AUTOBIOGRAFIA DI UN FANTASMA

Ho visto passare la vita
lenta
come un treno a vapore
che non ho mai preso
... ero gią al capolinea
con i miei sogni
pieni di incubi
con nuvole nere
nel cielo di anime mute
detto
.... sereno...

Mi videro figlio
mi condannarono a vivere
col ricatto del loro pianto

Legarono i loro denti
col filo sottile ai miei denti
e dovetti sorridere
sempre
con le farse alle labbra
per le gioie degli altri
mentre io trascinavo i pensieri
morti alle spalle
chiedevano riposo
stremati nel parlare al silenzio

I miei amori
se ne erano gią andati
allo specchio
si amavano troppo
... io giravo il volto ai cadaveri
incollati al bacio di terra
e cercavo me stesso

Sento
ancora i cani abbaiare
alle ombre sinistre di luna
che mi aiutarono a cercare
i fantasmi di quello che fui
senza mai vedermi

Ora li vedete due fiori
alla distanza degli occhi
sono solo due lacrime
sfuggite alla sete
si prostituiscono al ventre di api
per l'ultimo volo di miele
al consumo

Saluto dagli inferi
il mio ultimo ciclo
offerto in dolce
sgradito ricordo

A voi
il fastidio
o la paura di leggermi
con l'angoscia
di tenervi da me
solo... lontani.....

(dal volume Voci dall'inferno)

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Michael Santhers

 

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