Brentonico 2015: VIGILIA sull’ALTOPIANO

Una cronaca dal futuro…

Brentonico 2015: VIGILIA sull’ALTOPIANO

Sono passati quasi dieci anni da quando l’amore atavico per queste terre mi ha portato a vivere qui gran parte del tempo che la Provvidenza mi concede lasciando a Milano - la città dove son nato a metà del secolo scorso da una Bergamasca di Dalmine e un Brentegano di Fontechel - solo qualche scampolo per godere di tanto in tanto della vitalità dei nipotini.

Con mia moglie, grazie ad una dignitosa pensione che percepiamo fin dal 2005, ci siamo ritirati in quel di Prada in una casetta lasciataci in eredità dai miei genitori.

…Ed ora rientriamo proprio da Milano con la nostra vetturetta ibrida indecisi se raggiungere direttamente Prada o se parcheggiarla ad Avio presso la stazione di rifornimento di Idrogeno sorta in prossimità della funivia che da qualche anno, con uno spettacolare balzo sulla Valle dell’Adige, porta sulle Colme di Vignol, in tutte le stagioni dell’anno, migliaia di Veronesi, Mantovani e “Bassaioli” in genere.
Bell’idea quella della funivia… Ha consentito di moltiplicare a dismisura i frequentatori dell’Altopiano senza intasare di autovetture le belle strade che lo percorrono evitando le spianate per i parcheggi ed elevando nel contempo Polsa a fiore all’occhiello di una Brentonico assurta a stazione turistico-climatica come forse nemmeno la Madonna di Campiglio dei bei tempi!

Optiamo per la funivia così potremo subito apprezzare di persona i preparativi per le festività che gli esercenti della Polsa stanno completando.

Non c’è solo turismo e consumismo…

Da qualche tempo la ritrovata spiritualità della gente trova qui sull’Altopiano una pienezza ed un senso nuovi…

Anche il Natale…

Saranno gli odori i colori e le luci delle strade finalmente affollate di turisti e di compaesani, sarà l’atmosfera naturalmente gioiosa indotta dalle musiche che ad ogni ora del giorno e della sera che in questo periodo filtrano dalle chiese di tutte le frazioni. Sono gli studenti della piccola ma già prestigiosa Scuola d’Organo nata attorno al più antico organo del trentino, quello della parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo un tempo sostanzialmente abbandonato…

Sarà la benedizione che introduce al Natale di tutte le Santelle del circondario alla luce dei falò … Saranno le celebrazioni, culminanti con la grande messa di mezzanotte al Teatro Polifunzionale, che i parroci del Paese anche quest’anno hanno preordinato…

Sarà la processione con fiaccolata dei presepi sui trattori fra le frazioni il 26 Dicembre, S. Stefano…

Sarà il pellegrinaggio degli Alpini alla restaurata Madonna della Neve, oppure la festa del Gesù Bambino “sciatore” a S. Valentino con tutti i bambini presenti sull’Altipiano…

O, forse, sarà anche quel Centro di Meditazione Spirituale sorto da un’eccellente ristrutturazione ed ampliamento della Malga di Pravecc che induce ad avvicinarsi al trascendente… Chissà?

Naturalmente c’è molto altro a rappresentare e a giustificare l’inimmaginabile sviluppo che queste terre han finalmente conseguito...

Seguiteci nel prosieguo del nostro percorso di ritorno a Prada e vi dirò qualcosa di quel che qui han saputo fare …

All’arrivo della funivia saliamo sul mini-bus elettrico che da qualche tempo collega con buona frequenza tutte le frazioni e tutti i nodi turistici del comprensorio. Un servizio che ha dato unità economica e sociale ad un Comune così “disperso” nella vastità dell’Altopiano e che tutti e specialmente gli anziani – non solo i turisti - utilizzano sia per godere di tutte le risorse locali che per tutte le commissioni di vita quotidiana (Quanti in passato potevano raggiungere facilmente e regolarmente Bocca di Navene? Chi il Corno della Paura? Chi Crosano o Prada o Cornè?).

