10 aprile 1972
Oberdan Sallustro
è assassinato a Buenos Aires

Oberdan Sallustro, direttore della FIAT argentina, è assassinato a Buenos Aires da gruppi terroristici. Era stato rapito il 21 marzo. Degno di nota e ammirazione, anche se oggi può sembrare incredibile, è anche all'inizio degli anni Settanta il tentato ritorno di Juan Domingo Perón in Argentina, poi riuscito nel 1973. Juan Domingo PerónIl progetto politico di Perón, assai più ambiguo, negli anni '50 paladino di una terza posizione tra blocco capitalista e blocco comunista, è valutato da molti esponenti della sinistra con grandi speranze, anche per il favore con il quale, dall'esilio spagnolo aveva considerato l'azione dei guerriglieri Montoneros, che tra l'altro, nel 1972, avevano rapito e ucciso il dirigente della Fiat argentina Oberdan Sallustro.

Ma sono le vicende cilene che occupano un posto d’assoluto rilievo nel dibattito italiano degli anni settanta. E' con la vittoria elettorale di Unidad popular e la presidenza di Allende che la storia cilena esce dai confini nazionali e s’impone all'attenzione non solo italiana, ma mondiale. Nel sistema dei partiti cileno quello italiano si rispecchia pienamente e i nostri tre partiti di massa, democristiano, socialista e comunista, registrano antiche solidarietà con i loro corrispettivi cileni. Ma nella coalizione di governo di Unidad popular sono presenti anche il Partito radicale, i Cristiani per il socialismo e il MIR (Movimento izquierda revolucionaria); in essa sono presenti sia le istanze moderate e gradualiste di riforma sociale sia le spinte rivoluzionarie. Comunque è il tentativo di realizzare il socialismo per via parlamentare che fa dell'esperimento cileno qualcosa di inedito e che rende ancora più affascinante e intrigante il laboratorio politico latinoamericano soprattutto in un momento in cui, Cuba, ormai completamente subalterna a Mosca registra, tra gli intellettuali e politici italiani, una perdita di consenso e comunque molte perplessità. L'esigua maggioranza con cui Allende viene eletto grazie all'appoggio esterno, in parlamento della DC, il fatto che la sua posizione gradualista risulta essere minoritaria all'interno della UP e del suo stesso partito, non vengono, in Italia, tenuti in debito conto.

Il bombardamento, la morte del Presidente, lo stadio lager, le fucilazioni sommarie, la giunta militare e le fosse comuni, le responsabilità della DC cilena per aver negato, a partire dal 1971 il suo appoggio ad Allende e aver favorito il colpo di stato irrompono nella società italiana provocando un movimento di massa incomprensibile se non si indagano i profondi e articolati rapporti di solidarietà con il Cile. Lo sgomento, in primo luogo, è quello di chi non credeva possibile un tale stravolgimento in un paese di consolidate tradizione democratiche; lo sgomento è anche quello di chi comincia a chiedersi se una tale svolta può essere possibile in un paese come il nostro, così vicino al paese andino.

Tutte le forze politiche italiane si sentono chiamate ad analizzare il golpe. Ma l'analisi più incisiva e maggiormente densa di conseguenze a livello politico è quella condotta da Enrico Berlinguer nei famosi tre articoli pubblicati su Rinascita il 28 settembre, 5 e 12 ottobre 1973. In questi tre articoli il segretario del Partito comunista analizza a fondo quelli che lui chiama gli insegnamenti del Cile, importanti non soltanto per la sinistra italiana, ma anche per tutta la sinistra europea. Tali insegnamenti si concretizzano fondamentalmente nell'acquisizione della consapevolezza che la sinistra non può andare da sola al governo senza una maggioranza elettorale e soprattutto sociale. Né può, in una situazione di conflitto acuto, sfidare apertamente i poteri corporativi se vuole vincere la sua battaglia. Queste riflessioni portano Berlinguer ad aprire quella fase storica del Partito comunista di ridefinizione della strategia delle alleanze conosciuta con il nome di compromesso storico. Salvador Allenda

La politica della maggioranza della DC è di dissociazione dal colpo di stato, di condanna della violenza ma anche di pesanti critiche a Unidad popular e di minimizzazione della responsabilità dei democristiani nel processo culminato nella presa del potere da parte dei militari. Marcello Gilmozzi, in una serie di articoli apparsi sul Popolo , offre un'analisi spietata delle contraddizioni interne del governo di Unidad popular e della sua incapacità di governare le tensioni sociali. Insomma in Italia, le vicende cilene diventano il pretesto per i partiti politici di rifare i conti con il passato, riaprire giochi e ridefinire alleanze di fronte a una situazione, come quella dell'Italia degli anni settanta, densa di tensioni. Il dibattito alla Camera dei deputati del 26 settembre del 1973, su cui sarebbe importante soffermarsi a lungo, offre un quadro politico dell'Italia di estremo interesse perché l'intreccio tra le riflessioni sulle vicende cilene e sulla situazione italiana è molto fitto.

