LINGUE MALEDETTE

Questa mattina
per la prima volta
ho visto il silenzio
restituirmi
il vuoto dei pensieri
come note
il rumore dei tuoi tacchi
per i corridoi dell'anima
per restituirmi
spiccioli sogni
che incauto
lanciai oltre i destino
scritto nelle cose
di sempre
nel baro
della statica vita
incitata
dalle lingue
maledette dei falsi
che ora mi girano attorno
per un arcobaleno
al dolore
negli astri
della loro fortuna
e si toccano il ventre
e pił gił
per non imitarmi
mentre l'eco
della parola
amore
si strozza
tra il rumore delle macchine
muoio
con una mano chiusa
tra l'imploro
della vendetta
del tuo ritorno.

(dal volume silenzi che hanno parlato al vento
note: linguaggio sperimentale-veloce)

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Michael Santhers

 

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