10 maggio 1997
Ferimento della studentessa romana
Marta Russo

Marta Russo, 22 anni, studentessa di legge presso l’università "La Sapienza" di Roma. Viene ferita mortalmente alle 11.40 del 9 maggio 1997 mentre passeggia con un'amica; muore dopo cinque giorni di coma.Marta Russo

Dagli incartamenti del processo un dialogo intercorso tra i due o tre imputati del "delitto".

A - Ma sei davvero convinto che ciò che insegniamo ha un fondamento di verità?

B - Scherzi? Guarda, te l'assicuro: in mancanza di luogo, movente e arma, un delitto non può essere risolto. Te lo posso dimostrare: domani uso quella pistola giocattolo modificata e sparerò un proiettile nel viale, mandandolo a conficcare nel muro di fronte. Vedrai che gli inquirenti indagheranno e non capiranno nulla…

A - Ma non sarà pericoloso?

B - Stai tranquillo: sparerò dalla stanza sei; chiederò a Lipariota di coprirci…

Forse l'arma non precisa, oppure la scarsa mira, oppure la ragazza si è mossa all’improvviso, oppure un attimo di follia a cercare un bersaglio umano e non il muro, oppure chissà cosa. Quel proiettile ferì mortalmente Marta Russo, che dopo cinque giorni di coma muore.

Gli inquirenti sono disorientati per l'apparente mancanza di un movente. Marta era una ragazza che conduceva una vita assolutamente normale in cui non c'erano oscuri intrecci che potevano portare ad un delitto passionale o a vendette. Si pensa ad uno scambio di persona o ad un errore. La perizia balistica indica che il proiettile è partito dal primo piano dell’Università. Vengono perquisite le finestre del primo piano e nelle tende dell'aula sei vengono rinvenute tracce d’esplosivo. E' quella l'aula data in uso agli assistenti universitari. S’indaga sul corpo insegnanti e ci si trova a dover affrontare una feroce omertà che conduce, il 13 giugno 1997, all'arresto di Bruno Romano per favoreggiamento nei confronti d’ignoti. Al docente viene contestata una serie di "attività di ostacolo alle indagini", cioè consigli e raccomandazioni rivolte ad altri testimoni affinché tacessero, o raccontassero in maniera diversa dalla realtà, quello di cui erano a conoscenza. La svolta delle indagini è stata quella di stabilire che in colpo è stato esploso dalla stanza numero sei. A questo punto, infatti, gli inquirenti hanno una serie di dati; eccoli:

1. Marta Russo è stata ferita alle 11.42 (ora emersa dal tabulato TIM che ha registrato la chiamata al 113 da parte di uno studente)

2. dal telefono della stanza sei sono state fatte due telefonate dalla dottoressa Maria Chiara Lipari, una alle 11.44 e una alle 11.48 (ancora tabulati TIM). La conclusione degli inquirenti è che Maria Chiara Lipari è l'assassino oppure ha visto l'assassino.

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RICORDIAMOLI

FRANZ KAFKA

Franz KafkaFranz Kafka nacque a Praga nel 1883 e morì a Kierling, Vienna, nel 1924. Figlio di un ricco commerciante ebreo, si laureò in legge e fu dal 1908 al 1923 impiegato in una società di assicurazioni. Affetto da tubercolosi tracheale, visse isolato, in tormentati rapporti con le donne, fra le quali Felice Bauer, sua fidanzata per due volte, Milena Jesenska, destinataria di un cospicuo epistolario che va dal 1920 al 1922, edito nel 1952, e Dora Dymant, con cui convisse.

Solo nel 1974 sono state pubblicate le inedite lettere alla sorella Ottla, parte di una corrispondenza che doveva essere molto più vasta. I suoi amici furono Urzidil, Kubin, Werfel, Buber e soprattutto Brod, biografo, critico e editore degli inediti, tra cui "Il processo" e "Il castello" e numerosi racconti che il testamento di Kafka voleva dati alle fiamme.

Aveva pubblicato fino ad allora soltanto delle brevi prose e "La metamorfosi", dove un uomo si desta una mattina trasformato in scarafaggio e, aborrito da tutti, sarà alla fine schiacciato dal padre.

Ma nel primo decennio del secolo aveva composto anche "Descrizione di una battaglia", in cui domina la plurinterpretata figura dell'orante. Seguirono "La condanna", in cui il figlio ribelle al padre è condannato al suicidio, e il romanzo America, edito nel 1927 che, rimasto frammento, narra la storia di un sedicenne ignaro che, avendo ingravidato una serva, è inviato dalla famiglia in America presso uno zio; lo zio ben presto lo respinge, così come lo licenzia l'albergo presso cui ha trovato lavoro.Milena Jesenska

Dopo "Nella costruzione della muraglia cinese", che descrive l'interminabile lavoro di masse guidate da una burocrazia capillare e assurda, si hanno i racconti Nella colonia penale e Il medico di campagna.

Ma Franz aveva già abbozzato i suoi capolavori, Il processo e Il castello, congiunti da un'esperienza essenziale, quella kafkiana per eccellenza: l'uomo si trova, senza colpe manifeste, in stato d'accusa, nelle mani di un'autorità assoluta e temporeggiatrice che non si dà mai a conoscere e i cui ingranaggi, burocratici, incarnano l'assurdo e insieme l'assoluto.

Una sorta di divieto alla felicità e all'amore per la donna grava sulla vittima, che non perde tuttavia mai una sua contraddittoria speranza in una legge superiore che invia ambigui messaggi di grazia al singolo: così come l'autore non cessa mai di credere nella possibilità di dominare l'angoscia con l'esercizio dell'arte, specie di reiterata, quotidiana stesura del proprio testamento.Felice Bauer e Franz Kafka

I nessi fra tale visione della condizione umana e l'uomo vanno ricercati, oltre che nei Diari, anche in Lettera al padre, esplosione del complesso edipico in un ebreo lacerato fra la disumanizzata società borghese, il morente mondo asburgico e la tradizione mistica chassidica dell'Europa orientale.

