11 agosto 1999
Eclisse totale

Milioni di persone hanno guardato l’ultima eclisse totale del millennio. In Italia è stata solo parziale, ma il fenomeno è stato visibile al 95% in Alto Adige. Durante l’eclisse, l’Istituto lucchese per la ricerca astronomica ha annunciato la scoperta di un asteroide.

IL DIARIO DEL GIORNO DELL’ECLISSE

Ore 6.30, mi ritrovo a guardare le immagini del tempo prese da Internet. La faccia assonnata di fronte alla luce bluastra dello schermo del computer. E' estate, ma non per buona parte del centro Europa. Da un paio di giorni le previsioni sono sullo stesso tono. Eclisse

Una prima perturbazione se n'é andata; un'altra la segue a ruota a breve distanza. Un piccolo spazio di cielo un po' meno nuvoloso, basterà? Nei giorni passati avevo già vagliato tutte le possibili alternative. Incollato al computer arrivo alle 7,30, il sonno mi è passato, mi alzo un attimo per andare a rifornirmi di acqua. Scarto una caramella, tanto per vincere il nervosismo che l’ansia mi ha messo addosso. Da Internet mi pervengono, da un sito situato in Austria, immagini nitide, mi metto comodo e aspetto. Intanto guardo cosa accade: qualcuno tira fuori un cappio dedicato a chi vuol parlare del tempo. Qualche altro tira fuori la pizza del giorno prima.

Ore 10.15, nubi nere come la pece si avvicinano inizia a piovere. Uno scroscio breve, ma intenso.

Ore 10.45, il sole fa timidamente capolino fra le nubi, ma ora si vede, ora no.

Ore 11.19, uno sprazzo di luce. La Luna incomincia ad invadere il disco del Sole, l'eclisse é iniziata. Le nubi non allentano la presa. Il sole é visibile solo a sprazzi, sufficienti per vedere qualche buona immagine della fase parziale. Le nubi passano lentamente su di noi, una ad una.

Ore 12.30, a circa dieci minuti dalla fase totale la luce si fa strana: le nubi vicine al sole non sono più bianche, ma hanno preso una sfumatura rossastra che ricorda l'arcobaleno; l'erba non é più verde come pochi minuti prima; un vento ancor più freddo si alza lentamente. Una grossa nube bianca sta per oscurare il Sole, proprio nel momento sbagliato.

Ore 12.38, tre minuti alla totalità, ormai il cielo non é più lo stesso, i colori sono cambiati. La grossa nube é ad un passo dal Sole. Gli occhi sono fissi nel monitor, ma é troppo presto. Due minuti, un minuto alla totalità, si inizia a vedere Venere. Manca ancora un minuto. I secondi passano inesorabili, l'eccitazione cresce. La nube incombente é miracolosamente scomparsa. Sembra di vedere per terra delle strane piccole ombre a forma di serpente che si muovono velocemente, oppure vedere arrivare da lontano l'ombra scura della totalità.

Ore 12.41, la luna si posiziona esattamente davanti al Sole. E' come se qualcuno girasse un interruttore. Il paesaggio si fa scuro, la corona del Sole si illumina; anche ad occhio nudo si intravede il rossore della cromosfera.

Ore 12.43, all'uscita dalla fase di totalità l'anello di diamante é bellissimo.

Lo spettacolo é finito, i due minuti e venti della totalità sono parsi ai più durare come trenta secondi. Ormai il mio pensiero corre al 21 Giugno 2001, alla prossima eclissi totale.

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RICORDIAMOLI

SUICIDIO DI LUIGI LOMBARDINI

Luigi Lombardini, Procuratore Capo della Pretura di Cagliari, specializzato in sequestri di persona è indagato per le somme pagate per il riscatto di Silvia Melis insieme all’imprenditore Nicola Grauso e all’avvocato Antonio Piras, dopo sei ore di interrogatorio da parte del pool di Palermo guidato da Giancarlo Caselli, prima della perquisizione del suo ufficio vi si rinchiude e si uccide sparandosi un colpo di pistola.

Nato nel 1935, originario di Villacidro, entra giovanissimo in Magistratura e, dopo un periodo di "apprendistato" in Preture di provincia, passa ben presto all'Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, dapprima come semplice Giudice Istruttore, quindi come Capo, dove si occupa pressoché esclusivamente di sequestri di persona con mirabolanti risultati: svolgerà quasi cento istruttorie, perlopiù concluse con l'individuazione e la cattura dei colpevoli dei sequestri, e riuscirà ad assicurare alla giustizia ben 37 latitanti, ottenendo il plauso e collaborando strettamente con vari uomini politici e di Governo, quali il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell'Interno Vincenzo Scotti, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi e, verosimilmente, i vertici dei Servizi Segreti.