La prima fermata sarà alla più stupefacente meraviglia culturale mai realizzata in Europa da vent’anni a questa parte (forse il MART, una ventina d’anni fa, appunto): Si tratta dell’Anfiteatro Polifunzionale costruito anche con i residui marmi di Castione, assecondando un valloncello naturale prossimo all’ex Malga Montagnola. Per l’acustica straordinaria (e perciò, in estate, completa ed amplia l’offerta operistica dell’Arena di Verona ed attrae qui da ogni dove ogni forma di intrattenimento teatrale e musicale) può far ricordare l’Anfiteatro di Epidauro in Grecia. Come ad Epidauro si domina un panorama incantato di azzurro e di verde che, la notte, qui, è spesso impreziosito dalla magia del sorgere della Luna da dietro il Coni Zugna. In inverno si trasforma felicemente in arena del ghiaccio sia per i pattinatori dilettanti che per i protagonisti del grande Sport e del grande Show-Business…

Da qui la notte di Natale partiranno gli sci-alpinisti con mille lanterne per “accendere” il Bambinello del Presepe luminoso su a Camp, visibile in tutta la Vallagarina.

Inevitabilmente finiranno poi a far bisboccia al Rifugio Miralago di Val del Parol che da qualche anno, grazie alle intese con la Società Elettrica, raccoglie sia le acque piovane altrimenti disperse dell’Altissimo che quelle pompate dal Garda (o dal canale Adige-Garda? Non ricordo) per formare il Lac Parol, una riserva d’acqua in quota che ha naturalmente rianimato la quasi esangue falda acquifera dell’Altopiano, beneficiando l’agricoltura oltre ad alimentare la Nuova Centrale Elettrica di Loppio…

…E a S.Silvestro da qui partirà la spettacolare fiaccolata-staffetta che, con un misto di sci e roller, raggiungerà Torbole e poi giù, giù Malcesine, Garda e Peschiera ad annunciare trionfalmente il nuovo anno a tutti i villaggi della sponda orientale del Grande Lago.

Il nostro bus prosegue ora per la Polsa dove ci fermiamo a fare un po’ di spese…

Da quando il turismo è diventato un fenomeno corposo ed esteso per tutto l’anno, vi si trovano numerosi negozi che offrono tutte le prelibatezze tipiche della Vallagarina e tutti i prodotti d’artigianato del Trentino. Grazie alle funivie di Avio e di Malcesine, ottimamente collegate a S. Valentino e Polsa, fare shopping qui è divenuto in non solo per le élite turistiche del Garda e Trentino…

Formaggio di Capra del Baldo (sì, capre e pecore son tornate lassù, ben governate da pastori indiani, ormai perfettamente integrati…), Porcini conservati e Tartufi di Castione (da anni i castagneti secolari sono stati intelligentemente fecondati con le spore di questi preziosissimi vegetali…), Trote affumicate, Foie Gras e Prosciuttini d’Oca degli allevamenti integrati delle Sorne, una bottiglia di Brentonic, lo sfizioso aperitivo ricavato dalle uve Schiava DOC dell’Altopiano (la ricetta, lungamente meditata, l’ho suggerita personalmente alla BRENT S.p.A, la società che ha insediato a Cornè una fiorente industria alimentare per la trasformazione e la vendita dei prodotti locali), Carne, Miele di Castagno di Castione, Nocciole dei Dossi, Olio Gardesano, un’intrigante scelta di vini da tutta la valle fin giù a Bardolino…

Per tacere della rinata pasticceria e gelateria tradizionale locale, dei fiori e dei piccoli frutti delle serre sorte fra Postemon e il Pra da Stua

E che dire dei latti di capra e d’asina (c’è un fiorente allevamento di questi equini in Postemon che, oltre alla rinata latteria sociale di Brentonico, rifornisce di carne i ristoranti locali per i loro deliziosi stracotti!) ideali per i bimbi allergici al latte vaccino.

Dimenticavo lo “Zafferano dell’Altopiano” da regalare a parenti e amici, che lo apprezzano sopra ogni cosa da quando, su tutto il Baldo, da Brentonico e giù, giù, fino a Caprino Veronese, si è favorita la diffusione del “Crocus Sativus L.” che qui sembra proprio e da sempre di casa…

Fossimo in Luglio potremmo anche godere dei frutti tardivi (Ciliegie e Susine) di Saccone e Crosano…

Dell’artigianato Brentegano, perché di pregio e unico nel suo genere, vorrei ricordare i mosaici realizzati con tecnica romana, da artisti formatisi alla scuola d’arte impiantata a S. Valentino, (in collaborazione col MART or saranno sette-otto anni) per sfruttare le rocce multicolori che, già sfogliate nello spessore giusto, si rinvengono facilmente in tutta la zona.

