PENSIONATI

Occhi appannati
dei vecchi
nel mondo in bianco e nero
in fila per una squallida pensione
dietro sportelli tecnologici
tra lo spavento dei riflessi
di rughe che non entrano
negli occhiali di impiegate
col cuore perso nei miti addormentati

Poi tornano a casa
con le ascelle sudate
nelle fatiche di un braccio
coperchio di miserie da trasportare
in un portafoglio
agenda con foto di morti
col filo del richiamo

Ripongono al riparo
i biglietti per il cibo
nella morta periferia
impugnano una zappa
per pettinare insalate riconoscenti
con radici avvinghiate
a raggrinziti profilattici
doni sprecati a un progresso di anime
dietro teschi colorati

Si fa sera
giorno aggiunto alla speranza
uno in meno per l'abisso
in compagnia di una fumante ciotola
offerta agli Dei.

(dal volume silenzi che hanno parlato al vento)

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Michael Santhers

 

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