Andrebbe accuratamente analizzato per capire uno dei tanti lati oscuri delle dinamiche italiane di quegli anni. Ci limitiamo a notare che, con la sola eccezione del Cile e, nei circoli della sinistra militante, della guerriglia centroamericana, Nicaragua e Salvador, a partire dalla fine degli anni settanta l'America latina in Italia non è più mito. Il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro chiude una stagione d'interesse per quella regione del mondo.

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RICORDIAMOLI

LA BATTAGLIA DI CULLODEN

La battaglia di Culloden si svolse il 16 aprile 1746: l'inglese duca di Cumberland vi sconfisse le truppe scozzesi di Carlo Edoardo Stuart, nipote di Giacomo II, re d'Inghilterra e, come Giacomo VII, di Scozia. Secondogenito di Carlo I, esule in Francia dopo la Rivoluzione del 1641 - 1649, rientrò in Inghilterra nel 1660, con la restaurazione della monarchia, e sposò nel 1660 la figlia di lord Clarendon, dalla quale ebbe Maria e Anna. Convertitosi al Cattolicesimo e rimasto vedovo, sposò la cattolica Maria di Modena.

Succeduto nel 1685 al fratello Carlo II, dopo aver represso con facilità la ribellione del figlio illegittimo di Carlo II, Monmouth, alimentò la reazione dei Protestanti con il suo assolutismo e la politica filocattolica. La nascita di un figlio maschio e il conseguente rischio di un consolidamento cattolico della monarchia indussero il parlamento a dichiarare decaduto Giacomo e a offrire la corona a sua figlia Maria e al marito di questa, il protestante Guglielmo di Orange, statolder d'Olanda, che nel 1688 invase l'Inghilterra e sconfisse Giacomo nella battaglia di La Boyne in Irlanda. Giacomo visse da allora in esilio in Francia.

Carlo Edoardo re d'Inghilterra dal 1272 al 1307. Aiutò il padre Enrico III a soffocare la rivolta dei baroni e partecipò alla VII Crociata. Salito al trono avviò una vigorosa politica di espansione: annetté il Galles, sottomise la Scozia e recuperò la Guascogna. Nel 1290 espulse gli ebrei dall'Inghilterra. Intensa fu la sua attività legislativa: diede un preciso assetto giuridico-istituzionale al regno con il codice amministrativo di Westminster e lo statuto di Mortmain, che limitava la giurisdizione ecclesiastica e impediva le donazioni di terre alla Chiesa senza il consenso della corona. Soprattutto, però, fu sotto il suo regno che iniziò la raccolta dei verbali dei procedimenti giudiziari che costituirono l'origine del Diritto consuetudinario inglese. Governò con l'ausilio di un consiglio privato cercando di difendere i diritti della corona e ridurre il potere di barone e corti feudali. Nel 1295, con la Scozia e il Galles in rivolta e mentre si profilava una nuova guerra con la Francia, convocò un'assemblea rappresentativa di magnati, clero, cavalieri e borghesia che costituì il prototipo di tutti i successivi Parlamenti.

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IL FATTO

L’AMORE UNIVERSALE

Dall’affezione interpersonale, psicologica e pedagogica, passiamo al livello filosofico-religioso dell'amore universale, cioè dell'agape, nucleo centrale comune dell'etica universalistica originaria, si pensano due cose diverse, e, secondo me, tra loro collegate e dannosamente erronee ambedue:

a), che un tale amore non è un sentimento, ma una volizione;

b), che consiste nel dare qui A separato a B separato qualcosa, il pane o il danaro o la premura affettiva o l'insegnamento della via di salvezza, non l’intenzione del cuore di unirsi l'uno all'altro, distinti ma associati nel fondo di se stessi, che sembrò spesso troppo pericolosamente simile agli attaccamenti, ego-fruitivi, e quindi egocentrici, avidi, non equanimi.

La verità è che nulla ci si preoccupa di sapere di un amore siffatto, ma tanto dovrebbe sapersi, invece. L'ignoranza cui alludono i testi sapienziali, qui è presente più che mai. Il Buddhismo, in particolare, lo avvertì: basta leggersi molte delle pagine del Vinaya Pitaka, dedicate ai rapporti tra i monaci. Eppure, siamo lontani dal sapere, non dico tutto, che non ha senso, ma il molto che è necessario.

Ed è proprio quello che dovrebbe indagare la Psicologia Trans-personale, ma proprio la psicologia transpersonale è più ancora preda della Psicologia Tradizionale. Se si esclude il Buddhismo Zen, che però andrebbe analizzato, piuttosto che solo nell'errore dell'automatismo etico, che peraltro ha il vantaggio di non strumentalizzare l'etica anche nella possibilità di una separatezza, tipica del contemplativismo più radicale, da quello indo-cinese a quello cristiano a quello attuale. E vi è di più.

