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Sono passati quasi dieci anni da quando l’amore
atavico per queste terre mi ha portato a vivere qui gran parte del
tempo che la Provvidenza mi concede lasciando a Milano - la città
dove son nato a metà del secolo scorso da una Bergamasca di Dalmine
e un Brentegano di Fontechel - solo qualche scampolo per godere di
tanto in tanto della vitalità dei nipotini.
Con mia moglie, grazie ad una dignitosa pensione
che percepiamo fin dal 2005, ci siamo ritirati in quel di Prada in
una casetta lasciataci in eredità dai miei genitori.
…Ed ora rientriamo proprio da Milano con la
nostra vetturetta ibrida indecisi se raggiungere direttamente Prada
o se parcheggiarla ad Avio presso la stazione di rifornimento di
Idrogeno sorta in prossimità della funivia che da qualche anno, con
uno spettacolare balzo sulla Valle dell’Adige, porta sulle Colme di
Vignol, in tutte le stagioni dell’anno, migliaia di Veronesi,
Mantovani e “Bassaioli” in genere.
Bell’idea quella della funivia… Ha consentito di moltiplicare a
dismisura i frequentatori dell’Altopiano senza intasare di
autovetture le belle strade che lo percorrono evitando le spianate
per i parcheggi ed elevando nel contempo Polsa a fiore all’occhiello
di una Brentonico assurta a stazione turistico-climatica come forse
nemmeno la Madonna di Campiglio dei bei tempi!
Optiamo per la funivia così potremo subito
apprezzare di persona i preparativi per le festività che gli
esercenti della Polsa stanno completando.
Non c’è solo turismo e consumismo…
Da qualche tempo la ritrovata spiritualità della
gente trova qui sull’Altopiano una pienezza ed un senso nuovi…
Anche il Natale…
Saranno gli odori i colori e le luci delle strade
finalmente affollate di turisti e di compaesani, sarà l’atmosfera
naturalmente gioiosa indotta dalle musiche che ad ogni ora del
giorno e della sera che in questo periodo filtrano dalle chiese di
tutte le frazioni. Sono gli studenti della piccola ma già
prestigiosa Scuola d’Organo nata attorno al più antico organo del
trentino, quello della parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo un tempo
sostanzialmente abbandonato…
Sarà la benedizione che introduce al Natale di
tutte le Santelle del circondario alla luce dei falò … Saranno le
celebrazioni, culminanti con la grande messa di mezzanotte al Teatro
Polifunzionale, che i parroci del Paese anche quest’anno hanno
preordinato…
Sarà la processione con fiaccolata dei presepi
sui trattori fra le frazioni il 26 Dicembre, S. Stefano…
Sarà il pellegrinaggio degli Alpini alla
restaurata Madonna della Neve, oppure la festa del Gesù Bambino
“sciatore” a S. Valentino con tutti i bambini presenti
sull’Altipiano…
O, forse, sarà anche quel Centro di Meditazione
Spirituale sorto da un’eccellente ristrutturazione ed ampliamento
della Malga di Pravecc che induce ad avvicinarsi al trascendente…
Chissà?
Naturalmente c’è molto altro a rappresentare e a
giustificare l’inimmaginabile sviluppo che queste terre han
finalmente conseguito...
Seguiteci nel prosieguo del nostro percorso di
ritorno a Prada e vi dirò qualcosa di quel che qui han saputo fare …
All’arrivo della funivia saliamo sul mini-bus
elettrico che da qualche tempo collega con buona frequenza tutte le
frazioni e tutti i nodi turistici del comprensorio. Un servizio che
ha dato unità economica e sociale ad un Comune così “disperso” nella
vastità dell’Altopiano e che tutti e specialmente gli anziani – non
solo i turisti - utilizzano sia per godere di tutte le risorse
locali che per tutte le commissioni di vita quotidiana (Quanti in
passato potevano raggiungere facilmente e regolarmente Bocca di
Navene? Chi il Corno della Paura? Chi Crosano o Prada o Cornè?).
