La pizzaiola

- Non so quanto tempo impiegherà dalla parrucchiera, perciò mi raccomando, bada tu ai fornelli; sul fuoco ho appena messo a cuocere la pizzaiola, non dimenticarti di controllare ogni tanto la cottura, e non fare come l'ultima volta che hai bruciato la carne. Lo sai che questa sera abbiamo a cena i tuoi zii, perciò, non mi far fare una brutta figura, se tardo incomincia ad apparecchiare la tavola. Ciao, Salvatore vado via, spero di ritornare presto -.

- Non ti preoccupare, stai tranquilla, ci penso io. Vedrai che bella cena che ti preparo, sai che ci tengo molto a fare una bella figura con i miei parenti, anche perché loro sono stati molto carini ad ospitarci per queste ferie, nella loro villetta -.

La villetta si trova in un paesino a pochi chilometri da Catania sulle falde dell'Etna; mio zio materno per il secondo anno ci ha ospitati in questa che è la loro casa di campagna, essi abitano a Catania nella centralissima Piazza Umberto 1°.

Sono molto grato ai miei zii per la loro ospitalità, anche in considerazione che, nel mese d'agosto, a Catania si soffoca dal caldo, mentre noi stiamo relativamente al fresco, perché questo paesino è situato ad un'altitudine di circa quattrocento metri.

Dalla sua ampia terrazza, di giorno, mi godo l'azzurro del mare siciliano, mentre di sera sono perennemente indeciso, se osservare il tramonto sul golfo d'Ognina, un piccolo porto di pescatori, oppure dalla parte opposta, i bagliori dei lanci incandescente della lava, che fuori esce dall'Etna in eruzione.

Mentre sono preso da questi pensieri, sento un persistente odore di bruciato, corro in cucina, e come aveva previsto quella mia saggia moglie, ho fatto bruciare la pizzaiola. Adesso come posso rimediare ? Fra poco arriveranno Hillary e i miei parenti.

Per prima cosa spengo il gas, apro tutte le porte e finestre per mandare via il fumo e l'odore di bruciato, poi disperato cerco di salvare quello che è rimasto staccando dalla pentola la carne che non si è attaccata completamente sul fondo.

Metto quest'ammasso semibruciacchiato sul tagliere e con pazienza elimino quelle parti che ritengo non siano più commestibili; poiché mia moglie come il solito aveva abbondato, ritengo che quello che è rimasto della carne, può essere sufficiente per una cena per quattro persone.

Adesso si tratta di ricuocerla, in modo che nessuno si accorga del guaio; la prima cosa che noto è che attaccata alla carne, non è rimasto del sugo, perché io, per togliere l'odore del fumo, l'ho lavata abbondantemente e con scrupolo.

Allora cerco in frigo dell'altro sugo pronto, o da preparare, ma non l'ho trovo, trovo invece alcuni pomodori, che non erano molto rossi, e che sicuramente dovevano servire per l'insalata.

Decido di usare quelli, forse possono andare bene lo stesso, inoltre non ho molto tempo a disposizione, per ciò, penso che se li taglio a pezzetti molto piccoli sicuramente si cuoceranno bene e in fretta, e se il sugo non sarà diventato molto rosso, andrà ugualmente bene perché nessuno se n'accorgerà.

Rimetto la pentola sul fuoco, e inizio a preparare la tavola.

Ogni tanto vado a guardare al tegame, e malgrado l'abbia messo nella fiamma più grande, il sugo non si condensa.

Questo perché ho forse messo molta acqua ?

A quel punto non mi rimane che fare come avevo visto fare alle donne di casa: prendo un bel po' di farina, l'ho metto in una scodella e poi aggiungo dell'acqua è faccio una specie di pappetta che aggiungo al sugo della pizzaiola.

In effetti, il sugo con questo stratagemma si è un po' ristretto, però si è molto schiarito, sicuramente è per la farina che ho aggiunto.

Provo ad assaggiare il sugo: e mi meraviglio, perché è completamente insipido; non mi rimane che aggiungervi un bel po' di sale, e perché no, anche due dadi da brodo.

Contento per questa mia soluzione, mi reco in sala da pranzo e continuo ad apparecchiare la tavola.

Operazione difficilissima, perché non l'ho mai fatto, ma anche perché non so dove mia zia tiene i suoi servizi.

Ritorno in cucina a controllare la cena, finalmente il sugo ha raggiunto, una buona consistenza, anche se è un po' pallido.

Assaggio l'intruglio: è salatissimo.

Forse sarebbe stato sufficiente un dado?

Ma adesso come faccio? Niente paura, mi dico, Salvatore, anche questo lo risolverai facilmente.

So che le patate hanno il potere di assorbire il sale.

Basta trovare delle patate; purtroppo ne trovo solo due, che taglio in grossi pezzi e metto nella pentola.

Ovviamente, per togliere tutto quel salato sarebbero occorse almeno un chilo di patate, per ovviare a questa mancanza, aggiungo alla brodaglia un altro buon litro d'acqua, tanto la pentola è grande.

Poi mi ricordo che mia zia mi ha regalato delle zucchine e dei peperoni, taglio anche questi ortaggi e li aggiungo al tutto.

Sto cercando, invano, di rintracciare con la forchetta, la carne, fra i vari ortaggi, quando sento suonare al cancello, speriamo che sia mia moglie, penso, perché non ho ancora finito e sono ancora in pantaloncini corti e con il suo grembiulino legato alla vita.

Sarebbe uno scandalo se mi vedesse così mia zia, ma non pensiamoci, adesso che è arrivata Hillary, sicuramente sistemerà tutto. Lei è così brava.

- Ciao, Salvatore, beh cosa ci fai con quel coso da donna, forse adesso in continente sono i "masculi" a fare da mangiare ? Te l'ho avevo detto che non dovevi sposare una straniera -.

- Zia, dissi confuso, non è così come pensi, sono stato io a chiedere a Hillary di aiutarla, lei non voleva andare dalla parrucchiera per rimanere a casa a preparare la cena; ma stai certa che questo non si ripeterà più. Io so come vanno trattate le donne. E poi lo sai, Hillary ha di straniero solo il nome, lei, in effetti, si chiama Ilaria, ma vanitosa, preferisce farsi chiamare Hillary -.

- Sento un buon odore di minestrone, l'hai preparato tu per questa sera? Mi daresti la ricetta? Sai allo zio piace molto il minestrone, questo, dall'odore, deve essere speciale -.

- Zia, questo minestrone è per domani, sta sera si va tutti al ristorante.

La ricetta te la scriverò prima di partire, in ogni modo non ti devi preoccupare perché è molto facile da preparare -.

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Umberto Romano

 


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