Il pittore

Nella quiete della campagna calabrese si udì un secco colpo d'arma da fuoco. Stormi d'uccelli impauriti s'innalzarono in volo, un cane infastidito iniziò ad abbaiare e guaire, ma subito dopo il silenzio si riappropriò della campagna.

Un colpo di fucile, <<sicuramente qua in giro vi è un cacciatore>>, pensò Salvatore, poi si ricordò che non era periodo di caccia, ma sapeva che qui i contadini hanno quasi tutti la doppietta e molti di loro con la scusa di non saper leggere, non rispettano il calendario sulla caccia. Reso sereno e tranquillo da questa sua deduzione si accese una sigaretta, alzò leggermente il volume della radiolina appoggiata sul cofano della 600 e ricominciò a dipingere.

Sua moglie per prenderlo in giro lo definiva"il pittore della domenica" e lui non si offendeva, perché dopo una settimana passata a contare banconote, ovviamente non sue (è l'unico cassiere della locale Cassa di Risparmio), non trovava nulla di più rilassante che impugnare un pennello e dipingere un bel quadretto.

Il sole tramontando iniziava a creare delle lunghe ombre. La calda luce del tramonto lo distoglieva dal dipingere. Salvatore allora pensò che fosse giunto il momento di chiudere il cavalletto, di riporre colori e pennelli nella loro scatola, di ripiegare la sedia, di spegnere la radiolina e di concedersi l'ennesima sigaretta.

Nel riporre in tasca il pacchetto trovò un biglietto: era la lista della spesa che gli aveva dato sua moglie prima di uscire. Si era scordato quest'impegno, perciò mise tutto in macchina e si affrettò a rientrare a casa.

Era quasi arrivato in paese quando, da una stradina sulla sua destra, sbucò una moto di grossa cilindrata che lo costrinse ad una manovra pericolosa.

Malgrado quello spericolato indossasse un casco nero, Salvatore lo riconobbe: era "Luigi quattro dita". In paese affermavano che quel giovane da quando aveva avuto quell'incidente sul lavoro aveva iniziato a frequentare certa gente e che sicuramente si sarebbe messo nei guai... Il suo pensiero fu interrotto da una paletta dei carabinieri che l'obbligò a fermarsi.

<Buon giorno, ragioniere - disse il brigadiere portando la mano alla visiera - così anche oggi è andato su a dipingere? Lo sa che mia moglie ha visto a casa di suo cugino Pasquale un suo quadro che le è piaciuto molto? Lasciando per il momento il suo hobby le chiedo: ha sentito uno sparo? Una telefonata anonima allarmata ci ha fatto accorrere qui. Le ripeto ha sentito uno sparo o visto qualcuno? >

<Mi dispiace, brigadiere - le rispose Salvatore - quando dipingo posso dimenticare chi sono, cosa sono, dove sono e per estraniarmi dal mondo ho l'abitudine di indossare le cuffie della mia radiolina. Le posso assicurare che se anche scoppiasse la terza guerra mondiale io con quelle in testa non sentirei neppure le cannonate.

Vuol sapere se ho visto qualcuno? Mi dispiace, oltre a lei le uniche persone che ho visto oggi sono i miei due figli e mia moglie.

Se avessi visto o sentito qualcosa, ne sia certo brigadiere, avrei fatto il mio dovere da bravo cittadino.

Mi fa piacere sapere che anche a sua moglie piacciono i miei quadri, se permette le donerò quello che ho dipinto oggi, però prima lo farò incorniciare. >

< Grazie, ragioniere - le rispose il brigadiere portando la mano alla visiera - mia moglie sarà sicuramente felice di questo suo omaggio e sono altresì convinto che lo intitolerà "Il silenzio".>

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Umberto Romano

 


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