Tu vieni dal mare

Tu vieni dal mare arsa di salsedine
la luna ti inonda d'amore.
La voce ha il suono delle stelle
la risacca ti rapisce al mio sguardo;
la conchiglia si schiude,
dopo millenni d'attesa.
Voci lontane scuotono l'essere assopito
canti e il canto triste
come la risata pianto
come le mani senza forza
come gli occhi ricolmi
come la luna calda
mentre tenti d'avvinghiare il mio corpo
ma rimani abbracciata alla sabbia.

Vieni dalla terra fertile come la vita,
sotto il sole cocente a braccia aperte,
come l'uccello migratore le ali;
mi vieni incontro e canti e ridi,
ma il palcoscenico non c'.
La scena piena di te
ma il sipario chiuso.

Inondi la stanza come mille riflettori
guardo la tua ombra e piango:
non un insetto mi tiene compagnia.
La terra troppo fertile
i fari sono spenti
sulla scena ci sono soltanto le nostre
ombre riflesse in una luna lacrimante.

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Reno Bromuro
Roma 28/2/1981

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