Contavo le onde

Stanotte ho sognato
ch’ero seduta,
con le ginocchia piegate,
sulla spiaggia in riva all’oceano
e contavo le onde,
una per una,
non avevo paura alcuna
che m’inghiottissero.
Le onde antiche e canute
erano più di cento,
più di mille,
più d’un milione,
più d’un miliardo.

Erano onde perfette
che s’alzavano e s’abbassavano
a ritmo col tempo
e con la loro cresta
di schiuma bianca
parevano sfiorare il firmamento,
formando infiniti ponti cristallini
fra il mare il cielo
come fossero brillanti arcobaleni d’acqua.
Stavo lì, in estasi.
In seguito a quel preciso istante
mi destai
e compresi che non mi trovavo più
sulla riva dell’oceano
a contare le onde;
ma nella realtà d’ogni giorno.

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Silvana Pagella

 

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