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Proprietà Letteraria
Riservata
CAMOMILLA PER DUE
Geltrude e Vasjlii, giovani ed innamorati
La giornata era molto fredda ma Geltrude e Vasjlii
sarebbero entrati egualmente in un bar perché avevano molto da
parlare; dovevano approfondire la reciproca conoscenza.
Geltrude e Vasjlii s’erano incontrati su internet in una
delle tante chat dove tutti “ciacolano” con l’uno e con
l’altro ed anche con più di uno. Tutti rigorosamente si
chiamavano per nick e se proprio non sparavano balle
infiorettavano bugie con la verità.
Loro si erano raccontati di abitare in quella cittadina:
PC… tranquilla nella pianura e facilmente raggiungibile da
altre città grandi e piccole.. Lei perché, da bambina, andava
spesso a trovare una zia; lui vi aveva abitato alcuni anni.
Ad un certo punto fra gli webnauti era scattata la molla
che dovevano assolutamente conoscersi di persona e fra un tira
e molla s’erano decisi darsi un appuntamento in via Garibaldi,
la quale non manca mai in nessuna cittadina che si rispetti,
al centro della “loro” cittadina.
Lui le aveva portato tre rose rosse, simbolo della passione
che ardeva in lui, anche se la conosceva appena, lei aveva
portato un involtino in cui c’era un dolce fatto dalla mamma,
appena comprato al bar della ferrovia. S’erano incontrati,
come da consegna che s’erano dati, sotto il numero 33, pensate
se la strada fosse terminata con il 31 non si sarebbero mai
incontrati, ma i ragazzi conoscevano bene la loro cittadina.
Avevano vagabondato lungo le strade fermandosi a guardare le
vetrine ma non riuscivano a scambiare molte parole disturbati
dallo spazio aperto.
Stavano diventando nervosi come all’appropinquarsi di un
temporale perciò dopo rapida consultazione decisero di
riparare in un bar e bere qualcosa di caldo per rinfrancarsi.
Detto fatto. Sbucati in piazza ove vi erano tre bar : il
primo, “Bar dello Sport” era affollato da avvinazzati
avventori che ascoltavano le telecronache delle partite allora
tirarono innanzi, il secondo “L’Arte del Tè” era frequentato
da grasse babbione in pelliccia che cicalavano come oche in un
cortile, finalmente raggiunsero il loro nido, c’era solo una
coppietta che si baciava come fosse in un’alcova. Visto che il
bar, sull'angolo della piazza Milano, aveva una saletta oscura
in fondo, entrarono e si diressero verso l’angolo più
riservato. Lui, ossequioso e bravo cavaliere, le porse la
sedia, poi le sedette accanto con le spalle al locale.
S’avvicinò il barman e chiese cosa ordinavano:” caffè no
perché gia erano troppo nervosi”, al fin decisero per la
camomilla; l’avrebbe riscaldati nel corpo e raffreddati nello
spirito, o così speravano. Dopo cinque, sei minuti l’uomo
tornò con le tazze e il bricco con l’acqua bollente, depose il
tutto sul tavolino ma non dava cenno di allontanarsi, allora
Vasjl spazientito: “Può andare non ci serve altro che un po’
di tranquillità, la signorina ed io dobbiamo parlare”. L’uomo
fece dietro-front e borbottando “Ecco altri due che vengono
qui a fare i comodaci loro, metterò un cartello che qui è
vietato ai cani e alle coppiette”. Vasjl versò l’acqua
bollente sul filtro nelle tazze poi s’avvicino alla Geltrude.
Vide che la corta gonna aveva lasciato scoperta buona parte
della gamba inguainata in una pesante calza scura a ghirigori.
Attirato ,ingenuamente, volle poggiare la propria mano su tale
attrattiva. Rapida carezza, forse troppo pesante, lo raggiunse
alla guancia e Trudy: “Eiiii!!!! Maleducato che fai mi tocchi?
tocchi le gambe? Che fai ci provi? Vasj divenuto di tutti i
colori e con sulla guancia quattro righe fiammeggianti, rosse
come gli stop delle auto, sbirciava per vedere la reazione
delle altre persone presenti. I due innamorati continuavano a
bagnarsi le labbra a vicenda dando segno che non avevano tempo
da perdere. Il barman sornione fingeva di non essere
interessato ma in effetti “E uno!!”, voleva vedere come
sarebbe finita la tenzone. Vasj: Ssshiii! fai girare tutti gli
avventori e mi prendono per un molestatore.”
“Perché non è cosi??” Trudy “Fai il provolino e non ti vuoi
assumere neppure le tue responsabilità?”
-“Nooo!!!” implora Vasj “Giuro!!! volevo solo entrare in
contatto, un ponte, una vicinanza, respirare la tua pelle, i
tuoi capelli, la tua prorompente personalità, auscultare il
battito del tuo cuore, bere le tue parole , - se non urli e
non emetti quei gridolini acuti - Insomma voglio sperdermi in
te!” -
Riprende Trudy :“.Ahooo!!! ma tu sei tutto matto, ho capito
tu vuoi palpeggiarmi, toccarmi, baciarmi e magari pure altro
ch’è meglio non dire!! ma chi ti conosce!!! ma che vuoi!!!
cosa tieni nella testa le pigne?? . Secondo te mi faccio
toccare dal primo venuto?? non sono una lucciola sono una
ragazza onesta e timorata. Tu invece sei il solito maschio
prevaricatore e violentatore ai cui piedi debbono cadere tutte
le ragazze -- fossi almeno bello o un fisicaccio, macché sei
da tre!!!!
Vasj :”Scusa ,scusa, non riesco a farmi comprendere , non
urlare, tutti ci guardano, quasi quasi ti saluto qui, credo
sia meglio, ho iniziato il discorso dal verso sbagliato e non
c'è verso di trovare il bandolo giusto. -- Comunque voglio
dirti che non ho neppure accarezzato l'idea di fare quelle
cose che vai dicendo, -- come i gatti fanno le fusa , volevo
fare un pò di fusa con te, bene, anzi male, hai preso la cosa
dalla parte delle spine allora è meglio chiudere qui prima che
il discorso degeneri.
-- Alzandosi -- Che fai? resti qui a sbollire oppure
preferisci che ti accompagno alla fermata del bus?
- Vorrei andarmene, mi sento a disagio, ho sbagliato tutto
e non so come rimediare perciò vado a farci una dormita sopra,
la notte sicuramente porterà consiglio”.
Rimbeccò la Trudy :”Ahooo!!! ma tu sei tutto matto... e
pure scemo... vuole scappare ora, ma proprio non sai quello che
devi fare!!! Essere un Uomo!!! O No!!! “
>> FINALE così è se vi pare, ma si può cambiare<<
La Trudy gli prese la mano, costringendolo a sedere, gliela
portò sulla gamba, e vedendolo imbambolato fattasi in avanti
gli sussurrò all’orecchio:
“Baciami stupidino o aspetti si faccia notte!! Non vuoi più
sperderti in me? Non vuoi respirare la mia pelle, i miei
capelli, la mia prorompente personalità, auscultare il battito
del mio cuore, bere le mie parole? Non mi vuoi dolce come
sono?”
- Gli prese la faccia con una mano e l’attirò a se.
Lasciamo i ragazzi fare un po’ di ginnastica, così per
sgranchirsi, mentre la camomilla si raffredda nelle tazze e il
barista s’appisola dietro il bancone.
Scende leggera la sera mentre nei cuori aleggia l'amore.
24 gennaio 2006

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