La prima fermata sarà alla più stupefacente
meraviglia culturale mai realizzata in Europa da vent’anni a questa
parte (forse il MART, una ventina d’anni fa, appunto): Si tratta
dell’Anfiteatro Polifunzionale costruito anche con i residui marmi
di Castione, assecondando un valloncello naturale prossimo all’ex
Malga Montagnola. Per l’acustica straordinaria (e perciò, in estate,
completa ed amplia l’offerta operistica dell’Arena di Verona ed
attrae qui da ogni dove ogni forma di intrattenimento teatrale e
musicale) può far ricordare l’Anfiteatro di Epidauro in Grecia. Come
ad Epidauro si domina un panorama incantato di azzurro e di verde
che, la notte, qui, è spesso impreziosito dalla magia del sorgere
della Luna da dietro il Coni Zugna. In inverno si trasforma
felicemente in arena del ghiaccio sia per i pattinatori dilettanti
che per i protagonisti del grande Sport e del grande Show-Business…
Da qui la notte di Natale partiranno gli
sci-alpinisti con mille lanterne per “accendere” il Bambinello del
Presepe luminoso su a Camp, visibile in tutta la Vallagarina.
Inevitabilmente finiranno poi a far bisboccia al
Rifugio Miralago di Val del Parol che da qualche anno, grazie alle
intese con la Società Elettrica, raccoglie sia le acque piovane
altrimenti disperse dell’Altissimo che quelle pompate dal Garda (o
dal canale Adige-Garda? Non ricordo) per formare il Lac Parol, una
riserva d’acqua in quota che ha naturalmente rianimato la quasi
esangue falda acquifera dell’Altopiano, beneficiando l’agricoltura
oltre ad alimentare la Nuova Centrale Elettrica di Loppio…
…E a S.Silvestro da qui partirà la spettacolare
fiaccolata-staffetta che, con un misto di sci e roller, raggiungerà
Torbole e poi giù, giù Malcesine, Garda e Peschiera ad annunciare
trionfalmente il nuovo anno a tutti i villaggi della sponda
orientale del Grande Lago.
Il nostro bus prosegue ora per la Polsa dove ci
fermiamo a fare un po’ di spese…
Da quando il turismo è diventato un fenomeno
corposo ed esteso per tutto l’anno, vi si trovano numerosi negozi
che offrono tutte le prelibatezze tipiche della Vallagarina e tutti
i prodotti d’artigianato del Trentino. Grazie alle funivie di Avio e
di Malcesine, ottimamente collegate a S. Valentino e Polsa, fare
shopping qui è divenuto in non solo per le élite turistiche del
Garda e Trentino…
Formaggio di Capra del Baldo (sì, capre e pecore
son tornate lassù, ben governate da pastori indiani, ormai
perfettamente integrati…), Porcini conservati e Tartufi di Castione
(da anni i castagneti secolari sono stati intelligentemente
fecondati con le spore di questi preziosissimi vegetali…), Trote
affumicate, Foie Gras e Prosciuttini d’Oca degli allevamenti
integrati delle Sorne, una bottiglia di Brentonic, lo sfizioso
aperitivo ricavato dalle uve Schiava DOC dell’Altopiano (la ricetta,
lungamente meditata, l’ho suggerita personalmente alla BRENT S.p.A,
la società che ha insediato a Cornè una fiorente industria
alimentare per la trasformazione e la vendita dei prodotti locali),
Carne, Miele di Castagno di Castione, Nocciole dei Dossi, Olio
Gardesano, un’intrigante scelta di vini da tutta la valle fin giù a
Bardolino…
Per tacere della rinata pasticceria e gelateria
tradizionale locale, dei fiori e dei piccoli frutti delle serre
sorte fra Postemon e il Pra da Stua
E che dire dei latti di capra e d’asina (c’è un
fiorente allevamento di questi equini in Postemon che, oltre alla
rinata latteria sociale di Brentonico, rifornisce di carne i
ristoranti locali per i loro deliziosi stracotti!) ideali per i
bimbi allergici al latte vaccino.
Dimenticavo lo “Zafferano dell’Altopiano” da
regalare a parenti e amici, che lo apprezzano sopra ogni cosa da
quando, su tutto il Baldo, da Brentonico e giù, giù, fino a Caprino
Veronese, si è favorita la diffusione del “Crocus Sativus L.” che
qui sembra proprio e da sempre di casa…
Fossimo in Luglio potremmo anche godere dei
frutti tardivi (Ciliegie e Susine) di Saccone e Crosano…
Dell’artigianato Brentegano, perché di pregio e
unico nel suo genere, vorrei ricordare i mosaici realizzati con
tecnica romana, da artisti formatisi alla scuola d’arte impiantata a
S. Valentino, (in collaborazione col MART or saranno sette-otto
anni) per sfruttare le rocce multicolori che, già sfogliate nello
spessore giusto, si rinvengono facilmente in tutta la zona.
