Giovanni Ferreri

LA PROFESSORESSA

Era seduta come altre volte con le gambe accavallate.

In giacca e pantaloni non mostrava nessuna parte di sè scoperta, ma emanava una sensualità. così forte che bastava un sorriso accattivante e rufiano come li sapeva far lei, accompagnato ad un leggero tocco della mano sul braccio, per provocarmi un inizio di eccitazione, subito represso.

Come si fa a manifestare il desiderio in una sala docenti di una scuola, sotto l'occhio vigile dei bidelli e quello malizioso dei colleghi?

Così diventavo un ghiacciolo, proprio per non perdere il controllo e non saltarle addosso, e divagavo su argomenti neutri: "Com'è andato il compito di matematica in 1 a ? ", a cui faceva seguito l 'immancabile risposta:

"Un disastro"!

Antonella era abituata a sentirsi al centro dell'attenzione; disinvolta entrava in tutte le discussioni con la sicurezza che hanno le donne affascinanti che sanno che, anche se dovessero dire delle enormi stupidaggini, troverebbero sempre un ammiratore pronto a sostenerle.

Era una che "se la tirava"? Certo, ma non più di tante altre.

Quel giorno parlava, parlava... ma era come se io non ci fossi.

Capivo benissimo che non le importava un accidenti della persona che era seduta accanto, nè  tantomeno della sua opinione.

Io stavo al gioco e facevo finta di ascoltarla.

Indossava una t-shirt bianca e molto aderente,che mostrava la forma di un seno piccolo e sodo e un paio di jeans attillati.

Ogni tanto si metteva a girare per l'aula dimenando quel bel culetto morbido e tondo.

E, mentre rimiravo i suoi abbaglianti occhi verdi, riciclavo i soliti luoghi comuni, che se non altro, servivano a rassicurarla della mia solidarietà:"

Non studiano nulla!Anche con me è successo..."

La immaginavo nuda, con indosso solo calze autoreggenti e uno slip "Guarda che razza di errori hanno commesso!"

Vigliaccamente l'assecondavo nelle sue geremiadi.

Quando si ha la mia età, duole riconoscerlo, le colleghe più carine ti considerano vecchio, utile solo a fare da padre confessore.

Se la sapessero tutta!

Intanto lasciavo che la mia immaginazione corresse libera La prendevo per mano e l'avvicinavo a me.

Ora eravamo faccia a faccia.

Avidamente accarezzavo i seni.

Sentivo che i capezzoli si inturgidivano e il suo respiro diventava ansioso.

I nostri sguardi si incrociavano solo per un momento.

Iniziavo a baciare il petto.

Sentivo che il mondo cambiava colore.

" Professore, la firma lei la circolare della Preside?"

Richiamato alla realtà dall'immancabile bidella rompipalle:

"Sì , certamente "replicavo in fretta e appena in tempo per annuire tre o quattro volte alla bella collega, ancora alle prese con gli alunni nella correzione dei compiti, prima di immergermi nuovamente nel sogno ad occhi aperti.

Antonella si abbandonava, lasciando che le mie mani le frugassero ovunque.

La stavo toccando delicatamente...

Suona la campanella!!!!

I ragazzi sciamano fuori delle aule con i loro insegnanti.

Peccato!

Pur di rivivere un altro sogno così, sarei disposto a fare degli straordinari.

Giovanni Ferreri

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