La fontana

Limpida acqua
fresca e dolce.
Lontana donna,
piedi nella polvere,
sul capo la giara,
nell’aria sciroccale
svolazzante sottana.
Nei campi stoppie
alla vampa crepitano,
al sole ardono.
Frinire di cicale
stordisce ed occulta
il chioccolio dell'acqua
dalla canna allo speco.
Sorda nella giara
Scende, l'acqua,
ammalia, la donna,
sobbalza al trabocco
dell’argento liquido.
Qual animale vivido
sulle mani rimbalza
e la donna il viso,
le arse labbra rinfresca.
Rimembra tumidi baci.
Sulla testa la giara,
gocciolante, un umidore
fresco, scende nella schiena.

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Renato Lonža
2/8/2005

 

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