Il sogno

Non mi capita spesso di conversare con donne in chat, chissà perché…ma quando succede nasce una sorta di complicità ed è subito confidenza … In questo modo è nata questa somma di pensieri…. Semplice….Ma autentica…

Per i pensieri di Giulia, mia nuova amica della notte.

“Estate: la gente si dirige verso il mare. Il sole, la palla di fuoco brucia inevitabilmente le pelli ed i cervelli.

E’ fresca, questa mattina estiva ed era un po’ di tempo che non annusavo quest’aria.

- Le chiavi le ho prese? – Frugo all’interno della borsetta cercando di concentrarmi sulle azioni che faccio, perché non posso permettermi di distrarmi.

- Dai, concentrati – mi dico e allora…... un rapido inventario e…... – Sì, ho preso tutto…-

Un ultimo sguardo allo specchio per vedere se la mia figura è presentabile e via…….

Colazione al bar, altro lusso da qualche tempo non concessomi e poi per strada, in auto.

Difficilmente prendo l’auto, mi sposto di solito in motorino, anche perché i miei spostamenti sono minimi. Ed invece dovrei cambiare quest’abitudine, ma non per svolgere le solite commissioni, no, semplicemente per il gusto di guidare: sì, per il piacere di farlo.

Stamattina è così: il mio spazio si allarga.........

Poco traffico su questa strada di grande comunicazione: la mia velocità si attesta su quella cosiddetta da “crociera”, distesa, guido ascoltando musica. Piacevole sensazione, sì, molto piacevole.

Stamani è il giorno della materializzazione del sogno, il rivelarsi dell’ignoto, il passaggio dall’irrealtà alla realtà, l’omologazione dell’identità.

Ed è anche un puntiglio il mio, un capriccio tenace, quel volere qualcosa con ostinazione, senza che ci sia un motivo serio o una giustificazione valida.

Dovrei annullare le aspettative che mi porto dentro, le attese piene di speranza, anche curiosa, di qualcosa di grande, d’importante per me: aspettazione.

E chissà se ci riuscirò.

La superficie della mia anima e del mio pensiero non dovrebbero essere scalfite dalle attese: “Stronza come un uomo” devo essere.

E dall’inizio m’invade un dolce diletto dei sensi, tutti, iniziando dalla vista, un godimento dolce e delicato, anche se, alla fine, consapevolmente vero e crudo, indocile ed empio.

Uno smanioso struggente desiderio cresce via via in spasmodico appetito.

Incipiente tentazione, desiderio ancora incerto, ancora frenato dalla ragione si sviluppa piano piano e si veste di quel desiderio vivissimo che è la passione provocando turbamento anche dei sentimenti.

Non “stronza come un uomo”: non ci riuscirò mai, ma generosa, e infinitamente, come solo una donna può fare.

Cosa mi resta? Un “ci sentiamo”.


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Stellacometa
aprile 2001

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