Toscana
Il giallo dei girasoli
e delle messi si confondeva con il verde dei
cipressi, viali polverosi in mezzo alle colline
portavano a casolari di pietra rossa posti sulla
sommità di rotondità accerchiate da un cielo
azzurrino, rallegrato dal volo di garrule rondini.
Gli ulivi si alternavano alle vigne bisognose
d'acqua; i loro tronchi contorti muovevano il
paesaggio.
Tra le loro foglie minute si scorgevano le piccole
olive dal cui succo mani sapienti avrebbero
estratto un olio sapido.
Un mare giallo si stendeva davanti a noi; onde di
paglia ci guardavano, gialle ginestre profumavano
l'abitacolo del nostro vociante Ducato.
In lontananza rocche, torrioni, castelli, tombe
testimonianze di un passato antico che ritornava
nei volti moderni di un'umanità gentile dalla
parlata schietta e mordace.
Nei paesi arroccati, le case si sostenevano una
con l'altra quasi a proteggersi; i pozzi ormai
asciutti, facevano immaginare donzellette intente
a tirare su il secchio colmo d'acqua fresca ed
iniziare la giornata di lavoro tra quelle mura
alte tutt'intorno.
Il silenzio che c'era, era l'unica cosa rimasta in
alcuni borghi; qualche vecchia signora passeggiava
in cerca di ombra quale ristoro dall'arsura. A
Gargonza, venti case forse, oggi dimore per
turisti, mi sono fermata ad immaginare la vita dei
mezzadri e delle loro famiglie: tutti si
conoscevano, sapevano tutto gli uni degli altri. E
così si sono rincorsi per fuggire da quel luogo
per noi ameno, per loro, forse, povero e triste.
La visita è stata breve in quel luogo d'Italia
amato dal mondo; i ricordi fermati da scatti
fotografici, impediranno l'oblio di questa corsa
in mezzo ai colori di Toscana sotto un sole
cocente ed una luce abbagliante....
Willelmina |

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