Vieni primavera

Immoto nel campo,
bracci volti al cielo,
vedo nuvole
veloci, lente lente.

Passeri trillano,
saltellano birichini,
un rovo asconde usignolo,
dall'ugola note di cristallo.

Diaccio verno ha gelato la fibra.
Ora raggi letizia
riscaldano scorza
e linfa fino al midollo.

Orecchio al tronco, ascolta!
Cuore batte veloce,
sangue rapido fluisce,
pizzicore da radici e rami.

Gemme premono turgide,
fiori e foglie,
parato per la festa.

Rossa vite stenderŕ,
ad intrecciare,
flessuosi pampini
e succosi frutti
a glauchi rami.

Trascorrerŕ primavera
dispensatrice di gioie
foriera di un’estate
colma frutti succulenti.

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Renato Lonža
11 febbraio 2004

 

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