11 novembre 1940
L'attacco di Taranto

Ammiraglio CunninghamDopo l'armistizio italo-francese del giugno 1940, la flotta britannica del Mediterraneo, al comando dell'ammiraglio Cunningham, si era trovata sola di fronte alla flotta italiana, che era più potente.

Questa situazione difficile non piaceva all'ammiraglio inglese: egli decise quindi d'attaccare il più rapidamente possibile il porto di Taranto, dov'erano ancorate sei nostre corazzate.

Inizialmente, la data stabilita era il 21 ottobre, anniversario di Trafalgar, ma un incendio scoppiato a bordo della portaerei ìllustrious costrinse a rimandare l'attacco all'11 novembre.

Corazzata LittorioL'11 novembre 1940 la flotta inglese si portò al largo delle isole ioniche. Al calar della notte, l’ìllustrious e i cacciatorpediniere di scorta se ne allontanarono per avvicinarsi ai loro obiettivi. Nel pomeriggio, una ricognizione aerea aveva confermato che le sei corazzate si trovavano proprio a Taranto: "Tutti i fagiani sono nel nido!" esclamò Cunningham.

Alle ore 21 la prima ondata d'aerei prese il volo dall'ìllustrious: essa comprendeva alcuni Portaerei ìllustrious aerosiluranti e dei bombardieri, due dei quali erano incaricati di lanciare razzi illuminanti. Alle 23 furono sopra Taranto. I razzi illuminarono la base, permettendo agli aerosiluranti di sferrare l'attacco: uno di essi colpì la Conte di Cavour, altri due la corazzata Littorio, nuova fiammante.

Un'ora dopo arrivava la seconda ondata che colpi la Caio Duilio e ancora una volta la Littorio. Quando gli assalitori raggiunsero l'ìllustrious, la nostra flotta era ridotta alla metà. Gli inglesi avevano perso due apparecchi e un solo pilota. L'equilibrio delle forze nel Mediterraneo fu ristabilito per lunghi mesi.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1918:L'armistizio che pone fine alla Grande Guerra è firmato a Réthon'des, vicino a Compiègne.

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RICORDIAMOLI

VITTORIO EMANUELE III

Vittorio Emanuele III di Savoia nacque a Napoli nel 1869, si spense in esilio a Alessandria d'Egitto nel 1947, fu re d'Italia dal 1900 Vittorio Emanuele III di Savoia al 1946, imperatore d'Etiopia dal 1936 al 1943 e re d'Albania dal 1939 al 1943. Unico figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia, ebbe un'educazione severa e approfondita. Nel 1896 sposò Elena di Montenegro.

Salito al trono in seguito all'assassinio del padre, favorì una svolta liberale nella politica italiana chiamando a presiedere il governo Zanardelli e poi Giolitti. Riservatasi, secondo consuetudine, la supervisione della politica militare e della politica estera, favorì l'avvicinamento alla Triplice Intesa e dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel maggio 1915 appoggiò il presidente del consiglio Salandra nel forzare la maggioranza neutralista della camera a dichiarare guerra all'Austria-Ungheria. Vittorio Emanuele III passò tutto il periodo della guerra in zona d'operazioni, e le sue continue visite al fronte crearono il mito del "re soldato".

Nella crisi dovuta alla Prima Guerra Mondiale, pensò di poter proseguire nella sua politica di appoggio a Giolitti, ma condivise l'idea diffusa nella classe dirigente liberale di potere assorbire il fascismo. Di fronte alla "marcia su Roma" dei fascisti del 28 ottobre 1922, Vittorio Emanuele III rifiutò di firmare il decreto di stato d'assedio sottopostogli dal presidente del consiglio Facta e accettò di chiamare al governo Mussolini.Mussolini

Non si dissociò dal governo nemmeno in seguito all'appello delle opposizioni parlamentari in occasione del delitto Matteotti. Successivamente assecondò, di fatto, l'instaurarsi del regime fascista con la soppressione di ogni libertà politica e d'opinione, limitandosi a registrare il formale rispetto delle procedure legali nelle decisioni adottate. Nel 1936, insignito della corona imperiale d'Etiopia e nel 1939 del regno d'Albania, nonostante la sua personale contrarietà non si pronunciò contro le leggi razziali e l'alleanza con la Germania di Hitler.

