La Madonna di Monserrato

Se si fosse trattato di un qualsiasi altro posto, anziché di un'isola e in periodo balneare, avrei potuto dotare le mie estremità inferiori di calzature maggiormente consone a percorrere la strada ( si fa per dire ) che, dopo Casa Gallia, sale al sito nel quale si trova la chiesetta ma, le mie ciabatte, mi fecero desistere quasi subito e rimandai l'escursione ad altra occasione.

E l'occasione si presentò alcuni giorni dopo durante il mio consueto girovagare per le strade di quella che io ritengo essere una delle isole più belle di quelle mediterranee conosciute in precedenza.

Ci sono molte strade, una vera ragnatela, che vanno da quelle di maggiore importanza, a quelle che raggiungono antiche e nuove borgate, antichi e nuovi casali ed è proprio infilandosi, a caso, in queste vie minori che si scoprono nuove ed impensabili bellezze di questa terra benedetta da Dio.

Fu così che una mattina, percorrendo la strada verso Portoferraio e poco oltre l'incrocio con quella che porta a Lacona e Marina di Campo, mi parve giusto svoltare a destra e imboccare una stradina in salita la quale, dopo tante curve e poche abitazioni, finì quasi improvvisamente come se le pendici del monte l'avessero inghiottita.

Allargai la cartina sul cofano e, individuato il luogo nel quale ero approdato, scoprii che la strada era veramente sparita nella Cima del Monte ( m. 516 ! ), alla quale portava un probabile sentiero quale prolungamento della strada.

Riposi la carta e, chiusa l'auto, cominciai a vagare nei dintorni decidendo immediatamente che avrei evitato di salire verso la cima e sentendomi invece stranamente attratto verso la mia destra, verso un punto sito un po' più in basso di quello nel quale mi trovavo; ripresi la carta e, in un attimo compresi di trovarmi sopra la Madonna di Monserrato, essa si trovava si e no a trecento metri da me, al culmine di una valletta, ma assai più in basso e fu tanta la gioia di poter alfine soddisfare la curiosità di raggiungere quella chiesetta, da dimenticare ogni apprensione relativa alla dura salita che avrei dovuto compiere al ritorno.

Cominciai a scendere lungo il crinale opposto al Monte Castello per evitarne le asperità rocciose ma finii inevitabilmente in altre attraverso le quali cercavo di districarmi e poi ..., di colpo, in quel sistema pietroso si aprì un dedalo di passaggi pavimentati in lastrame di pietra,ognuno particolarmente invitante.

Sapevo di dover tenere la destra e quindi, convinto di farlo, camminai e camminai senza stancarmi, senza rendermi neppure conto che le ore stavano passando e, quando me ne accorsi, era notte, una notte nera e senza stelle e allora e soltanto allora, fui vinto dalla stanchezza e mi lasciai cadere a terra e mi addormentai e forse ( ma chi può dirlo ? ) sognai...

"Fui svegliato da uno strano rumore di ferraglia e di passi strusciati, da preghiere cantate e recitate in spagnolo ed io non mi trovavo più nel labirinto di pietra ma, bensì, sul sagrato di una grande costruzione religiosa che aveva qualcosa di famigliare, tutto intorno stavano enormi rocce scure a forma di pinnacoli con la testa arrotondata e compresi di trovarmi a Monserrat, in Catalogna.

Ricordavo quelle rocce e quel grande piazzale antistante il Santuario con una vera moltitudine di persone che l'attraversavano in ogni senso soltanto che, in quel momento, la foggia degli abiti era cambiata, era come se .... il tempo fosse trascorso all'indietro fino al seicento, quando, agli Spagnoli, apparteneva gran parte dell'Europa e anch'io ero uno di loro, un nobile catalano trasferito in Italia.

Nominato governatore dell'Elba intorno alla metà del secolo, ne avevo amato e ammirato tutte le bellezze seppur ammalato di nostalgia per la mia terra natia e, un luogo particolare dell'isola, mi era caro perchè mi ricordava il Monserrat, una minuscola valle la testata della quale era coronata da un sistema roccioso il quale, pur non rispettando appieno i particolari così originali, ne alimentava il ricordo.

Avevo talmente amato quel posto, che vi avevo fatto costruire una chiesetta dedicata alla Vergine Morena del Monserrat....."

Il grido assai vicino di un falco pellegrino in volo radente,destò improvvisamente il silenzio dello strano monte sul quale stavo inerpicato, ormai ero chiaramente intrappolato tra le rocce ed era assai più facile tornare verso l'auto che proseguire quindi, a malincuore, dovetti nuovamente faticare e sudare fino a che raggiunsi la strada.

Tolsi malinconicamente la cartina dalla tasca e, nel farlo, notai nel suo retro un'annotazione in inchiostro che non avevo mai visto prima e che pareva vergata con.... una penna d'oca ! Rimasi di sasso e trasecolai addirittura decifrando la scritta semisbiadita : " Virgo Maria Morena de Monserrat - Monte Castillo - Ilva 1650 ".

Ci volle parecchio prima che mi riprendessi dall'emozione tanto da poter voltare l'auto, partire e raggiungere Luisa e Dada sulla spiaggia di Naregno; scesi con la cartina tra le mani deciso a far vedere loro la strana scritta ma, come avrei dovuto prevedere, il retro era completamente bianco.

Più tardi, esaminai una guida dell'isola e, dove era descritto il Santuario di Monserrato, lessi : " Santuario della Madonna di Monserrato - Oratorio fatto costruire dal governatore spagnolo dell'isola, nel 1650 - vi si venera un quadro della Madonna Nera " ........

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