Lacrima

LACRIMA, che scende sulle rughe che il tempo ha scolpito sul tuo volto,
la senti crescere piano dentro di te,
come un onda che timida si avvicina alla riva,
quasi avesse vergogna di parlarti di se,
senti il calore che emana infiammarti gli occhi,
e poi piano,
prima dall’occhio sinistro come a voler urlare un’appartenenza,
sentire la goccia che si riempie,
per scendere calma nei solchi tracciati dalla tua emozione,
lenta si inerpica per i sentieri segnati per essa dalla vita,
ecco che finalmente arrivata in cima alla gota,
riprende fiato,
e contemporaneamente, dall’altro occhio esce l’alter ego di te stesso,
e attraversa rapido la collina del tuo viso,
con pi violenza quasi a voler significare il suo diritto all’emozione,
a voler urlare la sua rabbia,
a dirti, anch’io, senti il calore che ti avvampa le guance,
i tuoi occhi cercano complici,
senti che non puoi essere solo,
non vuoi essere solo,
e quando finalmente senti che il tuo stato d’animo uguale al suo,
liberi il mare alla sua forza,
il vento alla sua tempesta,
l’emozione al suo amore.
Non asciugarla, sentila viva su di te, senti il suo respirare piano,
il suo parlare adagio,
lasciati trasportare dall’onda dell’emozione,
non frenare il suo appartenerti,
quella lacrima sei tu finalmente libero,
sei tu finalmente presente a te stesso,
sei tu finalmente senza catene.

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Salvo

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