Era seduta come altre volte con
le gambe accavallate.
In giacca e pantaloni non
mostrava nessuna parte di sè
scoperta, ma emanava
una sensualità. così forte che
bastava un sorriso accattivante
e rufiano
come li sapeva far lei,
accompagnato ad un leggero tocco
della mano sul
braccio, per provocarmi un
inizio di eccitazione, subito
represso.
Come si
fa a manifestare il desiderio in
una sala docenti di una scuola,
sotto l'occhio vigile dei
bidelli e quello malizioso dei
colleghi?
Così diventavo un ghiacciolo,
proprio per non perdere il
controllo e non
saltarle addosso, e divagavo su
argomenti neutri: "Com'è andato
il compito
di matematica in 1 a ? ", a cui
faceva seguito l 'immancabile
risposta:
"Un disastro"!
Antonella era abituata a
sentirsi al centro
dell'attenzione; disinvolta
entrava in tutte le discussioni
con la sicurezza che hanno le
donne
affascinanti che sanno che, anche se dovessero dire delle
enormi
stupidaggini, troverebbero
sempre un ammiratore pronto a
sostenerle.
Era una che "se la tirava"?
Certo, ma non più di tante altre.
Quel giorno parlava, parlava... ma
era come se io non ci fossi.
Capivo
benissimo che non le importava
un accidenti della persona che
era seduta
accanto, nè tantomeno della sua
opinione.
Io stavo al gioco e
facevo finta
di ascoltarla.
Indossava una t-shirt bianca e
molto aderente,che mostrava la
forma di un
seno piccolo e sodo e un paio di
jeans attillati.
Ogni tanto si
metteva a
girare per l'aula dimenando quel
bel culetto morbido e tondo.
E, mentre
rimiravo i suoi abbaglianti
occhi verdi, riciclavo i soliti
luoghi comuni,
che se non altro, servivano a
rassicurarla della mia
solidarietà:"
Non
studiano nulla!Anche con me è
successo..."
La immaginavo nuda, con indosso
solo calze autoreggenti e uno
slip
"Guarda che razza di errori
hanno commesso!"
Vigliaccamente
l'assecondavo
nelle sue geremiadi.
Quando si ha la mia età, duole
riconoscerlo, le colleghe più
carine ti
considerano vecchio, utile solo
a fare da padre confessore.
Se la sapessero tutta!
Intanto lasciavo che la mia
immaginazione corresse libera
La prendevo per mano e
l'avvicinavo a me.
Ora eravamo faccia a faccia.
Avidamente accarezzavo i seni.
Sentivo che i capezzoli si
inturgidivano e il suo respiro
diventava ansioso.
I nostri sguardi si incrociavano
solo per un momento.
Iniziavo a baciare il petto.
Sentivo che il mondo cambiava
colore.
" Professore, la firma lei la
circolare della Preside?"
Richiamato alla realtà
dall'immancabile bidella
rompipalle:
"Sì , certamente "replicavo in
fretta e appena in tempo per
annuire tre o quattro volte alla
bella collega, ancora alle prese
con gli alunni nella correzione
dei compiti, prima di immergermi
nuovamente nel sogno ad occhi
aperti.
Antonella si abbandonava,
lasciando che le mie mani le
frugassero ovunque.
La stavo toccando
delicatamente...
Suona la campanella!!!!
I ragazzi sciamano fuori delle
aule con i loro insegnanti.
Peccato!
Pur di rivivere un altro sogno
così, sarei disposto a fare
degli straordinari.
Giovanni Ferreri