I Monti della mia Svizzera

Dov'è la face in cuor rapita,
immun da desiderio e cupidigia alcuna
quel di che, di gioia, pians' in compagnia?

Attratta fu da letal fetore ,
dimenticando la promessa e speme,
seguì l'insaziabil stupid' ego,

nutrito di velen e ognor perduto
nel labirinto di oscura vita.
Or, se non morta, è almen sopita.

Quel di sul mont'invan m'interrogai:
cosa quel sogno dir parea?
Rammemorandomi di monti e valli

ov'uccel sublime trae la vita
a quell'aria e profum tornar volli,
allor ritentai di ritrovar la via.

Megli'è supin
seguire l'erta carriera,
non già in bolgia decadente e oscena,

ma in luminosa e profumata landa,
rifiutando dorata gabbia oscura.
Ringrazio il ciel per te svizzera mia.

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Otello Bocchi

otello-bocchi@elbasun.com