Stella ![]()
Una stella, pur bella e lucente che sia, è
pur sempre una stella come tante altre, può essere diversa nellintensità della
luce, ma rimane una stella.
Quella, invece, è una stella speciale: ha la coda. L hanno chiamata
stellacometa perché accompagnava, illuminando, il cammino dei viandanti, si
diceva nellantichità.
In verità, quella stella illumina sì, irradia sì con la sua luce, il cammino di
qualcuno, ma poi sparisce, continua il suo itinerario lasciando a quel qualcuno solo la
scia luminosa, fino a che anche questa non sparisce e torna il buio. Rimane, a quel
qualcuno, la consapevolezza e la coscienza del cammino da seguire.
E cosi succede anche per gli incontri delle persone: silluminano reciprocamente,
lasciano la propria scia sullaltro e poi
tornano nel buio.
Giulia passa le proprie giornate ricoprendo i ruoli umani che il destino le ha assegnato e
bisogna dire che riesce a portare avanti i suoi compiti in modo egregio.
E una donna ricoperta dallaffetto e dalla stima di tutti quelli che le stanno
intorno, anche se spesso le era successo, nel passato, di essere bonariamente presa in
giro per quegli atteggiamenti che gli altri identificavano come saggezza
morale, ma che lei, invece, ha sempre sentito come semplici considerazioni
dellanimo umano.
Le accadeva spesso di essere coinvolta nei problemi altrui e Giulia se ne faceva carico e
cercava di districare la matassa dei pensieri come se il problema in questione fosse
autenticamente suo
E questo, se si deve essere sinceri, non era cosa da tutti.
Il tipo di vita quotidiana che massacra tutto nello svolgimento dellingranaggio,
costringe spesso a portare avanti ognuno la propria vita senza dare la possibilità a
nessuno di affacciarsi alla finestra per capire che cosa succede fuori; così,
stancamente, ogni individuo si trascina nel logoro viaggio della vita senza capacitarsi
della vita degli altri, senza vedere lintreccio dei fili colorati che la vita tesse
come per formare una tela.
Giulia non è unimpicciona, anzi, molto spesso a chi non la conosceva davvero,
poteva dare limpressione dessere introversa, scostante, una
musona; nel proseguimento e approfondimento della conoscenza, il carattere di
Giulia veniva fuori, solare, ed erano poi gli altri che si rivolgevano, cercandola, per
ascoltare il suo parere.
Dunque, personalità forte, questa donna, una vera guida, una stellacometa per la
famiglia, per gli amici, per i compagni di lavoro, anche.
Una persona speciale, rara, quasi unica, autenticamente stimata: questa lopinione di
tutti.
Ma Giulia non ha di sé grande stima e considera normale tutto quello che fa, che pensa,
semplicemente e maledettamente normale.
Semplicemente, perché è semplice e naturale per lei condurre la vita in questo modo, ma
perché maledettamente? Beh
perché questo sentire, percepire, in maniera esagerata,
questo emozionarsi, positivamente e negativamente, le procura uniperbole di gioia e
di dolore.
Gioisce e si addolora, Giulia, tanto, sempre troppo, per sé e per gli altri.
E la cosa più strana è che ha bisogno di emozionarsi in questo modo, le è assolutamente
necessario:
Non si può vivere senza sensazioni, senza emozioni, - si ripete spesso Giulia - è
come se, miopi, non usassimo gli occhiali per guardare un panorama.
Questa è la parte più infantile che le era rimasta addosso, nonostante ormai il
raggiungimento delletà quasi matura. E per lei, considerata da sempre, molto più
matura delletà anagrafica (qualsiasi fosse stata letà trapassata), per lei
è un po come aver conservato il modo di sentire e di intuire che solo i bambini
riescono a mettere in atto.
Era piacevole, ma molto doloroso, talvolta.
Di questo, Giulia è consapevole e, benché se lo sia ripromessa ogni volta che rimaneva
colpita e/o delusa, non riesce mai a mettere uno schermo, uno scudo da usare come
autodifesa fra sé e gli altri.
Manca così poco a Giulia, forse ciò che è linezia della vita stessa, ma la
colonna portante. Contraddittorio? Forse, ma vero pensiero autentico. Contraddittorio? Ma
vero come la vita stessa.
Forse, il soprannome non le è stato messo a caso, ma il significato, Giulia, il
significato qual è?
