La mia donna

Nasce e riluce
sotto il desiderio
delle labbra
tra coltri di sospiri.
Corpo fremente
d'alga marina a
evocare auree sabbie
e vermigli tramonti
anticipi di stelle.

Mi scatena
sul cuorodromo
il rombo del sangue
sol che mi carezzi.

Angelo e diavolo,
ingenuitą e malizia,
sa legarmi
i polsi al ceppo
del piacere.

Giardino
di teneri germogli,
abitato da pensieri
e coppie in amore.

Appare
nel dormiveglia,
poi si dilegua
nelle camere pił remote,
sciolta dai lacci del giorno
e con indosso
i miei versi e i monili
del suo intimo.

Parla alla luna
nel profumo dei ciclamini,
inabissandosi, poi,
nel lago della notte.

Accende le correnti
che mi risucchiano l'anima
in un pelago di sensazioni
senza uguali.

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Piero

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