Per sempre

Ero già morto di silenzi,
di angosce e di tante altre morti.

Adesso esisti,
presente e futura,
immagine e realtà
dolce mistero,
come la rugiada
dal buio della notte,
come l'aurora
dal cielo madido di stelle.

Sovente prima m'accadeva,
di avvertirmi orfano e stupefatto
davanti a orizzonti salmastri,
stanco di musicare
il pentagramma della vita
con adagi maestosi
e, insieme,
l'ignava perfidia di tanti.

Adesso, risorto,
sento di essere eterno,
perché tu mi hai detto
<<per sempre>>.

Così che mi pervade
lo strano bisogno
di pianto per gioia,
non più per sopito dolore,
non più per stanca rassegnazione.

Così che mi pervade
la gioiosa voglia
di darti
felpati filari di mandorli in fiore
e peschi vermigli
e ciliegi purpurei.

Così che mi pervade
il garrulo desiderio
di sussurrarti parole
ch'altri non potrebbero mai capire.

Avevo ammassato
nel granaio degli anni
pensieri sotterranei,
prole legittima
di nascoste velleità,
di sommesse rivolte,
di reiterati tumulti,
di sincopati affanni,
di strazianti singulti
di povera gente
che, dinanzi al fatale occaso,
storcendo la bocca,
invocava, da perdente,
la madre o il padre.

Ma adesso io ho vinto
perché tu mi hai detto
<<per sempre>>..

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Piero

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