Luglio… l’Estate… Echi di Grandi Vacanze e di
saporosi soggiorni… Da quando Brentonico ha offerto alla costiera
gardesana e a Malcesine in particolare il retroterra che non
avevano, da quando la collaborazione per corroborare le risorse
turistiche ha coinvolto più i comuni limitrofi che Rovereto, il
turismo per tutto il comprensorio del Baldo si è sviluppato in
maniera solida, virtuosa e ricca, peraltro a spese di investimenti
minimi… Un paio di Beauty Farm (cura del fieno, aromaterapie ecc.)
fra S. Giacomo e Prà Alpesina, un campo da Golf e relativo Country
Club con piscina e tennis proprio lassù a Prà Alpesina
(frequentatissimo dai turisti Tedeschi, Inglesi e Olandesi dal
Garda), una magnifica Gelateria aperta tutto l’anno alla cascata del
ponte di Landrom realizzata ristrutturando il vecchio mulino e
incastonando sul versante opposto una terrazza panoramica che dà
sulla cascata ora illuminata Un’ardita passerella pedonale da
brivido unisce i due versanti… La frescura estiva più rigenerante e
“golosa” di tutto l’Altopiano…
Il tutto è cominciato quasi per caso una dozzina
d’anni fa da un’iniziativa semplice quanto di grande impatto
economico e sociale… Era il tempo in cui lo sviluppo edilizio del
paese aveva creato un eccesso di appartamenti sfitti e invenduti.
Non aveva senso costruire oltre se poi i forestieri non trovavano
una buona ragione per venire a Brentonico, soffermarsi…
Insediarsi…Vivere…
Ci fu una meritoria campagna di promozione da
parte della BRENT S.p.A. in tutte le città del Nord per portare a
Brentonico quanti più anziani possibile, abili e con vari gradi di
disabilità, interessati all’affitto per almeno sei mesi ovvero
all’acquisto degli appartamenti liberi. In collaborazione con i
professionisti dell’allora Ricovero per Anziani fu organizzato un
servizio d’assistenza che andava dalla semplice compagnia e
sorveglianza ad ogni tipo di servizio domiciliare intermedio
personalizzato (faccende domestiche, spesa, cucina, cultura,
intrattenimento, gite, salute, medicina ecc.) fino all’assistenza
diuturna per i non autosufficienti. Per la prima volta a Brentonico
s’invertì il flusso del lavoro, non più verso valle ma bensì verso
il paese sia per via dei pendolari di ritorno che per nuovi
lavoratori che dalla valle risalirono fino al capoluogo l’Altopiano.
Il successo dell’iniziativa portò da ogni dove nuovi flussi di
visitatori - inizialmente parenti ed amici di questi anziani - che
trovarono comodo considerare Brentonico come il loro retroterra
familiare dove passare il fine settimana, i ponti, le ferie e, per
qualcuno persino viverci.
Fu naturale poi vedere sorgere dalle parti di
Prada una clinica privata per ospiti bisognosi d’assistenza medica
continuativa… Come fu facile collocare ai Dossi il nuovo Ospedale
Pneumologico Provinciale. Come ben si comprende si è trattato di
investimenti, in gran parte privati o “esterni”, portatori diretti
di lavoro, di benessere e di un indotto che ha fatto da traino a
tutte le attuali meraviglie che costellano l’Altopiano. Fra queste
c’è anche un richiamo eco-tecnologico sorto appena sotto S.
Valentino sulla strada per Avio… Si tratta di una terna di stazioni
eoliche, così ben posizionate da esaltare, col favore del vento dal
Garda, oltre alla loro funzione propriamente produttiva, il panorama
naturale della valle.
