Chatting |
Lei era davanti al monitor. Aspettava.. era una
vita che lo faceva.
Lui era dall' altra parte, la
vedeva online, ma non riusciva a decidersi a mandarle quel primo messaggio che le avrebbe
permesso di vederlo.
Lei si era preparata per trascorrere una lunga notte chattando: le sigarette e il
posacenere vicini, la coca, la doccia, il profumo..come se lui potesse
"sentirla" davvero.
Quella sensazione, quel lieve tremore, quell' euforia che l' avevano accompagnata durante
tutta la giornata, erano reali, tangibili e lo provava l' ansia di quell' attesa: era lì,
davanti al computer, come una ragazzina che si prepara per il suo primo appuntamento,
sognando il fatidico primo bacio!
E lui non arrivava.
Intanto inizia a salutare gli amici per permettere al tempo di passare più in fretta, ma
quello che dice loro e quello che loro le dicono non ha senso per lei in quel momento.
Trova noioso e irritante anche il suo migliore amico, il suo fratello di chat, quello con
cui ha condiviso gioie e dolori reciproci.
Perché lui non arriva? Forse non è solo e non può chattare!
La rabbia incomincia a stringerle lo stomaco e continua a cazzeggiare online con tutti..la
sua lista è interminabile..belli e brutti, stronzi e meno stronzi..ma lei continua sempre
più irragionevolmente furiosa: "Ciao, come stai?" " Bene grazie e
tu?" "Mi mandi una foto?" "Hai la cam?" "Ti descrivi?"
" Sono di Roma e tu?"
non ne può più! Tutto questo è insopportabile! E'
lì da un' ora con la testa che le martella, con mille domande a cui sta cercando di dare
una risposta: "Ho capito male?" "No, ha detto che ci saremmo 'rivisti'
stanotte" "Ho frainteso il suo modo di fare?" "No
ha detto: mi
intrighi, voglio conoscerti!". Le sembra di impazzire, si chiede dove possa aver
sbagliato e va a frugare nell' archivio messaggi per rileggere la chat della notte
precedente
: niente! Una chiacchierata piacevole, come tra due persone che si
conoscono da sempre, cose in comune, risate, sorrisi e la voglia di non disconnettersi
mai. Ma la vita era lì dietro le loro spalle e hanno dovuto chiudere, interrompere quel
momento magico.
Continua a rimanere online
non ha il coraggio di allontanarsi: e se lui dovesse
arrivare?
Risponde agli amici senza neanche soffermarsi a pensare, automaticamente, facendo
confusione tra l'uno e l' altro, sbagliando destinatario dei messaggi
la sua mente
non è lì con lei!
Ma lui dov'è? Che starà facendo?
Si era imposta di non ricadere per la seconda volta nello stesso errore..si era fatta
troppo male in passato! Ma non c'era stato niente da fare! Quella magia aveva di nuovo
incominciato a sostituire le cellule del suo sangue nelle vene e un miliardo di scintille
le esplodevano nel cuore. Le sembrava, letteralmente, di stare camminando sulle
nuvole
il sorriso sempre sulle labbra..la luce negli occhi..il mondo guardato con
nuove prospettive
.
Ma lui dov'è? Dov'è la persona che ha suscitato queste emozioni nel suo cuore scettico?
A casa sua, abbracciato alla sua donna, a sorriderle, ad accarezzare i capelli dei suoi
bambini, a bearsi dei loro racconti concitati ed entusiastici delle loro avventure, a
sorridere dei loro strafalcioni.
E lei dov'è?
Davanti al computer inebetita ormai dallo sforzo di tenere testa a tutti. Ci è riuscita,
però, ed è fiera di se stessa e anche grata ai sui amici che ancora una volta,
inconsapevolmente, le hanno dato una mano. Si sente anche in colpa per aver sbuffato ogni
volta che uno di loro è entrato per salutarla. Ora, man mano, inzia a congedarsi da loro
senza mai essere convenzionale o formale, perché ognuno di essi ha una sua storia ed è
una persona diversa dagli altri, unica. Lei li conosce tutti. Rimane da sola col suo
"fratello virtuale" che le chiede: "Giu che hai?" e lei non riesce
più a trattenere le lacrime e con quel "Niente!" per risposta riesce a
trasmettere al suo amico tutto il suo dolore. Con un groppo in gola, impotente, lui non
riesce a dirle altro che "Piccola fatti abbracciare, tvb.."
"NO!
Chiudo
Non mi chiamare per favore!" . Con lui può permettersi di
essere sgarbata, dura, perché le vuole bene e la comprende. Del resto non è la prima
volta che viene mandato a fc al posto di un altro! E' la sua valvola di sfogo, come lei lo
era per lui. E incomincia a disconnettere e chiudere i programmi che aveva
aperto
operazioni che le sembrano interminabili stasera. Click
finalmente! Tutto
chiuso! Tutto finito! Prende un' ultima sigaretta, va in terrazza, ci sono le stelle,
miliardi di stelle, quelle stesse che brillano in tutti i posti del mondo e che magari sta
guardando anche lui in quel momento. Ma lei non riesce a metterle ben a fuoco, le lacrime
creano aloni intorno a quelle piccole fiammelle. Sceglie la stella più grande, quella che
brilla di più, quella che riesce a vedere meglio e intreccia il suo sguardo ad essa: è
l'unico modo che ha per parlare con lui e gli dice addio.
Getta via la cicca della sigaretta, va in camera
guarda il suo letto vuoto dove fra
poco si ritroverà, sola, ad abbracciare un cuscino che porta il nome di un uomo, una
cometa che ha attraversato il suo cielo ripulendolo di tutti i suoi sogni.
Giu 1 ottobre 2000 |

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