La Psicologia Transpersonale, che trascura con tanta disinvoltura l'Etica dell'Amore, se ne dovrebbe interessare, prima ancora che per la salvezza e/o lo sviluppo della persona, proprio a partire dallo studio degli Stati Alterati di Coscienza. Come del resto è già presente nell'insegnamento del Buddha, infatti, autori dell'area di Psicologia del Comportamento Prosociale scoprono che gli stati di coscienza del buon samaritano assomigliano significativamente a quelli indotti dalla contemplazione! Scrive, Herbert Benson: "Da millenni si descrivono tecniche per dimenticare se stessi e ottenere vantaggi per la salute. L'altruismo funziona così proprio come lo yoga, gli esercizi spirituali e la meditazione".

Del resto così interpreta la corrente principale delle dottrine assiali. quella che porta dall'Hinayana al Mahayana e dal Giudaismo al Cristianesimo, un suo studioso così profondamente ad essa devoto come lo storiografo Toynbee. Quale meraviglia se religioni come il Cristianesimo hanno legato l'Amore alla Grazia, e vedi di recente i Focolarini che lo distinguono come appunto soprannaturale! Anzitutto dovremmo conoscere davvero l'egocentrismo, che non è solo quello fisico-strumentale, come per millenni si è essenzialmente consapevolizzato, ma anche e soprattutto quello psichico, e poi sapere che al Centrismo Psichico dobbiamo non solamente l'avidità di potere e prestigio, ma anche e ancor prima i bisogni insuperabili di considerazione, di unione e di oblatività, completamente assenti nelle trattazioni degli Psicologi Transpersonali, dimentichi se non altro di un acuto osservatore e studioso come Fromm, personaggio assai scomodo per loro, in quanto, mentre fu il primo a introdurre nell'ambito psicologico-psichiatrico-psicoterapeutico qualcosa come il Buddhismo Zen, in un celebre Convegno da lui organizzato in Messico alla fine degli anni Cinquanta, fu teorico al tempo stesso dell'arte di amare, concepita come la risposta al problema dell'esistenza.

Dobbiamo chiederci: quanto è importante non centralizzarsi di fronte agli altri in termini di potere o di prestigio anche per raggiungere quegli stati di coscienza che ci uniscono all'Universo, di cui prevalentemente si occupa la Psicologia Transpersonale? Parallelamente a quello di Jung per il rapporto moralità-terapia, possiamo ricordare l'ammonimento di Fromm per gli inganni di cui si può essere vittima quando, come nel caso degli Orientali, non si utilizzano le conoscenze della Psicologia Scientifica. Anche gli Psicologi Transpersonali, peraltro, parlano di uno scambio reciproco tra Psicologia Transpersonale e Psicologia Tradizionale, ma essi sembrano pensare alle trappole della malattia:nevrosi, psicosi o stato borderline che sia, come forse anche Fromm in parte.

Ma come risolviamo il problema? Aboliamo i valori attributivi? Aboliamo la direttività? Certo tutto questo è possibile, ma bisogna studiare e sperimentare, progettare e creare modelli nuovi in relazione, ed anzitutto davvero evolvere un'identità transpersonale, in senso poli-centrico,i singoli esseri senzienti) ed onni-centrico: L’INFINITO.

Per posizioni, invece, emergenti dalla Psicologia del Comportamento Prosociale, il problema è diverso. Qui la difficoltà è il rapporto con l'Universo. E c'è anche il problema della fondazione. Bisogna tenere ben presenti a questo riguardo le molteplici funzioni della religione per l'Etica universale della giustizia e della misericordia: la religione, infatti,

a), fornisce una visione del mondo fondante quell'etica;
b), ha originato per millenni da sola quell'etica;
c), integra per quell'etica l'azione per l'evitabile con quella per l'inevitabile;

d), indica la via, oltre che al sé e all'altro, anche all'Altro, terzo referente, quest'ultimo, costitutivo di quell'etica perché globale. Ma c'è come una quinta funzione, che è comune alla seconda, alla terza e alla quarta, ed è la loro ineludibile interdipendenza, pena l'erosione del rimanente, o, peggio, l'"illusione.

***

LA POESIA DEL GIORNO

FUORI IL BALCONE


Fuori il balcone, nel vaso grande,
il pesco che piantò mio padre
è alto, è più alto di me;
le foglie cominciano a cadere
mia nonna ha preparato un vestito nero
e piange. Il marito glielo strappa di mano
e lo butta, con foga, nel camino acceso.

Fuori il balcone, il pesco piantato
da mio padre, comincia a perdere le foglie
e i reduci a carovane passano per Paduli.

Reno Bromuro (da Occhi che non capivano)

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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