La condizione di umiliata solitudine del singolo e il conflitto dei figli coi padri, motivi dominanti anche nell'espressionismo, si configurano in un duplice senso di colpa, verso la religione ebraica e verso la miseria delle masse ebraiche, e quindi in un impulso di autodistruzione, che nei suoi personaggi si concreta in suicidio o in pena capitale.

Lo stile, limpido e logico, vicino a quello delle parabole, geometrizza il reale rendendolo surreale e il possibile rendendolo allucinatorio e rivela la nuda struttura allegorica o addirittura aforistica degli eventi; la vita e la trascendenza, la legge umana e la legge divina, entrambe proiezioni dilatate del padre, contraddittorie e inconoscibili, sono peraltro assimilate, con una conversione nel grottesco, allo spettacolo di un circo sotto il tendone, al quale non si ha però accesso.

Dora DymantTra i racconti dell'ultimo anno di vita sono La tana, rantolo d'angoscia di un animale che teme ogni istante l'attacco di un immaginario mostro, che è lo sdoppiamento del suo stesso io, e L'artista del digiuno, dove in un digiunatore di professione che si esibisce in un circo è adombrato l'artista col suo orgoglio e la sua atroce estraneità alla vita.

Insignito di un premio letterario già nel 1915, divenne famoso soltanto dopo il 1930 e trionfò negli anni Cinquanta, suscitando schiere d'imitatori e un vero e proprio kafkismo. Attirò su di sé l'attenzione di tutta l'Europa occidentale e degli U.S.A., influenzò autori come Sartre, Beckett e Camus, mentre restava relativamente sconosciuto in Germania anche a causa dell'anatema nazista.

Mentre Brod sottolinea in Kafka la speranza e la componente mistico-profetica, la critica marxista, che recupera solo dopo il Sessanta, ne rileva la partecipazione alla miseria sociale. Nel 1990 sono stati raccolti, nel volume Lettere ai genitori 1922-1924, 32 documenti, tra lettere e cartoline, ritrovati quattro anni prima. La loro lettura ha permesso di ricostruire il viaggio in Europa che tra l'estate del 1922 e la primavera del 1924 lo portò dalla Boemia, passando da Berlino, alla clinica austriaca di Kierling, dove si spense. L'ultimo scritto è del 2 giugno 1924, il giorno prima della morte.

Bibliografia

G. Baioni, Kafka, romanzo e parabola, Milano, 1962; L. Lombardo Radice, Gli accusati, Bari, 1972; E. Canetti, L'altro processo: le lettere di Kafka a Felice, Milano, 1973; M. R. Franzoi Del Dot, Kafka, Siena, 1990.

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UN POETA AL GIORNO - EMERGENTE

MARISA CORDIOLI

Marisa Cordioli è nata a Verona, sposata, ha tre figli. È laureata in Medicina ma si occupa prevalentemente della famiglia. Operatore di tecniche di rilassamento, si interessa di psicologia e problemi riguardanti la coppia e la famiglia.

Persona eclettica e con diversi interessi:viaggiare,dipingere,leggere,fotografare,ha frequentato un corso di grafologia e lezioni di inglese,francese e arabo; ha scritto poesie fin da bambina ma solo ora si è resa conto di quanto sia bello condividere quelli che chiama "giochi di parole" con le altre persone.

Non l'immedesimazione, ma una profonda analogia espressa dalla parola che apre la poesia è quella che troviamo in "no perché devi ottenere qualcosa". Il punto più alto, anche per ragioni formali, della poesia di Cordioli, e forse non solo di questa, secondo un mio modesto giudizio, ma che anche altri condividono largamente. Un'analogia, tra il consiglio diretto della mamma alla figlia: donna amata, ma che si spinge oltre i versi che contengono, come è stato detto, "una piena trama biologica che attraverso l’amore per la figlia, l’attaccamento si fa storia dell'uomo e del cosmo". Ed è una storia di impegni, di superamenti incredibili, di una vittoria che può giungere là solo dove ogni speranza continua ad ardere e continuamente fa scoccare la scintilla della speranza e della comprensione. Siamo nel cuore più intimo e più intenso dell'ideologia; e nella riconferma della funzione della donna che traspare ancora dal suo occhio di mamma, tramite lo sguardo.

Ma ciò che più colpisce e che costituisce il miracoloso equilibrio è la simbiosi, ombelicale che fa vibrare questi versi; è, la fedeltà al tema naturalistico enunciato dalle raccomandazioni poste come soggetto attraverso un discorso rispettosissimo tra madre e figlia.

E’ accaduto di descrivere,quasi all’insaputa, una sorta di itinerario dell'utilizzazione cordioliana, che dalla freschezza della riproduzione immediata della percezione sensibile, ha portato, attraverso una lunga serie di sviluppi, fino ad alcune costruzioni poetiche e filosofiche.

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LA POESIA DEL GIORNO

TERRA AMATA

Terra, terra madre amata
bagnata di lacrime e sospirata
da singhiozzi e nostalgia;
terra, terra conquistata
impregnata di speranza
di sudore e lacrime inconsolate.
La casa, il lavoro, la vita è terra!
Il navigante la sospira, la scopre;
il contadino la respira, la conosce,
la terra diventa il suo mare immobile
e in quel mare bruno semina il futuro
fatto di giorni ordinati uguali,
uno dietro l’altro come un treno merci
lungo perché carico di speranza
come la vita è stracolma d’attesa.

Reno Bromuro (da Musica Bruciata.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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