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Il sentiero nella pineta
Eppure era
certo di non aver sognato, il Signor Mario, troppo chiaro il
richiamo della voce di donna che, nella notte, aveva gridato
il suo nome.
Non poteva essersi
trattato di un sogno perchè era completamente sveglio a causa
delle ventate violente che pareva volessero sradicare la
piccola casa sulla scogliera invano protetta dai tronchi nudi
dei pini marittimi.
Stette ancora
qualche istante immobile nel silenzio rotto soltanto dal
respirare regolare di Marcella poi si alzò lentamente cercando
di non far scricchiolare la rete del letto.
Ora in piedi,
cercando col piede nudo le pantofole e non trovandole, prese a
girarsi lentamente verso la portafinestra socchiusa e,
attraverso le fessure degli antoni, realizzò una presenza
sulla terrazza ed il suo orecchio, o forse soltanto il suo
subcosciente, percepì ancora il suo nome quantunque, in quel
caso, appena mormorato.
Deciso a
scoprire chi, o cosa, avesse deciso di turbargli il sonno, il
Signor Mario spinse cautamente l’antone di sinistra e scivolò
attraverso l’apertura in modo da non permettere al vento di
raggiungere l’interno della stanza, richiuse l’antone poi
volse lo sguardo attorno cercando di individuare una forma
umana ma non vide nè udì altro se non il fischiare del vento
tra i pini e delle tracce di umidità sul pavimento della
terrazza.
Stava già per
rientrare dandosi del pazzo visionario quando, dal lato del
sentiero che si inoltrava verso la punta del piccolo
promontorio, gli giunse chiaro un: “Marioooooo” pronunciato da
una voce alterata che avrebbe potuto appartenere sia ad un
uomo che ad una donna.
Pensando ad
uno scherzo di cattivo gusto da parte di ignoti, cercò di
raggiungere il punto dal quale pareva essere venuta la voce
l’eco della quale stava lentamente perdendosi davanti a lui.
Il Signor
Mario si pose all’inseguimento cercando di percepire l’eco dei
passi o di scorgere qualcuno poi prese a correre incurante del
dolore ai piedi provocato da invisibili pezzetti di legno o da
qualche pigna secca annidata tra l’erba mentre, quell’incedere
impetuoso, pareva animare l’intera boscaglia.
Ad un tratto
udì uno strano rumore da vanti a sè, a non più di una ventina
di metri verso la sua sinistra, parevano sbalzi accoppiati con
uno sfregamento, come se qualcuno trascinasse qualcosa sul
terreno poi, il rumore si interruppe di botto come per una
fermata improvvisa.
Puntò la
lampada verso la direzione dalla quale era provenuto l’ultimo
rumore e scorse chiaramente l’ondeggiare di una capigliatura
bionda mentre una risata argentina riempiva la pineta.
Incredulo, il
Signor Mario, si precipitò verso quella che riteneva una donna
e, quando stava per raggiungere il punto nel quale avrebbe
dovuto trovarsi, udì l’eco di un tonfo nell’acqua profonda
seguito poi dallo sciaquìo del tuffatore che riemerge e l’eco
chiaro di un’altra risata femminile.
Il Signor
Mario si sporse per vedere e scivolò pericolosamente sull’erba
umida e afferrò il ramo di un cespuglio per ritrovare
l’equilibrio e si bagnò tutto perché le foglie erano intrise
d’acqua…
Scuotendo il
capo, si avviò per risalire sul sentiero e il bello è che no
si stupì affatto quando, accostate le dita bagnate alla
lingua, comprese trattarsi di acqua di mare, cioè che invece
gli parve strano fu che una sirena si fosse risentita per
certi suoi commenti ironici espressi nel pomeriggio su certe
leggende locali, al punto di rovinargli la pace notturna e ciò
che lo innervosì maggiormente fu il pensare che “quel fatto”
non avrebbe potuto nemmeno raccontarlo agli amici !


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