Non si oppose nemmeno all'ingresso dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, che pure disapprovava, e cedette a Mussolini il ruolo di comandante supremo, tradizionalmente tenuto dai sovrani. Dall'inizio del 1943, tuttavia, con il suo entourage studiò il modo di destituire il duce e uscire dalla guerra, cogliendo l'occasione del voto del Gran Consiglio del Fascismo del 24-25 luglio 1943, che chiedeva al re di assumere nuovamente i supremi poteri militari e politici, per fare arrestare Mussolini e avviare segrete trattative di pace con gli Alleati. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 abbandonò Roma e si rifugiò con il governo Badoglio a Brindisi. Ritiratosi a vita privata nel luglio 1944 delegando i suoi poteri al figlio Umberto come luogotenente generale del regno, si rifiutò di abdicare, nonostante la richiesta di tutte le forze politiche, se non nel maggio 1946, alla vigilia del referendum istituzionale.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

Col freddo intenso, la tramontana che gela i rami degli alberi, io che ballo la tarantella per recuperare calore, quando una bussata perentoria alla porta mi fa sobbalzare e prima che vi giunga devo fare alcuni saltelli. Ti pareva, chi vuoi che vada in giro con questo tempo? Frattocchia! E’ proprio lui, senza cappotto, senza cappello e… non l’avevo notato subito, senza giacca: ho avuto brividi di freddo uno più forte dell’altro.

- Che ci vai girando alle sei del mattino, come ‘nu spetulanzone?

- Non ti arrabbiare, non ho un centesimo, ho voglia di caffè, mangiare qualcosa, perché ieri sera non ho cenato…

- Dimmi la verità. Vuoi che ti cucini un piatto di spaghetti?

- Addirittura! Che… sfotti?

- Non mi permetterei mai! Sei troppo importante; e poi, egoisticamente parlando, mi sei necessario, chi mi corregge gli errori se mi vieni a mancare?

- Aggie capito. ‘O ccafè m’o piglio si mo facc’j. So capitato ‘int’’a ‘nu brutto mumento?

- No, Frattò, si capitato a pennello. Sono in crisi…

- O Dio, perché?

- Per un articolo…

- Articolo di che?

- Grammaticale…

- Sarebbe?

- Davanti al sostantivo "psicologo" che articolo usi?

- Lo. Perché tu insisti con l’articolo Il?

- Non sono io ad insistere. E’ dal 1973 che me lo porto nella zucca. Io ricordo che il Migliorini nella sua grammatica afferma che i sostantivi che iniziano per S – Z – GN e quelli che iniziano per PS – PN pur richiedendo l’articolo IL si usa l’articolo LO…

- E per così poco la fai tanto tragica?

- Beato te che la prendi sempre con filosofia – Intanto il caffè è in ebollizione e sta uscendo -, io sono tormentato, ci pensi… dal 1973 ad oggi quante volte ho usato l’artico il al posto di Lo davanti a Psicologo, Psichiatra, Pneumatico ecc…?

- Qualcuno ti ha richiamato per questo?

- No. Ne parlavo ieri mattina con Remil e mi è venuto il dubbio che il Professore di psicologia abbia voluto vendicarsi perché gli avevo contestato la paternità di una frase che lui aveva attribuito a Laubenthal, ed io lo corressi sottolineando che la detta frase è di Baumgärtel; così ho sempre scritto e detto il psicologo.

- … Senti i biscotti, tua moglie dove li tiene? Sai, mi faccio un bicchiere di latte macchiato e mangio quattro cinque biscotti, ti dispiace?

- E perché? Sei a casa tua!

- Senti se hai voglia di litigare dillo subito che mi corazzo e ti affronto.

- Ci sono tante cose più importanti…

- E sarebbero…

- Sono in crisi e non solo per l’articolo da anteporre a "psicologo", "psichiatra", "peumatico"…

- La vuoi smettere?! Allora si può sapere che hai?

- E’ da sabato che non prendo le medicine per il diabete, le farmacie sono chiuse…

- Ma se in zona ce ne sono cinque, possibile che siano state tutte chiuse?

- Una era aperta ma molto lontana da casa…

- Il problema dove sta? Potevi andarci!

- Aggie capito con te nun se può parlare… Pigliate ‘o cafè, che io me ne vado a lavorare…

- Mi servono almeno un centinaio di euro… devo comprare una grammatica italiana, così te la regalo…

- Ma va’ a…

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LA POESIA DEL GIORNO

TI VEDO GIOCARE CON LA LUCE

Ti vedo giocare con la luce
tremi di gioia come un fiore sull'acqua
o uccello sul ramo in un giorno di vento.

Palpiti come un cuore impazzito
quando perduta nei sogni senza sonno
mi stringi raggiante fra le braccia
odorosa come un giorno di primavera.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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