Antonio Caterina

Deliberatamente Tuo

Ecco che mi riprende quella voglia irrefrenabile come di una bestia selvaggia, che dopo tanto riesce a speronare quest’isolamento e ritornare alla vita.

Questa voglia ardimentosa che ho sempre avuto di te e che non è stata mai contraccambiata.

Quelle telefonate, di sentire la tua voce, ed io che ti immagino pensierosa, nel rispondermi alle mie domande. Lo so, vado troppo di fretta e non ho pazienza di attendere che le cose vadano fatte a tempo. Ma questo perché non ho mai avuto qualcuno, qualcuno che mi abbia voluto veramente bene.

Voglio scrivere e parlare di te con la speranza che in futuro, oltre all’amicizia possa nascere qualcosa di più duraturo.

Quelle attese spasmodiche di poterti vedere almeno per un attimo e parlare del più e del meno. La lontananza purtroppo, me lo impedisce ed anche perché mi si è rotta la macchina.

Sai di quel sogno che ho fatto dove c’eri anche tu , e che ti ho raccontato per telefono, vorrei che tutto questo, un giorno potesse divenire realtà.

Vorrei poterti dire tante cose ed aiutarti così ad uscire da questa tua depressione. Mi daresti anche così la possibilità di continuare a scrivere ed evacuare queste mie idee, dando così sfogo a questa mia voglia come ho detto in precedenza.

Non vorrei essere invadente, ma mi piacerebbe sapere più cose di te, immaginando così, che cosa stai facendo e se qualche volta mi pensi, vorrei essere solamente tuo. Questo pensiero che mi frulla nella mente da giorni non riesce a darmi pace.

Ci credi ai sogni?

Io no, perché i miei sono stati tutti dei ”SOGNI infranti”, infatti con questo titolo ho pubblicato la seconda raccolta di poesie.

Ogni giornata indecisa e cupa, sperando che qualcosa faccia squillare il mio cellulare, ma tutto tace. Non so se questa mia storia potrà interessare a qualcuno o se andrà riposta in qualche angolo della mia stanza, come di altri lavori che feci tempo fa.

Comunque continuo a ripetere a me stesso che devo continuare a combattere contro tutto e tutti per ottenere quel che voglio, anche per stare in pace con me stesso. Perché come dice un proverbio: ”Chi non sta in pace con se stesso, non può stare in pace con gli altri”.

Con “Deliberatamente tuo” vorrei che fosse il titolo di questo mio racconto e soprattutto vorrei che il Signore mi dia la forza di portarlo a termine, dandomi nuove idee e nuovi spunti.

Il tempo passa ma purtroppo non si vede una svolta per la mia vita e inevitabilmente è tornata questa maledetta estate che mi toglie il respiro, facendomi sentire tutto confuso e svuotandomi di quella forza per farmi sentire al meglio di quello che sono realmente.

Nell’infinito di una struggente passione verso di te, vagano nella mia mente pensieri ed immagini che si fissano senza una meta precisa. Solo l’ipocrisia, la superbia ed altro, vedo e sento nelle persone, mentre dentro di me ho questo tarlo che mi rode e che non riesco ad eliminare.

Arrivare a quelle conclusioni di rigetto e nella natura degli esseri umani e quando non bisogna manifestarle. Scrivere è l’unico mezzo che mi è rimasto lanciando così l’immaginazione al futuro a conclusione di questa mia opera.

Si ripresenta quella lì di una volta: che fare?

Su questi argomenti cozza la mia nevrosi, mentre cerco di eliminare dalla mia mente quella ragazza dai lunghi capelli biondi che mi ha dato lo stimolo a scrivere questo lavoro. Per certi versi, vorrei che la mia mente eruttasse nuovi pensieri, così da poter convincere a coloro che si sentono de dotti, che esisto anch’io.

Nulla più si scopre nell’immenso creato, tutto rimane chiuso in questo circuito, dove è impenetrabile entrare. Cerco di apprendere più nozioni possibili , così da poter ampliare e valutare meglio le cose. Quello che non riesco a convincermi è perché ad ogni cosa, deve esserci sempre una risposta?

Un altro proverbio dice: ”L’unione fa la forza”, ma se questa unione non si trova, ecco che tutto svanisce. Oppure tutti sono importanti e nessuno è utile.

Nell’immenso mondo di frasi e pensieri è molto difficile trovare una strada, spero solo che un giorno questi miei sacrifici mi vengano ripagati. Fare delle opere lunghe potrebbe anche comportare a ripetere le stesse cose, oppure sconclusionate.

Mi fischiano le orecchie, si dice che forse qualcuno ti starà pensando o starà parlando di te o addirittura che fra poco avrò delle visite, chissà! Tutto è finzione nella letteratura, c’è poco di verità, ed è difficile trovarla; tutto dipende dalla bravura e del talento dello scrittore o del poeta.

Forse tutte queste cose non esistono e trasferirsi in questo mondo irreale, la verità purtroppo, è un ‘altra: infatti leggendo poco c’è molta ignoranza, poca informazione letteraria e tutto questo porta ad un'unica cosa, alla mancanza della cosa più importante: l’istruzione.

Forse questo può sembrare una lettura come tante altre e per qualcuno un racconto di poco conto, ma per me che l’ho scritto è un modo per sfogarmi di tutto, con tutto e per tutto quello che va di storto.

In questo racconto non sono il solo che si deve sfogare , ma anche il lettore deve dare sfogo alle sue frustrazioni e scaricarsi de brutti pensieri che lo assillano, perché ognuno cerca nella lettura, il modo per sentirsi protagonista nel rilassarsi completamente e abbandonarsi per un poco dalla realtà della vita moderna ed entrare in quella surreale dove la nostra immaginazione e la fantasia sono la linfa del nostro ben cercato e amato rilassamento.

ANTONIO CATERINA

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