti avevano fatto di tutto per strangolare il governo d’Unità Popolare, come per esempio l'immissione sul mercato di migliaia di tonnellate di rame delle loro riserve per farne crollare il prezzo, e con esso il Cile che da questo metallo trae l’80% delle sue entrate.

L’11 settembre 1973, la reazione, i colonnelli appoggiati dalla DC cilena e al soldo degli Stati Uniti, rovesciano il governo di Unità Popolare. Allende muore difendendo fino all'ultimo il suo ideale.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1967:La sonda americana Surveyor V si posa dolcemente sul suolo lunare e comincia a effettuare prelievi dal suolo lunare che essa analizza subito.

2001: I terroristi colpiscono il cuore degli USA: due aerei sono lanciati contro il simbolo della potenza, le due torri gigantesche; muoiono oltre tremila persone.

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RICORDIAMOLI

FEDERICO FELLINI

Federico Fellini nacque a Rimini nel 1920 morì a Roma nel 1993.

Dopo una giovinezza vivace, confluita in attività di giornalista e di caricaturista sui giornali L'Avventuroso e Marc'Aurelio e d’autore umoristico per la radio e il teatro di rivista, dal 1942 si dedicò interamente al cinema.

Dapprima fu scenarista per film interpretati da Fabrizi e, nell'ambito del neorealismo, per film di Rossellini, Germi e Lattuada; negli anni Cinquanta passò alla regia, facendo ricorso, quale autore di film sceneggiati con Flaiano e Pinelli, all'autobiografia e alle memorie di adolescenza nella provincia d'origine e affermando un lirismo e una dimensione barocca e fantastica della vita assai personali.

Esordì nel 1951 con Luci del varietà, firmato con Lattuada e proseguì da solo nel 1952 con Lo sceicco bianco, nel 1953 con I vitelloni, rivelando, tra l'altro, la capacità, dimostratasi poi inesausta, di creare tipi e coniare titoli destinati a entrare, anche all'estero, nell'uso corrente.

Dopo l'episodio Agenzia matrimoniale per Amore in città del 1953, diede nel 1954 con La strada, nel 1955 con Il bidone e nel 1957 con Le notti di Cabiria una trilogia ispirata a una sorta di oggettivismo o realismo "creaturale", di cui La dolce vita nel 1959, angosciante affresco sulla disgregazione di ogni valore nella Roma caput mundi, rappresentò da un lato la summa e dall'altro l'aperta rottura.

Dopo l'appendice di costume costituita dall'episodio del 1961 Le tentazioni del dottor Antonio per Boccaccio '70, il regista realizzò uno dei suoi film più alti con il racconto introspettivo di un film che non gli riusciva a realizzare solo nel 1963: . Nel successivo Giulietta degli spiriti del 1965, animato da un rutilante gioco di scenografie, volle trasferire in un personaggio femminile il ricamo delle proprie ossessioni.

Dopo un altro episodio, Toby Dammit nel 1968, dal racconto di Poe, incluso in Tre passi nel delirio, si accostò alla televisione nel 1968 con Block-notes di un regista, ritornandovi poi nel 1970 con I clowns, in cui celebrava l'amore antico per il circo.

Tra i due "special" diresse nel 1969, con un nuovo collaboratore alla sceneggiatura, Zapponi, Fellini Satyricon. Negli anni Settanta il cineasta tornò ancora, girando nel 1972 Roma e nel 1974 Amarcord, ai due poli della sua ispirazione: la capitale del suo cinema e la Romagna dei suoi sogni e condizionamenti infantili e adolescenziali. Ma nel Casanova del 1976, il suo universo si è per la prima volta aperto al continente Europa e il secolo dei lumi vi diventava pretesto per una metafora degli oscuri tempi attuali; metafora che si faceva apologo politico diretto nel mediometraggio televisivo Prova d'orchestra nel 1978.

