Guardo la
terrazza… è piena di foglie,
rosse, gialle o ancora verdi…
penso che dovranno essere
raccolte.
Osservo gli alberi quasi
scheletrici… così diversi fra
loro eppure simili… convivono
insieme, vicini vicini… alberi
che, giorno dopo giorno, anno
dopo anno, sono rimasti lì, sono
cresciuti incuranti di tutto
quello che accadeva loro
attorno, di ogni feroce
temporale, di ogni tempesta…
forti soltanto delle loro
radici.
Anche il cespuglio delle rose è
spoglio… ne è rimasta solo una,
bella, gagliarda, altezzosa… ha
perso il profumo non il suo
colore rosso scarlatto.
Lascio liberi i pensieri, li
lascio andare dove vogliono,
perché no, anche di farmi male…
quel sottile dolore che senti
quando ripensi a qualcosa o a
qualcuno importante per te e hai
la consapevolezza, nonostante tu
ci abbia provato se n'è andato,
che non tornerà più e sarà
sostituito da mille altri
momenti che vivrai, che ti
faranno palpitare, che ti
scalderanno il cuore, che ti
smuoveranno l'anima come solo
certi momenti sanno fare….
Quante
volte avrei voluto che il tempo
si fermasse, quante volte ho
sperato che un momento o un
giorno durassero per sempre… per
poi scoprire che il bello del
tempo che passa sono i ricordi,
il calore che ancora riescono a
trasmetterti…
Un leggero vento solleva le
foglie, le fa turbinare, gioca
con loro….
Mi avvicino ad un albero… c'è un
cavo dentro il fusto… infilo la
mano ed estraggo un piccolo
foglio bianco… lo apro… c'è
scritto:
"sono
tornato, sono l'autunno!".
Miriam