Una tegola sulla sua carriera è il noto "Caso Manuella", ossia il giallo della scomparsa del giovane penalista cagliaritano Gian Franco Manuella, nel 1981, che vedrà un'istruttoria condotta dal Giudice Istruttore Fernando Bova, pubblico ministero Enrico Altieri, che porterà all'ingiusta carcerazione di quattro stimati avvocati, tutti assolti in dibattimento. Lombardini era il capo dell'ufficio istruzione e sarà appena sfiorato dallo scandalo, ma magistrati e avvocati di sinistra ne approfitteranno comunque per cercare di sminuirne il ruolo, chiedendo e ottenendo la cessazione della sua applicazione, per seguire i sequestri di persona, ai Tribunali di Oristano e Tempio. Nel 1989, con l'entrata in vigore del nuovo Codice di Procedura Penale, l'Ufficio Istruzione viene sciolto, e Lombardini è nominato capo della Procura della Repubblica presso la Pretura di Cagliari, ufficio preposto ad istruttorie su reati minori. Nondimeno, continuerà a occuparsi informalmente, talora per richiesta di uomini di governo o di colleghi, di vari sequestri di persona, dei quali non aveva titolo per occuparsi quali: il sequestro, in Toscana, di Esternane Ricca; il sequestro di Farouk Kassam; il sequestro di Miria Furlanetto; purtroppo, il sequestro di Silvia Melis.

Nel 1996, su iniziativa del PM sassarese Gaetano Canu, viene sottoposto a inchiesta, finita nel nulla, per sue asserite pressioni perché si disponesse il dissequestro di un titolo di credito estero, un draft emesso nello Zanzibar; il tutto in singolare coincidenza con l'inizio della "corsa" per la poltrona di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, il procuratore Franco Melis era andato in pensione a giugno e con una simultanea, furiosa campagna di stampa da parte del quotidiano sassarese La Nuova Stampa, schierato su posizioni di sinistra.

Nel novembre 1997, subito dopo la liberazione di Silvia Melis, Luigi Lombardini viene indagato per favoreggiamento in concorso con Nicola Grauso; in realtà, a quanto pare, discrete indagini nei suoi confronti erano in corso da diversi mesi, in particolare da parte del sostituto Paolo De Angelis, che faceva intercettare le utenze di Grauso.

L'11 agosto 1998, il dramma: all'esito del proprio interrogatorio, avvenuto nei locali della Procura presso il Tribunale di Cagliari, presenti Caselli e altri quattro sostituti, viene comunicato a Lombardini che deve essere perquisito il proprio ufficio: Lombardini fa strada a magistrati e ufficiali di PG verso l'ufficio, dove però, fulmineamente, si chiude dentro e si spara un colpo di pistola alla bocca. Il suicidio di Lombardini scatenerà infernali polemiche, con infuocate accuse a Giancarlo Caselli e a tutta la Procura palermitana, ma anche a magistrati cagliaritani, tra i quali vi erano molti nemici di Lombardini come Mario Marchetti e Paolo De Angelis, da parte di Nicola Grauso, Vittorio Sgarbi e dello stesso Procuratore Generale Francesco Pintus. A tutt'oggi, si è ben lontani dalla verità sulle cause che determinarono il suicidio di Lombardini, sulle quali è in corso un'inchiesta da parte della Procura di Caltanissetta; sarebbe ancora aperta, altresì, l'infamante inchiesta post mortem aperta a Palermo sull'asserita esistenza di una rete parallela e illegale di fuorilegge e ufficiali di PG che sarebbe stata a disposizione di Lombardini per intervenire e interferire sulle indagini sui sequestri di persona. Inchiesta che si fonda sul nulla, poiché altro non vi è se non l'estrema devozione per Lombardini di chiunque ha lavorato con lui.