Luglio… l’Estate… Echi di Grandi Vacanze e di saporosi soggiorni… Da quando Brentonico ha offerto alla costiera gardesana e a Malcesine in particolare il retroterra che non avevano, da quando la collaborazione per corroborare le risorse turistiche ha coinvolto più i comuni limitrofi che Rovereto, il turismo per tutto il comprensorio del Baldo si è sviluppato in maniera solida, virtuosa e ricca, peraltro a spese di investimenti minimi… Un paio di Beauty Farm (cura del fieno, aromaterapie ecc.) fra S. Giacomo e Prà Alpesina, un campo da Golf e relativo Country Club con piscina e tennis proprio lassù a Prà Alpesina (frequentatissimo dai turisti Tedeschi, Inglesi e Olandesi dal Garda), una magnifica Gelateria aperta tutto l’anno alla cascata del ponte di Landrom realizzata ristrutturando il vecchio mulino e incastonando sul versante opposto una terrazza panoramica che dà sulla cascata ora illuminata Un’ardita passerella pedonale da brivido unisce i due versanti… La frescura estiva più rigenerante e “golosa” di tutto l’Altopiano…

Il tutto è cominciato quasi per caso una dozzina d’anni fa da un’iniziativa semplice quanto di grande impatto economico e sociale… Era il tempo in cui lo sviluppo edilizio del paese aveva creato un eccesso di appartamenti sfitti e invenduti. Non aveva senso costruire oltre se poi i forestieri non trovavano una buona ragione per venire a Brentonico, soffermarsi… Insediarsi…Vivere…

Ci fu una meritoria campagna di promozione da parte della BRENT S.p.A. in tutte le città del Nord per portare a Brentonico quanti più anziani possibile, abili e con vari gradi di disabilità, interessati all’affitto per almeno sei mesi ovvero all’acquisto degli appartamenti liberi. In collaborazione con i professionisti dell’allora Ricovero per Anziani fu organizzato un servizio d’assistenza che andava dalla semplice compagnia e sorveglianza ad ogni tipo di servizio domiciliare intermedio personalizzato (faccende domestiche, spesa, cucina, cultura, intrattenimento, gite, salute, medicina ecc.) fino all’assistenza diuturna per i non autosufficienti. Per la prima volta a Brentonico s’invertì il flusso del lavoro, non più verso valle ma bensì verso il paese sia per via dei pendolari di ritorno che per nuovi lavoratori che dalla valle risalirono fino al capoluogo l’Altopiano. Il successo dell’iniziativa portò da ogni dove nuovi flussi di visitatori - inizialmente parenti ed amici di questi anziani - che trovarono comodo considerare Brentonico come il loro retroterra familiare dove passare il fine settimana, i ponti, le ferie e, per qualcuno persino viverci.

Fu naturale poi vedere sorgere dalle parti di Prada una clinica privata per ospiti bisognosi d’assistenza medica continuativa… Come fu facile collocare ai Dossi il nuovo Ospedale Pneumologico Provinciale. Come ben si comprende si è trattato di investimenti, in gran parte privati o “esterni”, portatori diretti di lavoro, di benessere e di un indotto che ha fatto da traino a tutte le attuali meraviglie che costellano l’Altopiano. Fra queste c’è anche un richiamo eco-tecnologico sorto appena sotto S. Valentino sulla strada per Avio… Si tratta di una terna di stazioni eoliche, così ben posizionate da esaltare, col favore del vento dal Garda, oltre alla loro funzione propriamente produttiva, il panorama naturale della valle.

