Amore e perdono

Ferma
dall’alto di un monte
ho visto questa notte
la mia realtà:
come fuori dal tempo
spettatrice di me stessa
nella città mi sono vista
fra i tanti lampioni
che regalavano giochi d’ombre e di luce
a viottoli contorti
che si aggrovigliavano e sgrovigliavano
salendo ed inabissandosi
come un’irreale gioco.

Erano gli uomini
in corsa affannata
alla ricerca dell’Amore eterno
ma
per strada ci siano persi.

Dietro agli angoli bui
voci soavi
inviti a ludici giochi
di corpi infuocati
e diviene il peccato
coltre per la notte innanzi.

Più non oso guardare i miei occhi
nello specchio riflessi
veste di colpa mi sento addosso
nell’abisso del peccato sempre più in basso
sempre più giù
il capo non oso alzare verso la Luce del perdono.

E son stelle
che nel cielo si spengono
uomini di colpa macchiati
che mancan di coraggio
ed umiltà non conoscono
per chiedere perdono.

Si perdono le stelle
dietro al prato infinito della vita
ma il vuoto
profondo baratro che nel cuore rimane
li porta la mano ad allungare
l’un l’altra si cercano
ancora l’Amore grida nei cuori
ed Amore sarà
quello che al bordo del prato
confine fra cielo e realtà
lo sguardo a Dio
ci farà elevare.

Perdono sarà il dono
in cambio di umile preghiera
all’Altissimo Padre.

Ecco
un brivido mi percorre
ed or mi sembra
che più contorte non siano le vie
anche se nulla di facile appare ai miei occhi:
strade in salita
forse ancora un poco dissestate
ma in fondo
sempre intravedo la Luce
di mille stelle
che per mano si sono prese
Amore.

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Silvana
16/09/2003 (per Aldo C.)

silvig36@hotmail.com

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