Minore novità ha invece espresso il confronto con il femminismo, proposto nel 1980 da La città delle donne, mentre E la nave va del 1983 è un'opera lucida e ricca di allusioni metaforiche. Impegnative anche le successive prove del regista, Ginger e Fred, 1986; denuncia della volgarità dello spettacolo televisivo, Intervista, 1987 e l'ambizioso La voce della luna del 1990, tratto da Il poema dei lunatici di Cavazzoni.

Vincitore di ben quattro premi Oscar per il migliore film straniero: La strada, Le notti di Cabiria, , Amarcord, nel 1993 gli fu attribuito quello alla carriera.

Bibliografia
A. Solmi, Storia di Federico Fellini, Milano, 1962; B. Rondi, Il cinema di Fellini, Roma, 1965; C. G. Fava, A. Viganò, I film di Federico Fellini, Roma, 1987.

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L’ANEDDOTO
FATTI E PERSONAGGI "NON MANGIO…"

NON MANGIO…

"Non mangio, togli pure,
la minestra s’è freddata!"
"Devi mangiare qualcosa
non puoi digiunare, lo sai".

Il cucchiaio a mezz’aria vedo
il palazzo afflosciarsi e la gola si chiude.
"Non posso. Vuoi che mangi
col condimento di sangue e di polvere?
La sento che mi avvolge il cuore
lo stringe, lo spreme come limone":
Una lacrima cade nel piatto!

Se questa è ora di lavoro
ci saranno nella polvere e calcinacci
almeno cinquecentomila persone che
chiedono aiuto, che pregano,
che invocano di non voler morire.
Domani a noi diranno che le vittime
son poche e dopo un paio d’anni
ch’erano centomila dopo tre anni
ch’erano senz’altro oltre il milione.

"Non mangio, togli pure,
ho voglia, solo voglia di pregare
per le anime che stanno volando
verso il Signore, martiri
per volere di un "Pilato"
che sacrifica Cristo per dissetare
l’ambizione che gli cova dentro
e non vuole sapere perché".

Signore fa che il sacrificio non richiesto
diventi luce eterna per Tua benevolenza
consola le persone care che si consumeranno
in lacrime dirompenti fino a quando solo aridi
occhi non avranno la forza di vedere la luce
che abbraccia il dolore, lo culla e lo consola.

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

25
Mi han detto che domani
(6)
conoscerò un poeta!
Un poeta? Ma si può vedere un poeta?
Allora se domani - l'ha detto la maestra -
vedrò un poeta, se voglio posso
anche vedere gli angeli e parlargli?

6) Queste due, contrassegnate dai numeri 25 e 26 sono antecedenti, risalgono all'aprile 1941. Il Poeta di cui parlo è Enzo V. Marmorale (allora Ispettore scolastico). Dovevo ritrovarlo nel 1953, e dopo due anni mi fece pubblicare, a sue spese, dall'Editore C. Armanni di Napoli, "Note e Motivi", a cui scrisse anche la Prefazione.

26
Ho visto il poeta. Ma è un uomo!
Allora anche le mie sono poesie?
Ma che begli occhi profondi ha il poeta
e il suo sorriso... Ed il suo volto?...
Dio, come splende! Ha il sole in fronte.
Mi ha fatto recitare una poesia
in piedi sul banco e m'ha baciato.

Sono andato di corsa sul soffitto
quando ero alla mèta son caduto:
quattro punti sotto il mento
per tre giorni non ho mangiato.

27
Ho parlato, oggi, e per la prima volta
con Maria, la sorella di Michele.
Piangeva, l'ho rassicurata e Umbertino
ha detto: perché non vi fidanzate?
Le ho dato un bacio
e come pegno d'amore
le ho donato una fìbbia
strappata dalla cinghia di papa.

Non voglio lasciare Paduli.

Reno Bromuro da «Poesie della Vita» Ursini Editore Catanzaro 1991

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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