Naturalmente i meriti di quest’inatteso sviluppo vanno condivisi con le istituzioni pubbliche che hanno saputo offrire alle imprese e ai capitali “foresti” le necessarie garanzie di stabilità e di continuità di progetto e di iniziativa. Sul terreno pratico hanno fatto assumere al paese un’identità più riconoscibile e qualificante attraverso l’assunzione in proprio di ogni sostegno all’immagine, al turismo e all’economia di Brentonico (si sa, chi fa da sé fa per tre) e un denominatore comune a tutte le frazioni del territorio comunale, chiamandole per quello che effettivamente sono… Crosano di Brentonico, Polsa di Brentonico, Saccone di Brentonico, S. Valentino di Brentonico ecc. Una specie di Marketing istituzionale… Inoltre, proprio secondo le mai tramontate regole del marketing e della comunicazione, facendosi conoscere nel più semplice e diretto dei modi (e una siffatta stazione turistico-climatica non poteva restare nell’anonimato in cui era stata lasciata fino agli inizi del terzo millennio!) quello della segnaletica stradale. Infatti, ormai da anni le indicazioni “Altopiano di Brentonico” o più semplicemente “Brentonico” campeggiano ad ogni uscita autostradale plausibile da Peschiera ad Affi, ad Ala-Avio, a Rovereto e ad ogni incrocio che da Verona, da Brescia ,da Mantova e da Trento interseca la direttrice per l’Altopiano… Grazie a questi cartelli il paese cominciò ad esistere nella mente di milioni di viaggiatori ben prima che decidessero di visitarlo!

Questa saggia iniziativa ha portato innumerevoli turisti ad includere nelle loro peregrinazioni l’Altopiano, per curiosare… Godere della cucina degli ottimi ristoranti disseminati sulla dorsale del Baldo, fare un po’ di shopping “diverso” che, oltre ai prodotti locali e tipici già richiamati, da qualche tempo offre, grazie al vecchio vivaista, là fuori S.Rocco, anche un’ampia selezione di fiori di montagna da portarsi via in dolcissimo ricordo del posto contribuendo nel contempo a sostenere (ovvero salvaguardare e moltiplicare) le varietà floreali del Baldo altrimenti minacciate di estinzione.

Per ulteriormente assecondare questo turismo di passaggio, ma anche per attirare un po’ tutti i residenti della valle, in virtù di un particolare accordo col Comune e con l’Ente del Turismo, la stazione di servizio carburanti –ora spostata all’incrocio per Castione- offre i migliori prezzi della valle per GPL, Metano, Gasolio e –prossimamente- dicono, anche idrogeno.

…Ma la condivisione dei meriti va estesa ai Brentegani, piccolo popolo che da tempo si era imbolsito già ai primi frutti dell’industrializzazione in Vallagarina e ai primi proventi di una promettente quanto mai pienamente sbocciata attività turistica.

Da qualche anno queste genti si sono risvegliate dai torpori della fine del XX secolo; hanno compreso che senza credere in sé stessi e senza investire nel futuro dei propri figli sarebbero stati condannati alla decadenza economica e sociale propria e di tutto l’Altopiano. Potremmo dire che questo risveglio ha cominciato a manifestarsi dopo una serie d’incontri pubblici tenutisi al Palasport fra l’Amministrazione, le forze economiche locali ed i cittadini. Tutti insieme hanno portato alla formazione della “BRENT S.p.A.” la società di diritto privato ad azionariato popolare che oltre a promuovere i grandi progetti che hanno fatto grande Brentonico, proiettandola fra le stelle del panorama turistico nazionale, ha offerto servizi di promozione, marketing e sviluppo a tutti coloro che abbiano voluto cimentarsi in qualche iniziativa utile all’economia della collettività. Di questi servizi ne hanno beneficiato dai negozietti appena aperti o in difficoltà, agli alberghetti, ai proprietari piccoli e grandi di appartamenti, agli albergatori e ristoratori più affermati e persino gli allevatori e agricoltori che si sono lasciati guidare verso allevamenti e coltivazioni più pregiati e consoni al mercato che cambiava (le Ciliegie, le Susine, i Crocus, i Tartufi, le Nocciole, i Funghi, il Miele, le Capre, le Asine ecc. non sono scelte casuali). Finanziamenti, Marketing, Pubblicità, Internet, Corsi di Orientamento e Professionali a sostegno di ogni socio che volesse far “crescere” l’economia del Paese, i posti di lavoro, la condizione generale…

E così siamo giunti alla meta… Con la conclusione del nostro viaggio a Prada si conclude il nostro racconto.

Troverete qualcun altro che lo continuerà per dirvi meglio e di più di queste terre benedette…

A me non resta che da augurarvi Buon Natale 2015!

 

P.S.
Riferimenti a fatti o persone reali sono puramente casuali …

Gianclaudio ANDREOLLI (“Perno”)


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