Naturalmente i meriti di quest’inatteso sviluppo
vanno condivisi con le istituzioni pubbliche che hanno saputo
offrire alle imprese e ai capitali “foresti” le necessarie garanzie
di stabilità e di continuità di progetto e di iniziativa. Sul
terreno pratico hanno fatto assumere al paese un’identità più
riconoscibile e qualificante attraverso l’assunzione in proprio di
ogni sostegno all’immagine, al turismo e all’economia di Brentonico
(si sa, chi fa da sé fa per tre) e un denominatore comune a tutte le
frazioni del territorio comunale, chiamandole per quello che
effettivamente sono… Crosano di Brentonico, Polsa di Brentonico,
Saccone di Brentonico, S. Valentino di Brentonico ecc. Una specie di
Marketing istituzionale… Inoltre, proprio secondo le mai tramontate
regole del marketing e della comunicazione, facendosi conoscere nel
più semplice e diretto dei modi (e una siffatta stazione
turistico-climatica non poteva restare nell’anonimato in cui era
stata lasciata fino agli inizi del terzo millennio!) quello della
segnaletica stradale. Infatti, ormai da anni le indicazioni
“Altopiano di Brentonico” o più semplicemente “Brentonico”
campeggiano ad ogni uscita autostradale plausibile da Peschiera ad
Affi, ad Ala-Avio, a Rovereto e ad ogni incrocio che da Verona, da
Brescia ,da Mantova e da Trento interseca la direttrice per
l’Altopiano… Grazie a questi cartelli il paese cominciò ad esistere
nella mente di milioni di viaggiatori ben prima che decidessero di
visitarlo!
Questa saggia iniziativa ha portato innumerevoli
turisti ad includere nelle loro peregrinazioni l’Altopiano, per
curiosare… Godere della cucina degli ottimi ristoranti disseminati
sulla dorsale del Baldo, fare un po’ di shopping “diverso” che,
oltre ai prodotti locali e tipici già richiamati, da qualche tempo
offre, grazie al vecchio vivaista, là fuori S.Rocco, anche un’ampia
selezione di fiori di montagna da portarsi via in dolcissimo ricordo
del posto contribuendo nel contempo a sostenere (ovvero
salvaguardare e moltiplicare) le varietà floreali del Baldo
altrimenti minacciate di estinzione.
Per ulteriormente assecondare questo turismo di
passaggio, ma anche per attirare un po’ tutti i residenti della
valle, in virtù di un particolare accordo col Comune e con l’Ente
del Turismo, la stazione di servizio carburanti –ora spostata
all’incrocio per Castione- offre i migliori prezzi della valle per
GPL, Metano, Gasolio e –prossimamente- dicono, anche idrogeno.
…Ma la condivisione dei meriti va estesa ai
Brentegani, piccolo popolo che da tempo si era imbolsito già ai
primi frutti dell’industrializzazione in Vallagarina e ai primi
proventi di una promettente quanto mai pienamente sbocciata attività
turistica.
Da qualche anno queste genti si sono risvegliate
dai torpori della fine del XX secolo; hanno compreso che senza
credere in sé stessi e senza investire nel futuro dei propri figli
sarebbero stati condannati alla decadenza economica e sociale
propria e di tutto l’Altopiano. Potremmo dire che questo risveglio
ha cominciato a manifestarsi dopo una serie d’incontri pubblici
tenutisi al Palasport fra l’Amministrazione, le forze economiche
locali ed i cittadini. Tutti insieme hanno portato alla formazione
della “BRENT S.p.A.” la società di diritto privato ad azionariato
popolare che oltre a promuovere i grandi progetti che hanno fatto
grande Brentonico, proiettandola fra le stelle del panorama
turistico nazionale, ha offerto servizi di promozione, marketing e
sviluppo a tutti coloro che abbiano voluto cimentarsi in qualche
iniziativa utile all’economia della collettività. Di questi servizi
ne hanno beneficiato dai negozietti appena aperti o in difficoltà,
agli alberghetti, ai proprietari piccoli e grandi di appartamenti,
agli albergatori e ristoratori più affermati e persino gli
allevatori e agricoltori che si sono lasciati guidare verso
allevamenti e coltivazioni più pregiati e consoni al mercato che
cambiava (le Ciliegie, le Susine, i Crocus, i Tartufi, le Nocciole,
i Funghi, il Miele, le Capre, le Asine ecc. non sono scelte
casuali). Finanziamenti, Marketing, Pubblicità, Internet, Corsi di
Orientamento e Professionali a sostegno di ogni socio che volesse
far “crescere” l’economia del Paese, i posti di lavoro, la
condizione generale…
E così siamo giunti alla meta… Con la conclusione
del nostro viaggio a Prada si conclude il nostro racconto.
Troverete qualcun altro che lo continuerà per
dirvi meglio e di più di queste terre benedette…
A me non resta che da augurarvi Buon Natale 2015!
P.S.
Riferimenti a fatti o persone reali sono puramente casuali …

Gianclaudio ANDREOLLI (“Perno”)



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