A mia madre

Scostai quella porta
confine dello spazio senza tempo
luogo che fu dei nostri taciti incontri
e affidai i miei pensieri di spemi
agli occhi lucenti di una colomba
che a te giunse con quel lembo di carta,…

piccole scritte di inchiostro nero, sottile, innocente,
piccole macchie di foglio sgualcito, estenuato,
nelle tue mani ora…
da sempre…

mani tenere, leggere, ferme e sicure,
mani conosciute,
mani che mi hanno cullata,
accarezzata, sostenuta…
mani di giusti rimproveri,
mani di amore…
mani di madre….

mani che gli anni han portato con se, lontano,
oltre la luce eterna
insieme al mio messaggio di amore
che ancor oggi rinnovo…

e piccole lacrime che furono le tue custodite tra le mie,
nei nostri visi schiacciati l’un l’altro,
che si cercarono, confortandosi,
confusi, disperati e incompiuti,
in quello che fu il nostro addio
nel nostro ultimo incontro terreno...
nel nostro estremo bacio
che oggi, … rammento
e ritrovo.

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Vittorio Masala

 

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