Inverno

Nuvole funeree sul ceruleo.
Un sole malato si ritrae.
Alberi senza foglie.
Arabeschi di rami neri.
Trine di neve bianca.
Merletti frangiati.
Bianchi lenzuoli distesi
sui campi ove il grano muore.
Siberiane raffiche di Buran,
incatenano la terra,
una morsa di gelo feroce.
Foglie sfrangiate,
immemori alberi,
sospinte, refoli imperiosi, qua e lŕ.
Rabbrividisce la rosa, tremante,
stringe le poche foglie
corto riparo ad algido verno.
Un filo di fumo tenta,
dal cammino, la scalata al cielo;
č disperso da tirannico vento.
Svolazza da un pruno all’altro,
un uccellino cerca di sfamare la giornata.
Dietro la finestra umida,
nel tepore della stufa,
rimbalzano i versi qua e lŕ,
misere foglie strapazzate,
tentano di elevarsi al cielo,
vengono dispersi e sconvolti.
Vado cercando, di rigo in rigo,
per darli alla pagina bianca
e seminare un’aiuola.
Bufera invernale, avanza,
tutto agghiaccia e copre
pensieri, foglie, versi, passioni
con funereo lenzuolo bianco.
Flebile speranza risorga
il ben seminato, nella Primavera,
innumerate spighe,
chine come vecchie sagge,
fiori multicolori inno d’Amore.

Torna indietro

Renato Lonža
26/12/2003

 

Home ElbaSun
www.elbasun.com