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IL FATTO
UN POETA AL GIORNO
"FRANCESCO SALVADOR " DESIDERIO DI LUCE

Francesco Salvador è nato a Vittorio Veneto il 10 Marzo 1957, abita a Venezia e insegna a Mestre in una scuola elementare. Ha esordito come poeta nel 1984 con tre poesie pubblicate in un settimanale locale. Nel 1985 sono uscite le sue due prime raccolte di liriche: "Vuoto a perdere", stampato in proprio e "Senza un cenno d’intesa", edito dalla tipografia Folin di Venezia. Nello stesso anno inizia una costante collaborazione, con il quindicinale "Il Gazzettino Illustrato" di Venezia. Nel 1987 vedono la luce "Le sere piegate" sempre da Folin e "Poesie", una "Mini raccolta" inserita in un numero de "Il Gazzettino Illustrato", e vince il premio "Voltaire", il primo concorso nazionale di liriche svoltosi a San Donà di Piave.

Nella sua poesia vi è un pensiero di gusto pirandelliano: un uomo è sempre quello e sempre diverso, a seconda che chi lo vede è la mamma o la fidanzata o la moglie, i figli o gli amici, il principale o i dipendenti, lui stesso: tante carte aperte a ventaglio nella sinistra, e tutte con una stessa figura sempre quella e quella mai. È quel che avviene allo stesso uomo, a seconda che lo vedano gli occhi della tecnica o gli occhiali della filosofia contemporanea. La tecnica potenzia quest'uomo, ridimensionandone la macchina corporea e i sensi in un super organismo meraviglioso e mostruoso, che calza gli stivali della luce per muoversi, che scruta l'infinitamente piccolo e l'infinitamente lontano, che vede attraverso un corpo opaco e nel ventre del sottosuolo, che gioca a scalare i pianeti e a lanciare messaggi interplanetaria che immobilizza la forza delle sue braccia con le macchine, il lavoro delle sue mani coi robot tuttofare, l'attività della mente con la precisione e la rapidità del cervello elettronico.

Ma nell'atto stesso in cui da diverse parti si denuncia il fallimento delle coscienze come unica vera attrazione all’esistere, ecco che si leggono foglietti appuntati con spilli e scritti di questa o quella tendenza: "una parvenza fissata da un nome", afferma Croce, "sentinella del nulla" sottolinea Heidegger, "destinato naufrago" asserisce Jaspers, "inutile passione" sospira Sartre. Sono le conclusioni fallimentari che alcuni artisti, nel disorientamento poetico contemporaneo, che traggono da un loro bilancio sull'uomo e sulle sue opere artistiche dalla poesia alla scultura, dalla pittura alla musica, mentre la tecnica si adopera a renderlo sempre più sicuro dei segreti della natura e delle leggi dello spazio. Due aspetti, due realtà, due stati d'animo; orgoglio e angoscia vanno, per cosi dire, a braccetto per il mondo, e si mescolano in combinazioni le più varie e impensate, si richiamano e si respingono l'un l'altro, si danno risalto e si negano, si completano e si distruggono, esasperando e complicando problemi che sono sì antichi quanto l'uomo, ma che ci si presentano in una dimensione nuova.

Primo fra tutti e tale da racchiudere in sé tutti gli altri, come somma in cui son presenti tutti i numeri messi in colonna o come seme da cui hanno principio tronco e rami, il problema della cultura, al quale è legata la legge fondamentale dell'umanità, e cioè il suo sviluppo integrale e la costruzione della sua esistenza al di là del momento presente.

C'è da chiedersi: le operazioni vitali della coscienza si fermano alla ricerca febbrile di una realtà contingente, che ci assicuri utilità e potenza, o non vanno piuttosto al di là e non denunciano come un istinto di ricerca di una realtà prima la quale è essere e bene per la stessa sua essenza, e che noi chiamiamo Dio? Il valore è questa realtà empirica che noi dominiamo, quest'attivismo produttivistico, questo concepire il progresso come sfruttamento sempre più intenso delle risorse del capitale planetario, questa capacità di offesa bellica a sorpresa, o l’affermazione di Goffredo in Crisi dei valori è: "ciò a cui lo spirito umano riconosce un pregio intrinseco e in cui ravvisa una norma ideale alla quale gli atti umani sono portati a informarsi e ispirarsi?"

DESIDERIO DI LUCE
di Francesco Salvador

Gli amici spariti
non torneranno all’alba
eppure basta
andare dove
scorre il discorso
ad ogni stagione
e puoi trovarci
una loro parte
e così gli affetti
possono rivivere
anche se per poco
in una risata
in un dialogo
improvvisato, occasionale,
e ti sembrerà
d’essere amato
come ieri,
le vie prima sfinite
riprenderanno forza
quelle mai percorse
saranno amiche
nei santuari gelidi
dei sentimenti ibernati.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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