Milena e il suo compagno

Gli occhi di Milena si girarono per guardarsi intorno. Era un incubo? O si era veramente persa?

Il Buio della Notte la avvolge come un plaid e non c’è, in Cielo, neanche una Stella che possa illuminare il suo cammino.

Nuvole chiare, di color grigio, offuscano il Cielo. Nessun Rumore intorno che possa darle indizio per riconoscere qualcosa di familiare, di conosciuto.

Nessun Profumo, nemmeno il più spiacevole odore, che potesse farle ritrovare ciò che conosceva, un giorno, un tempo.

Milena provò allora ad usare le Mani, il Tatto per aiutarsi, ma non trovò nient’altro che Nulla: né cosa liscia, né cosa ruvida.

Solo brividi. Sentiva solo brividi sulla sua pelle. Brividi che le provenivano dall’interno del suo corpo, dal suo animo.

Mosse ancora le mani e poi i piedi, cercò di appoggiare il proprio volto su qualcosa che non le appartenesse, qualcosa di estraneo a lei, ma che diventasse suo, confidenziale, intimo, che le comunicasse un’emozione, una sensazione, che la sostenesse per intraprendere il cammino del ritorno.

Ma c’è il Nulla. Il Nulla l’avvolge, la coinvolge e il Nulla è il Buio, è la Solitudine, è il Silenzio, è l’Immobilità. Silenzio.

Silenzio Assoluto.

L’unica sensazione provata è il Dolore. Per l’Immobilità, per il Nulla, per il Buio, per la Solitudine, per il Silenzio.

Dolore acuto, una stilettata. Zac! Una stilettata continua, zac, zac, zac, cadenzata dagli attimi che passano, senza che accada qualcosa.

Dunque Milena non è più sola adesso, il sottile incunearsi del rumore del dolore le fa compagnia. Non è più sola Milena, con il dolore avrebbe cominciato e continuato il suo cammino. Immobile il suo cammino, nel Nulla, nel Buio, nel Silenzio, ma non in solitudine. Un cammino può essere immobile? Eppure è così: Milena cammina ed è immobile, nel Buio, nel Silenzio.

Milena ha scoperto la sua Anima senza più Amore.

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Stellacometa

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