La condannata
Alla nonna Angela

Sei ricoverata alla clinica,
sei nel tuo lindo giaciglio,
e dalla tua camera
percepisci appena passare
i medici e le infermiere col camice bianco:
alle ore dieci, alle quindici
ed alle diciassette.

Ma tu non riesci a vederli,
neppure a sentirli,
perché sei nella vita vegetativa.

Essi s’avvicinano a te.

Ti sentono il cuore,
ti toccano il polso.
ti guardano le pupille,
sussurrandoti alle orecchie:
“ Svegliati.

Presto ritornerai a casa.”

Essi lo sanno,
e, forse, lo sai anche tu:
la tua casa
non la rivedrai mai più.

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Silvana Pagella

 

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