No, io non sono e non sarò mai una stella guida - pensa Giulia voce alta - non lo
sono mai stata nemmeno di me stessa, non riesco ad illuminare nemmeno il mio cammino,
figuriamoci se lo posso fare per gli altri.
E invece il significato vero sta proprio nellalgida luce, breve e fugace di questa
stella, che mette in risalto se stessa e il mondo che illumina, ma che in fondo se ne va,
lasciando il buio, senza nessun segno apparente.
E ora Giulia è in zona di penombra lo sa.
Così è successo per quellincontro avuto: si sono illuminati a vicenda.
Linsegna al neon si è accesa mentre acquistavano sigarette o mentre facevano
rifornimento alle loro rispettive auto o era stato durante una sosta caffè? Giulia non
ricorda più.
Un improvviso black-out li ha costretti a ritornare nel buio delle loro esistenze, no,
chiedo scusa, della sua esistenza, è giusto che Giulia pensi e parli per se stessa.
Seppur per problemi diversi o perlomeno per tentare di risolverli, anchio come
te sto prendendo le cose come vengono, anchio come te non penso al futuro,
anchio come te ho la sensazione di vivere in limbo, anchio come te, forse, sto
guardando scorrere la mia vita, senza nemmeno rendermi conto di farne parte.
Vuole ricostruirsi Giulia, per lennesima volta.
Voglio rinsaldarmi lanimo, anchio come te, ma a differenza di te, questa
volta lo sto facendo da sola, sì in piena solitudine, senza essere accompagnata.
Durante conversazioni precedenti Giulia ed il suo interlocutore avevano affrontato
largomento della politica dellaccompagnamento, un modus vivendi
parallelo, senza che, in una coppia, le differenti abitudini scelte dalluno
potessero interferire nella vita dellaltro.
Una sorta di compromesso storico del matrimonio
Giulia ripensa a quella conversazione assaporando il gusto della nostalgia e del
rimpianto, come dinverno il sapore dellanguria, e ricorda molto bene la
valenza giusta che lui assegnò a quel modo di vivere. Per lei, invece, passionale
comera, quel concetto assumeva una veste totalmente contraria: era assenza totale di
condivisione, era la negazione della condivisione parallela, era la negativa indifferenza
unita alla giusta tolleranza e al rispetto reciproco, come giustamente si conviene tra
persone civili.
E quel poco che a Giulia manca?
Nel limbo, resta nellattesa, Giulia. E nelletà meravigliosa della vita,
a detta di tutti, con lesperienza maturata negli anni precedenti che si unisce
allancora vivo, nonostante tutto, entusiasmo del vivere.
Bene allora: resta nellattesa Giulia, cercando davere tutto ciò che ne può
scaturire.
Lo stare insieme ai suoi figli riempie parzialmente la sua personalità, le attività
esterne e complementari possono coprirne un altro , il lavoro poi, che con tanta fatica
intellettuale e con tanta caparbietà e puntiglio si era conquistata, un altro ancora.
E quel poco che a Giulia manca?
Nel limbo resta nellattesa, Giulia.
La sua persona, la sua intima personalità ha avvertito che una parte è stata
profondamente lesa e quel che è peggio è che lei è consapevole che quellinezia è
lessenza della vita stessa.
E troppo tempo che lessenza della vita abita nella penombra della vita di
Giulia, inosservata, rimossa dai pensieri razionali: si sta dissolvendo.
Ma io non voglio perderla, ripete Giulia, voglio un sogno, voglio un profumo
addosso. E nel limbo resto nellattesa. Anchio come te devo ricostruirmi.
Ancora. Anchio, come te, ancora una volta. Anchio. Una donna.
Giulia lo sta facendo da sola e allora, visto che deve farlo da sola, non ci sono obblighi
e doveri da rispettare.
Questa volta è la mia essenza che deve essere rispettata - dura e spietata Giulia -
allo specchio si guarda e se lo ripete a voce alta.
Nessuno lo ha mai fatto?
Qualcuno ha smesso di pensarla come ad unessenza di donna?
Bene, qualcun altro lo farà.
Mi spiace, ma io questo credito lo devo ancora incassare, la vita me lo deve,
si aggiusta una ciocca di capelli, resto nellattesa, la mia vita non può
finire cosi, non deve!
Resta nel limbo, Giulia, nellattesa.
Stellacometa |